1985 – 1995

1985

Il gruppo locale decide di aderire ad Arcigay nazionale, con sede a Bologna (che si costituisce con un congresso nel novembre 1985), che dà reale impulso ad una preesistente creazione di Arci Gay da parte di Marco Bisceglie in Sicilia. Il Circolo non ha una sua specifica denominazione, svolge attività grazie all’ospitalità presso l’ARCI Regionale, con sede in Piazza Carlina. L’ospitalità prevede l’uso della sede una sera la settimana e la possibilità di dare il recapito telefonico come riferimento (con servizio di ascolto ed informazione attivato dal febbraio 1985); col tempo il “patrimonio” associativo si arricchirà di uno scaffale e quando, dopo circa due anni, avremo la possibilità di raccogliere il nostro materiale in un armadietto ci sembrerà di aver ottenuto un grosso risultato.

Il gruppo aggrega intorno a sé soprattutto nuove persone. Le attività sono in parte di riflessione e discussione interna ma mirano soprattutto a dare qualche “segnale” esterno di presenza.

Tra questi segnali si possono ricordare per esempio la partecipazione ad un convegno sulla sessualità giovanile organizzata dal “Circolo Giovanile Guernica” al Castello del Valentino (giugno 1985), un incontro con il regista gay romano Marco Mattolini (1985) in seguito al suo spettacolo “Il bacio della donna ragno”, l’organizzazione della proiezione del film di Fassbinder “Querelle” al Cinema Adua (1986), la partecipazione a dibattiti e interventi pubblici anche mezzo stampa, l’ideazione e realizzazione del primo telefono di informazione a Torino sull’AIDS (nel 1987, insieme ad altre associazioni – Gruppo Abele, lega Ambiente, Medicina Democratica, Fuori!- con le quali si pensava di avviare un’iniziata comune sul tema).


1988

Il gruppo conosce, a partire dalla primavera, un periodo di crisi, che produce una temporanea interruzione degli appuntamenti settimanali ed anche l’ipotesi di scioglimento. Con la ripresa autunnale si decide di attuare una verifica con la “scommessa” dell’apertura di una propria sede autonoma. Questa ipotesi viene confortata dalla disponibilità dell’Arcigay nazionale a contribuire con una cifra mensile di sostegno per due anni che consentisse lo sforzo iniziale; i costi di gestione della sede verranno affrontati invece per diversi anni grazie a quote di autofinanziamento mensile di alcuni soci ed attività di autofinanziamento.


1989

Il Circolo Arcigay di Torino decide di darsi una denominazione propria (Maurice, in relazione al film tratto dal libro di Forster, che indica una tappa importante a nostro parere per il fatto che offre una rappresentazione non negativa né stereotipata dell’omosessualità e ne manifesta nel contempo la contraddizione), anche per sottolineare la propria autonomia di soggetto rispetto all’Arcigay, cui aderisce. Viene fatto il “grande passo” di affittare una sede autonoma, inaugurata ufficialmente nel novembre 1989, che sarà sita un Via Morgari 17, nella quale dare inizio ad attività stabili, anche grazie alla convenzione con l’Arci per l’utilizzo di obiettori di coscienza in servizio civile, che da allora proseguirà ininterrottamente fino al 2004.

Viene costituito un Centro di Documentazione con biblioteca, sulla base di donazioni e prestiti; si presentano rassegne di video a tematica e vengono organizzate serate aggregative (cene, organizzate in particolare da Bruno Androne, che diventano una straordinaria occasione d’incontro, accoglienza e socializzazione).

Da inizio anno si sviluppa una faticosa collaborazione con le associazioni gay esistenti (Davide e Gionata, Fuori!, la neonata Informagay, il Triangolo Rosa, l’Altra Comunicazione) per le iniziative del ventennale dell’Orgoglio Gay: quatto incontri al Teatro Juvarra, una cena comune, una rassegna di manifesti all’Azimut e una grande festa nella discoteca di via Nizza. In settembre il Circolo organizza un banchetto al Festival dell’Unità con la proposta di un questionario – di cui si pubblicheranno e presenteranno l’anno successivo i risultati, con la presenza di Lidia Menapace – ed una rassegna di video tematici.


1990

Al Circolo si avvicinano da quest’anno e poi negli anni successivi alcune ragazze, che sperimentano anche l’apertura di uno spazio autonomo, con scarsa fortuna, ma da allora una presenza femminile sarà costante, anche se per molto tempo decisamente minoritaria.

Un gruppo di soci del Circolo contribuisce alla fondazione della LILA a Torino, insieme ad altri componenti provenienti da Gruppo Abele e altre realtà, con l’obiettivo di sviluppare iniziative che coinvolgano tutta la popolazione ed aiutino a superare l’errata identificazione AIDS/omosessualità.

Per il Pride si organizzano attività in proprio, con una mostra fotografica di Beppe Anfossi, una cena con spettacolo al Circolo da Giau, che vede una buona partecipazione.


1991

Viene iniziata la raccolta di poster sull’AIDS, che consentiranno la creazione di una collezione di manifesti che verrà esposta in diverse mostre, a Torino ed altre città ed il Circolo partecipa ad attività d’informazione e prevenzione.

Prima mostra “STOP AIDS” all’Arci.

Il Circolo partecipa attivamente al dibattito nel movimento glbt nazionale, attraverso l’Arcigay, che diventa anche nella denominazione associazione mista a partire dai primi anni Novanta: prima ArcigayDonna e poi Arcilesbica compaiono come denominazione ufficiale dell’associazione a livello nazionale; in diverse occasioni il Circolo di Torino manifesta posizioni critiche verso la gestione nazionale.


1992

Organizzazione di altra mostra presso Arci (STOP AIDS II), alla cui inaugurazione partecipa la sindaco Incisa Cattaneo. Progetto “Il Mostro in mostra”in collaborazione con la LILA, presso la Cascina Marchesa.


1993

Realizzazione del video “Il Mostro a scuola”. In occasione del Primo Dicembre, Mostra STOP AIDS III, con articolazione in percorsi tematici e giornata di video al Cinema Massimo.

Dopo una lunga attività di pressione politica (per esempio con la raccolta di firme in pubblici banchetti, specie alla Festa dell’Unità cittadina, dove per diversi anni viene tenuto un banchetto informativo) il Comune di Torino concede una sede facente parte del patrimonio pubblico, dove ad inizio 1994, in seguito a lavori di ristrutturazione sostanzialmente autogestita, si trasferisce l’attività del Circolo Maurice, con inaugurazione nel maggio spazi più adeguati che consentono lo sviluppo di molteplici attività, tra le quali un Consultorio per la salute.


1994

Il Primo Dicembre si organizza una mostra di manifesti “Images du SIDA” dell’associazione ARTIS di artisti internazionali e un festival di 4 giorni di cinema sull’Aids al cinema Massimo, in collaborazione con ArtCom International. Si espone alla Biblioteca di Moncalieri “Il Mostro in mostra”.

Ci si mobilita per la partecipazione al primo Pride nazionale di Roma del giugno.

Il Circolo ottiene l’iscrizione al Registro Regionale del Volontariato. Donne lesbiche iniziano a frequentare assiduamente il Maurice.


1995

Il Circolo si mobilita per la riuscita del secondo Pride nazionale di Bologna.

È l’anno del seminario sulle identità di Rimini che si tiene in una due giorni d’estate, sul confronto tra una concezione “forte” di identità (omo)sessuale e una “debole”, derivante dalle teorie “queer”. A partire dall’autunno un gruppo di donne lesbiche inizia a incontrarsi settimanalmente ogni martedì sera.

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