[email protected] al Pride!

Quando:
27 Giugno [email protected]:00–19:00
2015-06-27T16:00:00+02:00
2015-06-27T19:00:00+02:00
Dove:
Via Cibrario/Piazza Statuto
Via Cibrario
Torino
Contatto:
Torino Pride

cover-FB definitivaTorino Pride Documento Politico 2015

[email protected] [email protected],
Sabato troverete le bandiere e lo striscione del Maurice nello spezzone DE-GENERE,  costruito con altre realtà femministe, antagoniste, queer torinesi. Uno spezzone che vuole rivendicare l’orgoglio della diversità e la lotta contro gli inventori della “ideologia gender” che cercano di insinuarsi in uno spazio prezioso della nostra comunità, quello della cultura, per infettarlo con consapevoli menzogne. Senza le frocie, le femministe, le travestite non saprebbero neppure che esiste il genere! 

Dobbiamo difendere i nostri spazi di libertà così faticosamente conquistati, la nostra cultura, la nostra storia. Da Stonewall al 27 giugno 2015.
L appuntamento é alle ore 15.00 al Maurice o alle 16.00 in via Cibrario nello spezzone Degenere.

Nello spirito di Stonewall,
Buon Pride a [email protected]


Carissim*,
anche quest’anno ci sarà il Pride a Torino (vedi doc. politico in allegato) e anche quest’anno la comunità LGBTQI* sarà in piazza il 27 giugno per rivendicare i diritti che da decenni le sono stati negati e per dire ad alta voce che ognun* di noi ha il diritto di vivere la propria vita, la propria identità ed i propri legami secondo i principi dell’autodeterminazione e senza che nessuno possa discriminarli perché considerati “minoritari” o “fuori dalla norma”.

Ma quest’anno Torino, poco prima del Pride 2015, ospiterà l’ostensione della Sindone e la nostra città, in particolare per la visita di Bergoglio il 21 giugno, è stata militarizzata, riorganizzata e svenduta in funzione dei pellegrini, messa a tacere e tenuta sotto controllo con metodi autoritari sempre più incompatibili con la necessità di far sentire chiara la nostra voce.

Ognuna delle nostre realtà ha trovato nel Vaticano e nella sua ingerenza, politica ed economica, un ostacolo alle nostre lotte, alle nostre richieste di diritti ed al nostro bisogno di autodeterminazione.

Recentemente, grazie alla strumentalizzazione di quel corpus di discorsi filosofico/politici denominati per semplicità “teoria del gender”, trasformati in “ideologia/dittatura del gender” per travisare esageratamente, appunto, gli studi di genere e sull’identità di genere, il Vaticano ha creato un nuovo strumento per metterci contro l’opinione pubblica e seminare ulteriore odio a discapito di tutt* noi che viviamo la nostra vita liber* di essere noi stess*, fuori dal rigido binarismo eteronormato e/o fuori dai rigidi schemi dei ruoli di genere previsti dalla loro visione totalizzante della realtà.

Secondo la chiesa cattolica noi non siamo liber* di vivere la nostra vita in piena libertà di decidere cosa farcene della nostra identità e dei nostri desideri, ma dobbiamo sottostare ai loro rigidi schemi per poter perpetrare il loro potere giudicante sulle nostre esistenze.

Ed è così che ogni persona che dice ad alta voce che l’amore è amore in ogni sua forma diventa una “pericolosa minaccia per la società”.

Ed è così che ogni famiglia che non rispetta i canoni da loro previsti diventa “sbagliata” o peggio ancora “non esiste”.

Ed è così che ogni donna che vuole vivere la sua vita libera di non avere figli diventa una pericolosa nemica della “sopravvivenza dell’umanità”.
Ed è così che ogni persona che non si riconosce nel binarismo uomo-donna o vuole vivere il proprio genere anche se non allineato “alla norma” del suo sesso biologico diventa “pazza” e “confusa”.
Ed è così che qualunque persona viva liberamente la propria sessualità senza sensi di colpa e in piena pace con il suo essere diventa “perversa”.
Per questi esempi e per tanti altri motivi, quest’anno, vogliamo proporre a tutte le realtà, collettivi e individualità lgbt/femministe/queer/anticlericali di organizzarci in una rete in occasione del Pride per portare compatt* il messaggio che non accettiamo più tutta questa ingerenza del vaticano sulle nostre vite, che nessun* ha il diritto di associarci ad idee e parole che non sono nostre e che non accettiamo assolutamente che il nostro diritto all’autodeterminazione possa essere messo in discussione.
Maurice glbtq

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