Perchè “possiamo dirci” queer

Nel 2011 il Maurice ha deciso di aggiungere il termine QUEER al nome con cui presenta se stesso e le sue iniziative. Si è trattato, ovviamente, non “solo” dell’aggiunta di una parola, poichè essa nasconde un percorso, una storia e una serie di caratteristiche che il  Maurice rappresenta. Ecco il documento e che è stato presentato/discusso/accolto durante l’assemblea ordinaria del 27/02/2011

PERCHÈ “POSSIAMO DIRCI” QUEER

  • organizzazione e partecipazione attiva al seminario sull’ “identità omosessuale”  organizzato da Arci Gay e Arci Lesbica  in quel di Rimini nel maggio ’95, in cui la teoria queer venne ampiamente presentata e discussa;
  • presenza e valorizzazione nel centro documentazione di un patrimonio queer; presenza di divers@ soc@ stidios@ della realtà Q, invitat@ anche a seminari ed incontri;
  • divers@ soci/e preferiscono identificarsi come queer piuttosto che come lgbt;
  • impegno (passato e futuro) del circolo ad “interpellare” anche questi soggetti a partecipare alla vita dell’associazione;
  • organizzazione di gruppi di lettura (Manifesto contra sessuale di Beatriz Preciado ed Arcipelago queer, il corpo senza qualità di Fabrizia Di Stefano);
  • nel 2003 partecipazione al progetto Queer for Peace,  il viaggio di una delegazione di attivist@ glbtq italian@ in Palestina/Israele, per intessere relazioni con le realtà glbtq locali, favorire il dialogo e la pacificazione di quelle aree, a partire dunque dalla condizione delle persone glbtq;
  • unica realtà sul territorio in grado di difendere proposte sui temi lgbtq critiche, “non integrazioniste”, “non lobbistiche”, “non sindacali” o “rassicuranti”. Si cerca pertanto di porsi in una prospettiva critica e non da “ombelico gay”, nella consapevolezza che le battaglie per la “libertà/liberazione” non si situino in una visione atomistica e parcellizzata. Pur nella varietà della composizione della nostra associazione, delle sue prospettive e relazioni politiche, dunque “anche” con soggetti più o meno “istituzionali”, il Maurice è l’unica realtà  glbtq torinese  che intrattiene relazioni coi movimenti radicali, “antagonisti”, antirepressivi, antifascisti, antirazzisti, femministi della città e che tende a fare rete con soggetti cosiddetti “marginali/marginalizzati”;
  • si intrattengono inoltre legami con altre realtà simili in altri contesti fuori Torino;
  • si sottolinea l’esigenza di svolgere un ruolo di stimolo nella realtà locale e nazionale rispetto al rischio di appiattimento e banalizzazione delle formule politiche e “ideologiche”,
  • si sottolinea infine l’esigenza di ragionare sul queer per essere capaci d’interpretare il bisogno di superare il rischio di rinchiudersi in gabbie identitarie in una fase in cui questo è particolarmente pericoloso.
Invia questa pagina via mail Invia questa pagina via mail