Com. stampa: Rae Spoon unica data italiana

A quattro anni di distanza dal suo ultimo tour italiano e dopo la premiazione al MIX Milano Film Festival come “Miglior Documentario” per il suo film autobiografico My Prairie Home (selezione ufficiale al Sundance Festival 2014) il cantautore canadese Rae Spoon torna in Italia per una data unica a Torino.

Venerdì 23 Gennaio – ore 21:00 – Birrificio Metzger, via Bogetto 4/g Torino

La data è organizzata in collaborazione con il centro Maurice GLBTQ.

Compositore di colonne sonore, produttore, polistrumentista e autore di libri, il cantautore transgender Rae Spoon ha una storia come nessun altro.Torna in Italia con una data unica per presentare il suo ultimo album My Prairie Home, un lavoro che esplora il significato di “casa” quando questa non è più un posto in cui si può tornare.

Da piccolo Rae usava la musica come fuga e per creare un mondo in cui poteva vivere al sicuro. Canzoni che parlano di morte, del fare coming out come queer alle superiori, del sopravvivere agli abusi, vengono tutte cantante da una voce che può spezzare il cuore e riempirlo di speranza allo stesso tempo.

L’album My Prairie Home, che spazia da influenze folk e gospel all’indie rock,è anche la colonna sonora del pluripremiato documentario omonimo, prodotto dal Canada Film Board e diretto da Chelsea McMullan, che racconta di com’è stato per Rae crescere e sopravvivere in una famiglia cristiano evangelica.

Il documentario My Prairie Home è stato selezionato l’anno scorso dal prestigioso Sundance Festival e premiato in vari festival internazionali tra cui il MIX Milano Film Festival che gli ha conferito il premio “Miglior Documentario”.

Vincitore del Galaxy Rising Star Award nel 2004, Rae è stato anche nominato ai Polaris Music Prize nel 2009 e nel 2014, e ai CBC Radio 3 Bucky Awards.

In undici anni ha pubblicato otto album propri e tre in collaborazione con altri artisti, accompagnati da lunghi tour in Canada, America, Europa e Australia.

Nel 2012 Rae Spoon ha pubblicato il suo primo libro, First Spring Grass Fire, finalista al Lambda Award e premiato con un Honour of Distinction al premio letterario LGBT canadese Dayne Ogilvie Prize.

Il suo secondo libro, co-scritto con Ivan E. Coyote e pubblicato nel 2014, s’intitola Gender Failure.

Sito ufficiale / Booking / RAE SPOON unica data italiana 2015

s/he has died.

Stone_Butch_Blues_coverIl 15 novembre 2014 Leslie Feinberg è mort*. Nat* nel 1949 a Buffalo è stat* attivista transgender statunitense, di famiglia ebrea, ha lottato in prima linea nel movimento glbtq e nel movimento sindacale, da marxista internazionalista per la libertà e la giustizia economica e sociale, contro il razzismo e le guerre in solidarietà con la lotta del popolo palestinese. La sua ultima battaglia è stata per la liberazione della donna trans africana americana CeCe Mc Donald.
Le ultime parole, affidate alla sua compagna e sposa da 22 anni, la poetessa lesbica Minnie Bruce Pratt sono state: “Remember me as a revolutionary communist”.

Richiesta di celere discussione ed approvazione del ddl405, norme in materia di modificazione dell’attribuzione di sesso

Sig. Presidente del Consiglio dei Ministri Dott. Matteo Renzi
Sig. Presidente del Senato della Repubblica Dott. Pietro Grasso
Sig. Presidente della Commissione straordinaria per la tutela e la promozione dei diritti umani Dott. Luigi Manconi
Sig.ra consigliera in materia di pari opportunità Dott.ssa Giovanna Martelli
Sig. Presidente della Commissione Giustizia al Senato Dott. Nitto Palma
Ai componenti della Commissione Giustizia del Senato della Repubblica

Oggetto: Richiesta di celere discussione ed approvazione del ddl405, norme in materia di modificazione dell’attribuzione di sesso

