Tesseramento 2017/18: Controcorrente!

E’ iniziato il tesseramento per l’anno sociale 2017/18. Essere controcorrente col Maurice! Lo puoi fare da amic@, complice o amante: sostieni il Maurice GLBTQ a […]

Solidarietà e sostegno alla Casa Internazionale delle Donne di Roma

#lacasasiamotutte Il Maurice GLBTQ esprime piena solidarietà e sostegno alla Casa Internazionale delle Donne di Roma, e sdegno per l’ipotesi di sfratto intimato dal Comune […]

Comunicato stampa: Piantatela di travestirvi, vi abbiamo riconosciuto benissimo!

Piantatela di travestirvi, vi abbiamo riconosciuto benissimo! Ieri, sabato 18 novembre, mentre a Torino si celebrava la giornata in onore delle persone transessuali e transgender, […]

In memoria di Luki Massa

Vogliamo ricordarti così, cara Luki, sorridente guerriera al Torino Pride del 2006. E vogliamo ringraziarti per essere stata una compagna di lotte e per il […]

“Disobbediamo”. Anche il Maurice GLBTQ firma l’appello promosso dai circoli Arci contrari alla decisione della dirigenza nazionale.

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“Disobbediamo”. Anche il Maurice GLBTQ firma l’appello promosso dai circoli Arci contrari alla decisione della dirigenza nazionale.
“Abbiamo appreso nella giornata di ieri della decisione di sospendere la partecipazione alla manifestazione antifascista convocata per sabato 10 febbraio a Macerata, su invito del sindaco della città “per il clima di smarrimento, paura e dolore vissuto dalla comunità locale”. Riteniamo questa scelta un grave errore. Non possiamo cedere di fronte a una retorica che mette sullo stesso piano le convocazioni neofasciste e le manifestazioni solidali con le vittime. Non possiamo avallare l’approccio del Viminale e della prefettura di Macerata, pronti a “vietare ogni manifestazione”. L’intenzione, pur importante, di costruire presidi locali e future iniziative di mobilitazione unitarie rischia di venire schiacciata dai fatti degli ultimi giorni.

I fatti di Macerata rappresentano un salto di qualità, ma si inseriscono in una spirale di odio, razzismo e violenza fascista che da troppo tempo si sta sviluppando nel nostro Paese. Le realtà strutturate hanno il dovere di prendere parola e di riportare alla luce i valori dell’antifascismo, dell’antirazzismo e della concreta solidarietà. Il nostro statuto lo dice a chiare lettere: l’Arci è quotidianamente impegnata nello “sviluppo di forme di prevenzione e di lotta all’esclusione, al razzismo, alla xenofobia, all’intolleranza, al disagio, all’emarginazione, alla solitudine”. Revocare la partecipazione al corteo significa fare un passo indietro dai valori che ogni giorno proviamo a concretizzare all’interno dei nostri circoli e che sono stati al centro di importanti iniziative recenti dell’Arci. Significa non esserci quando c’è bisogno di rompere il silenzio e la paura, mentre tante persone che sono soci Arci o che si riconoscono nei nostri valori andranno comunque: semplicemente, saranno più soli.

Per questo, l’unica risposta che vediamo in linea con questi valori è prendere parte in tanti e tante al corteo del 10 Febbraio a fianco delle realtà che sul territorio costruiscono presidi di democrazia sostanziale, perché l’antifascismo è un valore universale che deve appartenere a tutti e non rientrare in scontri tra fazioni. La paura aumenta la paura e rischia di lasciare sempre più spazio alle forme di neofascismo che si sono manifestate anche nei fatti di Macerata.

Per questo, chiediamo alla dirigenza nazionale di riconsiderare la sospensione della partecipazione dell’Arci nazionale alla manifestazione, decisione in cui non ci sentiamo rappresentati, e, di partecipare sabato a Macerata, così come noi continueremo a partecipare alle future iniziative di mobilitazione e a quelle già in campo.

