Conferenza finale progetto Gap Work – save the date!

CIRSDe è lieto di invitarvi alla Conferenza finale del progetto GAP WORK.
SAVE THE DATE: 21 novembre 2014 a partire dalle 14.00
presso il Campus Luigi Einaudi, Lungo Dora Siena, 100 – 10153 Torino
Presentazione del rapporto di ricerca finale del progetto europeo Gap Work di contrasto alla violenza legata al genere.

Gap Work against gender-related violence” è un progetto Daphne finanziato dall’Unione Europea. Il progetto ha coinvolto 4 paesi europei: Regno Unito, Irlanda, Spagna e Italia. In ciascun paese sono stati formati 200 professionisti che lavorano a contatto con giovani e bambini per la prevenzione e il contrasto della violenza.
La conferenza sarà un’occasione per conoscere i risultati ottenuti dal progetto, non solo in Italia, per incontrare ricercatori e ricercatrici del team europeo e per confrontarsi con i formatori e le formatrici che hanno lavorato in aula.

PROGRAMMA:
h 14,00: Accoglienza e registrazione
h 14,30: Saluti istituzionali
Monica Cerutti, Assessora Regione Piemonte
Silvia Giorcelli, Presidente CUG – Università degli Studi di Torino
Carmen Belloni, Presidente CIRSDe – Università degli Studi di Torino
h 15,30: Relazioni
Chiara Inaudi, Local Action Coordinator, Italia, CIRSDe-Unito
Neil Levitan, Local Action Coordinator, UK, Brunel University
Sara Cagliero, Research consultant, Spagna, Universitat Rovina i Virgili
Alessandra Cibelli, Centro Demetra
Filippo Alossa e Stefania Actis, Maurice glbtq (gay, lesbiche, bisessuali, transgender, queer)
h 18,00: Discussione e chiusura dei lavori
h 18,30: Aperitivo

Per Informazioni:
CIRSDe – cirsde@unito.it

CIRSDe – Centro Interdisciplinare di Ricerche e Studi delle Donne e di Genere
Università di Torino
Via S. Ottavio, 20
10124 – Torino
ITALY
Tel. 011.6703129
FAX 011.6709699

e-mail: cirsde@unito.it
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Com. stampa Gay: Governo Renzi continuano i segnali negativi, escluse associazioni LGBTI da corsi di formazione personale MIUR.

GAY: GOVERNO RENZI CONTINUANO I SEGNALI NEGATIVI, ESCLUSE ASSOCIAZIONI LGBTI DA CORSI DI FORMAZIONE PERSONALE MIUR.
Roma, 24 settembre 2014
Dopo un blocco di 6 mesi, il 18 settembre ci è stato comunicato che l’iniziativa di formazione e sensibilizzazione contro omofobia e transfobia diretta alle figure apicali del MIUR riprenderà nel mese di ottobre.
Formalmente l’iniziativa era stata sospesa per motivi tecnici, in realtà il Ministero non è riuscito a sostenere le polemiche che da una parte della gerarchia cattolica, dell’associazionismi familiare e dall’interno del Ministero stesso erano pervenute contro questa iniziativa.
Apparentemente, il programma non ci è stato mostrato, il nuovo corso è stato totalmente internalizzato e rimodulato rispetto al programma iniziale. Ciò significa che il corso è stato sottratto alle attività della Rete Ready e che le associazioni LGBTI vengono escluse dalla partecipazione.
Non sappiamo cosa pensi UNAR dell’esclusione della Rete Ready, ma sicuramente noi troviamo scandalosa l’esclusione delle associazioni LGBTI, il cui coinvolgimento non è solo previsto dalla stessa Strategia (e il Ministero ne era a conoscenza dal primo momento) ma si rende necessario se si vuole fare quel passaggio dalla teoria alla pratica che realmente si può concretizzare nelle scuole italiane, forti delle esperienze ormai decennali che le associazioni stesse hanno su questa materia.
Noi teniamo fermo quanto dichiarato dalla prof.ssa Giannini, durante l’incontro con le associazioni LGBTI, sul grande interesse del Ministero a combattere ogni forma di discriminazione e a tutelare ogni “alterità”. Perché questo avvenga occorre però che il corso si svolga (e questo pare essere garantito) e che si faccia completa chiarezza sul programma e sui soggetti coinvolti.
Chiediamo quindi al Ministero e alla Ministra personalmente di comunicare ufficialmente le modalità di svolgimento del corso e di salvaguardare l’attuazione della Strategia nazionale LGBTI.
Associazione Libellula – Leila Daianis
Associazione Radicale Certi Diritti – Yuri Guaiana
Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli – Andrea Maccarrone
Circolo Tondelli LGBTI – Giuseppe Sartori
Dì Gay Project – Maria Laura Annibali
Equality Italia – Aurelio Mancuso
I Ken Campania – Carlo Cremona
Renzo e Lucio – Mauro Pirovano
Rete Genitori Rainbow – Cecilia d’Avos e Fabrizio Paoletti
Stonewall – Tiziana Biondi
Maurice glbtq Torino

Com. stampa: Ma quale dittatura del gender?

Non ci stupisce la presa di posizione di Monsignor Nosiglia sulle ormai famose schede del Comune di Torino per educare alla diversità a scuola.

Quello che un po’ ci interroga è la tempestività di questo e di altri interventi. Sono anni che il Maurice, cosi come il Coordinamento Torino Pride e altre associazioni, entrano nelle scuole di ogni grado per spiegare cos’è la diversità e come non discriminare chi è diverso, ma solo ora, a circa due mesi dalle elezioni, tutte queste forze reazionarie si svegliano per difendere posizioni che ormai sono appannaggio dei paesi più retrogradi ed integralisti.

Un altro campanello ci suona quando leggiamo che il problema maggiore sta nel fatto che le schede riportino passi biblici, peraltro seguendo traduzioni precise ed accreditate.

Ma davvero Monsignor Nosiglia crede che il messaggio espresso nel testo biblico sia così debole da non poter sostenere la lettura e le semplici domande che possono porre un insegnante, un genitore, un ragazzo o una ragazza che vivono del mondo di oggi? Esistono testi la cui interpretazione debba essere monopolio di un clero?

Oppure, come crediamo, a scuola in Italia si possono leggere la Bibbia, il Corano e altri testi sacri con i propri insegnanti, senza il controllo di una autorità religiosa?

Le sentinelle in piedi di tutti gli schieramenti, da Giampiero Leo del NCD al presidente del Consiglio Comunale di Torino Giovanni Maria Ferraris dei Moderati, così pronte a vigilare sulla libertà di espressione, sapranno vigilare anche sulla libertà di insegnamento e sulla libertà di lettura dei testi religiosi?

La dittatura del gender, di cui tanto parlano, non esiste, ahinoi! Esiste la cultura della diversità, l’educazione al pensiero critico e il rispetto per la laicità delle istituzioni.