Sig. Presidente del Consiglio dei Ministri, Richiesta di celere discussione ed approvazione del ddl405, norme in materia di modificazione dell’attribuzione di sesso
Le associazioni ed i collettivi firmatari della presente si rivolgono a lei per richiedere una legge che consenta alle persone transessuali di assicurarsi nome e sesso coerenti al proprio vivere sociale e per impedire qualsiasi intervento genitale su bambini nati con condizione intersex/DSD.
I firmatari di tale documento ritengono sia indispensabile una modifica della 164/82 che abroghi l’attuale iter giudiziario per la rettifica di nome e sesso anagrafici, in favore di un più snello e gratuito iter amministrativo che ponga il sesso sociale al di sopra di quello genitale, perché questa oggi è l’interpretazione più consona alla società italiana ed europea. Sentiamo forte, inoltre, la necessità di uniformare su tutto il territorio nazionale i percorsi, perché diverse sono le impostazioni delle regioni dal punto di vista dei servizi alle persone transessuali e diversi sono gli orientamenti dei tribunali nell’interpretare la sopracitata legge 164/82.
Attualmente occorrono anni per poter ottenere la rettifica di nome e sesso, anni in cui il solo mostrare un documento è motivo di esclusione sociale e lavorativa e motivo di continua violazione della privacy: ci si trova costretti e costrette a dover spiegare la discrepanza tra documenti ed aspetto a datori di lavoro, ad impiegati di negozi, banche e poste, all’iscrizione a qualsiasi corso, associazione o alla stipula di qualsiasi tipo di contratto e persino alle urne prima del voto. Troppe sono le persone transessuali che per questo motivo faticano a trovare lavoro, una casa in affitto e troppe sono le persone transessuali che per mettersi al riparo dalla transnegatività evitano situazioni che le obblighino ad esporsi: la discriminazione nei confronti delle persone transessuali, secondo un sondaggio ISTAT1, è sentita dall’80% dei cittadini.
L’Italia è uno dei paesi dell’unione Europea che, secondo la Trans Right Europe Map di TgEu2, costringe le persone transessuali (ed intersessuali) alla sterilizzazione per poter accedere alla riassegnazione del sesso.
Una modifica della legge 164/82, che renda possibile il cambio anagrafico senza la necessità di affrontare chirurgie mutilanti, è auspicata anche da Amnesty International, in accordo con il rapporto Lunacek redatto dal Parlamento europeo.
Siamo concordi con  Marco Perolini, esperto in materia di discriminazioni di Amnesty International quando afferma: “vi sono persone transgender che intendono usufruire dei trattamenti medici disponibili, ma molti altri non vogliono. Gli stati non dovrebbero forzare le scelte delle persone transgender facendo dipendere il riconoscimento legale della loro identità di genere da interventi chirurgici, trattamenti ormonali o sterilizzazioni – molte persone transgender devono superare enormi ostacoli prima di conciliarsi con la loro identità e i problemi aumentano a causa di una manifesta discriminazione di stato – Gli stati devono assicurare che le persone transgender possano ottenere il riconoscimento legale della loro identità di genere attraverso una procedura veloce, accessibile e trasparente nel rispetto di ciò che la singola persona sente rispetto alla propria identità di genere, proteggendo il diritto alla riservatezza ed evitando d’imporre requisiti obbligatori che violino i diritti umani”. A quanto appena descritto si aggiungono le sentenze di alcuni tribunali italiani (Roma, Rovereto, Siena), che hanno disposto il cambio di nome e sesso anagrafico in assenza di chirurgia genitale.

Per i motivi sopra esposti e per garantire dignità, inserimento sociale e uguaglianza tra tutti i cittadini, chiediamo che il disegno di legge 405, norme in materia di modificazione dell’attribuzione di sesso, venga presto calendarizzato nella Commissione Giustizia del Senato e trasformato in legge.
Ringraziamo per quanto potrà essere fatto per favorire il rispetto dei diritti delle persone transessuali ed intersessuali e per il contrasto dell’omo-trans-negatività, ancor oggi imperante in Italia.
Inviamo i nostri migliori saluti, in attesa di una cortese risposta.