Gender (R)evolution 9 febbraio

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Siete calorosamente invitat@ alla presentazione dell’ultimo libro di Monica Romano, Gender (R)evolution venerdì 9 febbraio, ore 18, presso la Biblioteca Civica Centrale.

GENDER R-EVOLUTION: CINQUANT’ANNI DI VITTORIE E DI SCONFITTE DEL MOVIMENTO LGBT NEL LIBRO DI MONICA ROMANO CHE RACCONTA DA VICINO I PROTAGONISTI DELLA RIVOLUZIONE PACIFICA CHE STA CAMBIANDO IL MONDO.

Gender R-evolution, il nuovo libro di Monica Romano (Mursia, pag. 222 euro 16 in libreria dal 30 ottobre) si apre con il racconto  dell’omicidio della giovane attivista e transgender turca Hande Kader, uccisa per aver opposto resistenza alle forze dell’ordine che impedivano la manifestazione per i diritti LGBT. Hande Kader è una delle tante protagoniste del movimento per il diritti di lesbiche, gay, bisessual e transgender (LGBT) di cui Monica Romano ha ricostruito la storia attingendo direttamente alla sua esperienza. La Romano è una donna transgender –  più precisamente, come spiega lei stessa, MtF, cioè Male to Female, da maschio a femmina.
La precisazione non è superflua. Nella lunga storia del movimento per i diritti LGBT le parole sono importanti e ne segnano le tappe fondamentali. Nel 1949 un medico, David Cauldwell, usa per la prima volta il termine «transsexual» per definire persone affette da un malessere profondo verso il sesso di nascita, ma per due decenni il “problema” resta confinato negli studi medici. E’ solo alla fine degli anni Sessanta che diventa una parola “rivoluzionaria” e si comincia a parlare di diritto alla scelta di genere come uno dei diritti inalienabili della persona. Nei decenni successivi in tutto il mondo, Italia compresa, nasce il movimento e la rivoluzione pacifica delle persone LGBT.  Come in tutte le rivoluzioni ci sono capi carismatici e semplici militanti, Monica Romano, che li ha conosciuti da vicino, ne racconta la storia: da Deborah Lambillotte, architetto di successo e fondatrice dell’associazione nazionale Arcitrans, a Leslie Feinberg autore di saggi e romanzi che rifiutava la divisione eteronormativa del linguaggio fra maschile e femminile e le cui ultime parole furono “ricordatemi come un* rivoluzionari* comunista”. Da Mario Mieli, politico fondatore del FUORI (Fronte Unitario Omosessuale Rivoluzionario Italiano) a Marcella Di Folco, che prima del coming out era una delle protagoniste del cinema di Federico Fellini, passando per Sylvia Rivera, la mamma di tutte le rivoluzioni che al motto “No rights, no peace!” grida in faccia ai perbenisti: “La scintilla della rivoluzione l’abbiamo innescata noi checche, travestiti e puttane”. Il libro racconta anche le sofferenze e le difficoltà che i singoli hanno dovuto affrontare: pregiudizi e violenze, esclusione sociale e assenza di leggi di tutela. La semplice idea che il diritto alla propria identità sessuale sia un diritto civile e in quanto tale debba essere garantito dalla legge incontra ancora molti ostacoli. «Per questo mi è sembrato importante raccogliere nei capitoli finali la spiegazione di parole e concetti che troppo spesso vengono travisati o usati a sproposito», dice Monica Romano che ha redatto in appendice una sorta di vademecum per capire il mondo LGBT:  dalla “teoria dei gender” alla “variabilità di genere”. E ancora che significa davvero essere transgender, da dove ha origine la “transfobia”, perché “si è così”. Per arrivare al nucleo della questione: cosa significano le parole “uomo”, “donna”, “maschile”, “femminile”. Il lavoro della Romano dà risposta anche alle domande più ricorrenti: «I trans sono sempre esistiti o è un fenomeno del nostro tempo»? (la risposta è sì: sono sempre esistiti) «E’ una malattia?» (la risposta è no. Non è una malattia ma una condizione individuale)  Gender R-evolution è un libro che racconta fatti, motivazioni e sentimenti di una vera e propria rivoluzione culturale e pacifica che sta cambiando la nostra società.

