ALTRI TRANSITI. Corpi, pratiche, rappresentazioni di femminielli e transessuali

Quando:
9 Novembre [email protected]:45–23:00
2017-11-09T20:45:00+01:00
2017-11-09T23:00:00+01:00
Dove:
Maurice
Via degli Stampatori
10, 10122 Torino TO
Italia
Contatto:
Segreteria
01119765594

lgbti-vesce-altri-transiti

Giovedì 9 novembre 2017, ore 20.45
Maurice GLBTQ, Via Stampatori 10 – Torino

in occasione del TDoR presentazione del testo vincitore del Premio studi GLBTQ Maurice:

ALTRI TRANSITI. Corpi, pratiche, rappresentazioni di femminielli e transessuali, di Maria Carolina Vesce (Mimesis, 2017 – collana “LGBTI/ Maurice).
Dialogano con l’autrice Francesco Remotti, professore emerito di antropologia culturale (Università di Torino) e Lia Viola, antropologa culturale.
Modera la serata Cristian Lo Iacono del Maurice GLBTQ.

«Ora, rispetto alla questione della femminella c’ho molto poco da dire, perché trovo che sia una questione molto legata al territorio, è il territorio che la genera e il territorio si trasforma, però dire che la femminella ha esaurito un suo modo di essere, credo che sia improprio, perché non la crea l’uomo ma la crea il mare, la crea un monte fatto di fuoco, almeno per me.» – [dall’intervista con Ciro Cascina]

Di femminelle si è discusso a lungo: strattonate tra un discorso accademico e una rivendicazione politica, ne è stata varie volte pianta la supposta estinzione, ne sono state cantante le lodi e le si è dipinte come folkloriche antenate dal retrogusto “primitivo” delle cosiddette moderne identità lgbt. Il libro di Carolina Vesce – Altri Transiti. Corpi, pratiche, rappresentazioni di femminelli e transessuali – scommette sul fatto che ci sia ancora molto da chiedersi su tale esperienza. Nel far ciò guarda alla storia della diversità di genere e sessuale nel Sud Italia e cerca un dialogo con coloro che oggi si descrivono come femminelle. Le voci raccolte narrano di esperienze complesse, immerse nei cambiamenti urbani, sovversive rispetto alle categorie di genere e resistenti alla omologazione neoliberale delle esperienze. L’autrice attraversa tali voci e il campo etnografico proponendo il concetto di patrimonializzazione come sintesi analitica dei processi di cui le femminelle sono protagoniste.

Dalla quarta di copertina:
“Nel cuore della città di Napoli, nella sua provincia e nelle provincie limitrofe, gli omosessuali effeminati, più o meno esplicitamente travestiti, sono detti, da tempo immemore, femminelle (o femminielli). Nello spazio sociale dei Quartieri questi soggetti trova(va)no una loro naturale collocazione, potendo agire in piccoli spazi di creatività durante “riti” come il matrimonio, la figliata o la juta a Montevergine. L’omologazione ai modelli dominanti di omosessualità e transessualità, i processi di istituzionalizzazione e medicalizzazione dei soggetti trans hanno minacciato l’identità culturale dei femminielli napoletani, mettendo a rischio la loro stessa esistenza. Non più costrette in un tragico corpo maschile che incarna una sensibilità femminile le femminelle si sarebbero trasformate in altre identità. Eppure l’antropologa le trova ancora lì, protagoniste di un vero e proprio processo di patrimonializzazione, soggetti resistenti e contesi, figure leggendarie e polimorfe, come le sirene.”

Maria Carolina Vesce, Ph.D. in Antropologia e studi storico-linguistici (Università di Messina), ha svolto ricerche sul campo a Napoli e in Samoa. I suoi interessi si concentrano sui temi del corpo, del genere e della persona, con particolare riguardo per le esperienze di genere non eteronormative e per l’impatto delle categorie biomediche di genere sui contesti locali. È autrice di saggi comparsi in libri e riviste, tra cui Corpi che cambiano. Una ricerca etnografica sulle femminelle napoletane.

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