Gruppo promotore DDL405 – disegnodilegge405.blogspot.it
Maurice GLBTQ Torino
Coordinamento trans Sylvia Rivera
Mit- movimento di identità transgender
Associazione Consultorio Transgenere
Sat. Pink – Sportello Accoglienza Trans Verona
Sportello Trans Ala Milano Onlus
ATN – Associazione Transessuale Napoli
ONIG – Osservatorio Nazionale sull’Identità di Genere
Associazione Radicale Certi Diritti
Arcigay – associazione LGBT italiana
Arcilesbica associazione nazionale
Equality Italia – Diritti. Energia per l’Italia
Amnesty International
Avvocatura per i diritti LGBT – Rete Lenford
Rete Genitori Rainbow – genitori LGBT con figli/e da relazioni eterosessuali
A.GE.D.O. – Associazione Genitori Di Omosessuali
Polis Aperta – associazione LGBT appartenenti alle Forze Armate e alle Forze dell’Ordine
Circolo di cultura omosessuale – Mario Mieli
Stonewall – associazione d’iniziativa GLBT di Siracusa
Di’Gay Project – DGP
Mondo Arcobaleno LGBT
Circolo culturale Harvey Milk
Coordinamento Torino Pride
Arcigay “Tralaltro” Padova
Arcigay “Marcella di Folco” Salerno
Fondazione GIC – Genere Identità Cultura
SInAPSi  – Servizi per l’inclusione attiva e partecipata degli studenti – Univ. Napoli
Ireos – Centro Servizi Comunità Queer Firenze
Intersexioni
Anguane – Collettivo Anarco- Queer Ecovegfemminista
DeGender Communia

Verona, 21 settembre 2013

Se pensate di aver sentito tutto in vita vostra…forse dovevate venire a Verona.
Il convegno organizzato da Famiglia Domani e Medv-Movimento Europeo Difesa Vita ha toccato punte di indecenza inenarrabili. Qualcuno (e scusate se non ricordo il nome degli eminenti relatori) ha enunciato che quella del gender è una favola come Gli abiti dell’imperatore e che chi vuole cambiare genere crede alla magia. Tranne poi affermare la verità della transustanziazione (che io sapevo essere un atto di fede)… perciò il pane può diventare corpo di Cristo ma io non posso cambiare sesso. Boh!
Ma questo è niente confrontato alla negazione dell’Evoluzionismo, al fatto che la differenza del cervello tra uomo e donna si evince da dove si lasciano i calzini, alla dichiarazione che i sessi sono 2 e gli intersex sono patologie dell’uno o dell’altro, alla violenza di chi ha dichiarato che è peggio il matrimonio gay di un barcone affondato a Lampedusa…
Ho sentito cose che voi umani non potreste immaginare….
E lo scandalo è che le istituzioni hanno avvallato una simile esposizione di menzogne trincerandosi dietro la scusa che in democrazia tutti devono avere parola. E no, belli, non tutti possono parlare! Chi fomenta l’odio, il disprezzo, l’ingiustizia, la discriminazione non ha diritto di parola, perché le idee che generano odio non sono sterili, si portano dietro atti e conseguenze per le vite di ciascuno.
La cosa che mi consola è aver sentito il livello di quegli interventi, la impreparazione sul tema del gender e la sconcertante ignoranza di chi si è fermato al Medioevo e ragiona per sillogismi. Con questa gente non ci può essere dialogo, anche perché si erano segnati tutti i nomi di chi non faceva parte della loro cerchia e, invece di farci entrare in un auditorium da 1000 posti, ci hanno messi nel loggione di fronte a un maxi schermo con cui non si poteva dialogare… e protestare.
Un’ altra cosa che mi ha consolato è stata che fuori da quelle mura c’era un sacco di gente indignata. Persone, sopratutto giovani, che testimoniavano che , nonostante gli integralismi, il mondo sta andando in un altra direzione. Ed è questo che fa loro cosi tanta paura. Voi non potete fermare il vento, gli fate perdere solo del tempo.
L’ondata frocia non si ferma e investirà anche questo paese, è solo questione di tempo. E noi vinceremo anche per il modo favoloso con cui conduciamo questa battaglia (anche se sarebbe una gran cosa cominciare a diminuire il numero di canzoni della Carrà alle manifestazioni…).
Un’altra grande soddisfazione è stata tornare a casa, col mio fidanzato e fargli un bel pompino, alla faccia di quegli ammuffiti/e professorini/e che in bocca prendono solo l’ostia (come no!) e immaginarli atterriti per non avere modo d’impedirlo.  Anche se condivido appieno la posizione di Foucault: noi spaventiamo per la società che stiamo creando non per le pratiche sessuali che facciamo. .. (quando riusciamo a farle!).