Monica Romano è un’attivista del movimento per i diritti delle persone LGBT. Laureata in Scienze Politiche, ha collaborato con Arcitrans, Crisalide Azione Trans e La Fenice, che ha fondato e presieduto fino al 2009. Esperta di amministrazione del personale, si occupa anche di formazione sul tema della variabilità e non conformità di genere nella società e nel mondo del lavoro. Nel 2016 si è candidata per il Consiglio Comunale di Milano. Con Mursia ha pubblicato Trans. Storie di ragazze XY (2015).

Happy together, terzo appuntamento CcCglbtq

StampaINTERSEZIONI Maurice GLBTQ 3.0
CINA con CINE GLBTQ

domenica 4 febbraio ore 18 terzo appuntamento di Cina con Cine:

‘Happy Together’ (Wong Kar-wai, HK, 1997).
Il film verrà proiettato in lingua originale con sottotitoli italiani!

Cina con Cine fa parte del percorso INTERSEZIONI Maurice GLBTQ 3.0 

 che percorrerà l’anno con appuntamenti dedicati alla cultura, cinema, letteratura e musica che incrociano le tematiche GLBTQ declinate con i contributi provenienti dalle culture delle maggiori comunità immigrate che abitano in città: momenti di conoscenza, confronto e socializzazione che nascono da interessi e relazioni, e dal desiderio di superare rappresentazioni e immaginari stereotipati.
Clarissa Forte si è laureata in lingue e letterature straniere presso l’Università di Torino . Ha insegnato lingua cinese presso il Liceo Carlo Botta di Ivrea, l’Università degli Studi dell’Insubria e il Convitto Nazionale Umberto I dove insegna ancora oggi. Dopo aver concluso un dottorato in cinema cinese a Torino, collabora con l’Università di Torino e con l’Istituto Confucio di Milano.
Fa parte dell’Associazione Dong Film Fest, primo Festival di cinema indipendente cinese in Italia.
Collabora con l’Università di Torino come curatrice della rassegna cinematografica CinaCinema.
il progetto INTERSEZIONI Maurice 3.0. è sostenuto con i fondi Otto per Mille della Chiesa Valdese

Memoria e silenzio. Considerazioni intorno alla richiesta di un monumento alla deportazione delle lesbiche a Ravensbrück. Incontro con Paola Guazzo.

Memoria e silenzio.

Considerazioni intorno alla richiesta di un monumento alla deportazione delle lesbiche a Ravensbrück.
Incontro con Paola Guazzo, saggista, attivista e studiosa del movimento lesbico.
a cura del Maurice GLBTQ, Centro Documentazione-AltraMartedi E in collaborazione con il Servizio LGBT della Città di Torino in occasione del Giorno della Memoria.

E’recente la richiesta, per ora non accolta dal comitato preposto, di una stele commemorativa per le lesbiche che furono internate a Ravensbrück. Una zona di silenzio, di cui il non riconoscimento commemorativo è solo un corollario, circonda la storia di chi fu spesso internata per una commistione esplosiva di ebraismo, politica e sessualità oppure per “asocialità”, categoria includente anche chi agiva la sessualità lesbica. Alla luce di testi recenti come Resistenze lesbiche nell’Europa nazifascista (2010) e Plus forte que la mort. L’amitié feminine dans les camps di Marie Jo Bonnet (2015) cercheremo di esplorare l’internamento negato delle lesbiche nel suo emergere storico ed umano.

Martedì 30 gennaio ore 19:00
Biblioteca civica centrale,
via della Cittadella 5

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locandina memoria torino

Femminielli tra attualità e tradizione. Uno sguardo documentaristico.

