Spettacolo “Adulto” al caffè della caduta

Quando:
15 Gennaio [email protected]:00–22:30
2016-01-15T21:00:00+01:00
2016-01-15T22:30:00+01:00
Dove:
Caffè della caduta
Piazza Santa Giulia
11, 10124 Torino
Italia
Contatto:
Segreteria
0115211116

adultovenerdì 15 gennaio, ore 21.00
Caffè della Caduta

Piazza Santa Giulia 11 – Torino
Dario Muratore torna al Caffè della Caduta dopo “Radio Belice non trasmette” con
ADULTO
ispirato dai testi finali di Pier Paolo Pasolini, Elsa Morante, Dario Bellezza

uno spettacolo di Giuseppe Isgrò
con Dario Muratore
voci Ferdinando Bruni, Ida Marinelli
drammaturg Francesca Marianna Consonni
suono Giovanni Isgrò
in collaborazione con Voci Erranti, Racconigi (CN) e TMO Teatro Mediterraneo Occupato, Palermo
una produzione Phoebe Zeitgeist Teatro

«Nello stesso tempo in cui progettavo e scrivevo il mio romanzo, cioè ricercavo il senso della realtà e ne prendevo possesso, proprio nell’atto creativo che tutto questo implicava, io desideravo anche di liberarmi di me stesso, cioè di morire. Morire nella mia creazione: morire come in effetti si muore, di parto: morire come in effetti si muore, eiaculando nel ventre materno»

Pier Paolo Pasolini, Petrolio, Appunto 99

Adulto è una ricerca sulla parte maledetta della crescita, quella che non matura, che non si dichiara, che non si esprime e che non si arresta: un’energia sotterranea e magmatica, devastante quanto generatrice. Lo sguardo del pubblico si affaccia su un cantiere di uno scavo immaginale. Qui sono insabbiati gli oggetti ludici, erotici, i feticci e i travestimenti di un individuo abnorme e delicatissimo, che produce i suoi riti scabrosi in questo che sembra un luogo periferico, sospeso, tutto autogenerato, autonomo rispetto al resto del mondo.
Linee di led e radio analogiche sono i confini visivi e sonori della scena, un luogo della mente che restituisce suoni, bagliori, presenze: è un buco dall’attività frenetica, una fossa abitata da un unico personaggio, costantemente antagonista. Tuttavia questa non è la storia dell’ostilità alla vita o di un arroccamento, ma quella al contrario di una totale resa, di una spesa oscena di sé, di un’estasi fatale, unita carnalmente al fallimento. Invece di crescere e divenire solido, l’io si disperde, si sparge, decresce, torna all’origine, fino all’utero materno. Le trasformazioni a cui è sottoposto il personaggio trascendono il genere sessuale, la morale, il ruolo sociale, la direzione ordinaria della vita. Tutto il processo è però attraversato da desiderio, amore, bisogno estremo e abominevole di tenerezza.

Si tratta di una bestemmia recitata con il rapimento di una preghiera, di un sublime sprofondare. Le parole che compongono questa contro oratoria sono tratte dalle opere finali di Pier Paolo Pasolini, Elsa Morante e Dario Bellezza, accomunate dall’essere liriche filosofiche, opere pericolose e azzardate, crolli monumentali che prefigurano la morte e sono assieme capaci di un pensiero visionario e rigenerativo sul divenire. Da questi testi controversi emerge la possibilità di un procedere diverso, interno alla vita, contrario all’essere unitari, finiti, coerenti, pienamente adulti. Adulto è infatti una dedica allo spirito che è capace di osare strumenti di conoscenza impervi e non convenienti, quali il regresso, il percorso a ritroso, l’involuzione, il ricorso all’infanzia, uscire dal genere e degenerare.

Dario Muratore (Palermo, 1986)
Inizia il suo percorso teatrale all’interno della Scuola Sperimentale Liberiteatri a Palermo. Approfondisce i suoi studi incontrando attori e registi come, Eugenio Barba e Julia Varley, Danio Manfredini, Valerio Binasco, Massimiliano Civica, Motus (Biennale College), Vincenzo Pirrotta, Sara Sole Notarbartolo, Enrico Roccaforte, Elio Germano.
Vanta esperienze con i danzatori Alessandra Luberti, Giuseppe Muscarello, con il coreografo Ron Howell nell’opera L’Oro del Reno, con Manuela Lo Sicco, per la Carmen di Emma Dante e con Sandro Maria Campagna (Maestro d’armi alla Silvio D’amico). Nel 2012 è aiuto regia del progetto Il Grappolo dei TeatriAlchemici con Ugo Giacomazzi per il Napoli Fringe Festival e successivamente partecipa allo spettacolo Sangue con il coreografo Giuseppe Muscarello. Nel 2013 lavora come attore a “Radio Belice non trasmette” di Giacomo Guarneri, vincitore del Premio Etica in Atto. Nel 2014 si trasferisce a Milano e inizia un percorso di fonetica e dizione e un percorso di collaborazione come attore con la compagnia Phoebe Zeitgeist.

Giuseppe Isgrò (Milano, 1980)
Comincia le sue esperienze in scena ne “La tempesta di Shakespeare” regia Bruni – Frongia, di cui diventa assistente alla regia per lo spettacolo “L’ignorante e il folle” di Thomas Bernhard.
Nel 2005 fonda la compagnia teatrale Phoebe Zeitgeist, proveniendo dall’omonimo gruppo post punk sperimentale. Debutta nel giugno del 2008 al Teatro dell’Elfo con lo spettacolo “Line, il tempo di Agota Kristof”.
Nel 2012 inizia la collaborazione col Teatro Garibaldi Aperto di Palermo, debuttando nel settembre 2013 con la coproduzione e la regia di “Preghiera. Un atto osceno” scritto e interpretato da Margherita Ortolani. Nel 2014 debutta al Teatro Elfo Puccini con “American Blues di Tenessee Williams”. L’ultima produzione è “Adulto”, isprato dai testi fnali di Pasolini, Bellezza e Morante. Lo spettacolo è selezionato per un’anteprima all’Altofest di Napoli ed è in stagione 2014/15 al Teatro della Contraddizione, a Milano. Nel dicembre 2014 vince il premio della la giuria giovane per il Festival Internazionale della Regia teatrale Fantasio, città di Trento.

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