Martedì 23 gennaio ore 20.30

Femminielli tra attualità e tradizione. Uno sguardo documentaristico.
Proiezione di Russulella di Margherita Pescetti e La candelora a Montevergine
– nuove tradizioni, antichi diritti di Nicola Sisci e Paolo Valerio.
a seguire dibattito con
Nicola Scisci – psichiatra e videomaker
Irene Dionisio – direttrice di Lovers Film Festival
Giovanni Minerba – presidente Lovers Film Festival
volantino 6 aprile

 

CINA con CINE GLBTQ

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INTERSEZIONI Maurice GLBTQ 3.0
presenta
CINA con CINE GLBTQ

domenica 14 gennaio ore 18 proiezione
dalle ore 20,30 buffet cinese

prende il via la rassegna di cinema cinese a tematica GLBTQ,
percorsi di cinematografia dedicata alla Cina continentale, Hong Kong e Taiwan.

E’ il primo appuntamento del percorso INTERSEZIONI Maurice GLBTQ 3.0.

La prima puntata si apre con una selezione di interviste a Cui Zi’en e a Fan Popo,
due dei principali registi di opere a tematica omosessuale e queer in Cina,
con trailer delle loro opere.
L’intera rassegna è a cura di Clarissa Forte e verrà presentata durante la serata.
Il percorso INTERSEZIONI Maurice GLBTQ 3.0. percorrerà l’anno con appuntamenti dedicati alla cultura, cinema, letteratura e musica che incrociano le tematiche GLBTQ declinate con i contributi provenienti dalle culture delle maggiori comunità immigrate che abitano in città: momenti di conoscenza, confronto e socializzazione che nascono da interessi e relazioni, e dal desiderio di superare rappresentazioni e immaginari stereotipati.
Clarissa Forte si è laureata in lingue e letterature straniere presso l’Università di Torino . Ha insegnato lingua cinese presso il Liceo Carlo Botta di Ivrea, l’Università degli Studi dell’Insubria e il Convitto Nazionale Umberto I dove insegna ancora oggi. Dopo aver concluso un dottorato in cinema cinese a Torino, collabora con l’Università di Torino e con l’Istituto Confucio di Milano.
Fa parte dell’Associazione Dong Film Fest, primo Festival di cinema indipendente cinese in Italia.
Collabora con l’Università di Torino come curatrice della rassegna cinematografica CinaCinema.

calendario della rassegna:
domenica 14 gennaio: presentazione, intervista a Cui Zi’en e proiezione di LAN YU, Stanley Kwan, Hong Kong, 2001, 86’ (versione italiana).
domenica 28 gennaio: BEAUTIFUL BOXER, Ekachai Uekrongtham, Thailandia, 2003 (versione italiana)
domenica 4 febbraio: HAPPY TOGETHER, Wong Kar Wai, 1997 (v.o. sottotitoli inglesi)
domenica 4 marzo: ADDIO MIA CONCUBINA, Chen Kaige, 1993 (versione italiana)
domenica 11 marzo: SOUNDLESS WIND CHIME, Kit Hung, Hong Kong, 2009 (v.o. sottotitoli inglesi)
domenica 8 aprile: IL BANCHETTO DI NOZZE, Ang Lee, Taiwan, 1993

il progetto INTERSEZIONI Maurice 3.0. è sostenuto con i fondi Otto per Mille della Chiesa Valdese
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Le tradizioni che ci piacciono: Panettonata al Maurice

Panettonata2017Le tradizioni che ci piacciono: PANETTONATA AL MAURICE

Sabato 16 di dicembre siete tutti@ invitati@ alla panettonata di fine anno.
Alle ore 16.00 al Maurice, Via Stampatori, 10 – Torino

si potrà:
bere, mangiare,
chiacchierare, sparlare di chi non c’è,
brindare ad un nuovo anno sempre controcorrente,
ritrovare persone perse di vista,
aggiornarsi sulle prossime attività,
dare consigli e condividere desideri,
rinnovare la tessera del Maurice e…..
festeggiare i 40 anni di una persona molto speciale!

Tesseramento 2017/18: Controcorrente!

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E’ iniziato il tesseramento per l’anno sociale 2017/18.
Essere controcorrente col Maurice!
Lo puoi fare da amic@, complice o amante: sostieni il Maurice GLBTQ a partire da 15 euro, quota comprensiva della tessera ARCI, valida in tutto il circuito nazionale.

Lo slogan, ma anche l’immagine  della campagna, realizzata da Gianni Zardini, richiamano un po’ il DNA del Maurice GLBTQ.
Il tesseramento é un momento importante per la vita dell’associazione, per finanziarne i progetti e sentirci parte di un progetto collettivo.

La tessera ti darà la possibilità di partecipare alle attività del Maurice GLBTQ e di usufruire delle convenzioni riservate a soci e socie (vedi Convenzioni).

N.B.: anche quest’anno con l’ARCI il  tesseramento avrà validità dal 1 Ottobre (2017) al 30 settembre 2018.

Solidarietà e sostegno alla Casa Internazionale delle Donne di Roma

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#lacasasiamotutte
Il Maurice GLBTQ esprime piena solidarietà e sostegno alla Casa Internazionale delle Donne di Roma, e sdegno per l’ipotesi di sfratto intimato dal Comune di Roma.
L’attacco alla Casa minaccia il patrimonio di decenni di lotte, mettendo a rischio una risorsa per tutte le donne e un’esperienza di autogestione da cui c’è da imparare. Condividiamo e invitiamo a diffondere il comunicato stampa della Casa Internazionale delle Donne:

“La Casa Internazionale delle Donne, patrimonio della città di Roma e risorsa per tutte le donne è oggi a rischio di sfratto da parte del Comune”.

Da oltre trent’anni questo luogo, unico in Europa, rappresenta un punto di riferimento delle donne italiane e straniere e del femminismo internazionale. La Casa è da tutti apprezzata e riconosciuta per la sua capacità di autogestione e per avere mantenuto in ottimo stato un bene pubblico frequentato
annualmente da oltre 30.000 persone, di essere luogo di offerta di servizi sociali e culturali, di svolgere azioni di accrescimento delle capacità delle donne. Tutto questo è il frutto del lavoro
volontario e dell’impegno quotidiano e gratuito di centinaia di donne e di decine di associazioni.

Per decenni questo luogo è stato salvato, conservato, restaurato, reso vivo e frequentato, sottratto al degrado cui sono andati incontro tanti beni pubblici della nostra città. Anche la Casa corre ora il pericolo di chiusura cui sono andate incontro tante associazioni e realtà sociali di Roma.

Il debito che ci viene attribuito dall’Amministrazione non tiene conto del valore dei servizi che vengono offerti. In tal senso la Casa Internazionale delle Donne, fin dal 2013, ha iniziato
un’interlocuzione con il Comune di Roma il quale, dopo avere verificato la qualità dei servizi, proponeva una valutazione del loro valore economico dell’ordine di € 700.000 annui.

Con questa Giunta la Casa aveva avviato un confronto per risolvere il problema del debito e la definizione di un affitto realmente sostenibile, salvaguardando e rilanciando il valore della Casa e il suo futuro al servizio della cittadinanza. Per questo la lettera di richiesta di rimborso immediata, in
mancanza del quale “si procederà all’attivazione, senza ulteriore comunicazione, sia della procedura coattiva; in sede civile, per il recupero del credito, sia della procedura di requisizione del bene in regime di autotutela” è giunta del tutto inattesa.

La Casa Internazionale delle Donne ha risposto alla comunicazione del Comune chiedendo con urgenza alla Sindaca e alle Assessore competenti di riaprire l’interlocuzione e di sospendere il termine perentorio di pagamento.

La Casa Internazionale delle Donne è molto grata per la solidarietà ricevuta da tantissime donne e uomini, associazioni e Istituzioni. Queste testimonianze confermano il valore e l’apprezzamento di cui la Casa gode non solo nella città di Roma ma in tutto il Paese.