Eventi

Mag
11
Lun
Confronto politico al Maurice @ Maurice
Mag [email protected]:45–22:45

sentinelle

Unioni civili, coppie di fatto, matrimoni, teoria/ideologia del gender, Sentinelle in piedi, genitorialità, legge vs. l’omolesbotransfobia, sparate  vaticane e robe simili…….

prima che l’istituzione papale si disintegri, Francy venga fucilato dagli anarchici, il gender sia distrutto dalla potenza “naturale” del sesso, Scalfarotto vada vivere in uno squat, tutte le froce siano obbligate a sposarsi, i/le [email protected] delle coppie gay e lesbiche  ammazzino le mamme e i papà… (non lasciando scampo nemmeno a Dolce & Gabbana)… intendiamo aprire un confronto interno sui vari temi che “parlano di noi”, anche in occasione del prossimo Pride cittadino e della stagione dei Pride in tutta Italia:

soci e socie del Maurice sono [email protected]

lunedì 11 maggio 2015 alle ore 20.45 in sede

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Mag
13
Mer
Assemblea per una rete anticlericale al Pride @ Cavallerizza occupata
Mag [email protected]:45–23:00

papessa

PROPONIAMO UN PRIMO MOMENTO DI CONFRONTO
MERCOLEDI’ 13 MAGGIO 2015 ALLE 20,45
PRESSO LA CAVALLERIZZA OCCUPATA
VIA VERDI 9, TORINO


Torino Pride Documento Politico 2015
Appello Assemblea 13 Maggio 2015

Carissim*,
anche quest’anno ci sarà il Pride a Torino (vedi doc. politico in allegato) e anche quest’anno la comunità LGBTQI* sarà in piazza il 27 giugno per rivendicare i diritti che da decenni le sono stati negati e per dire ad alta voce che ognun* di noi ha il diritto di vivere la propria vita, la propria identità ed i propri legami secondo i principi dell’autodeterminazione e senza che nessuno possa discriminarli perché considerati “minoritari” o “fuori dalla norma”.

Ma quest’anno Torino, poco prima del Pride 2015, ospiterà l’ostensione della Sindone e la nostra città, in particolare per la visita di Bergoglio il 21 giugno, è stata militarizzata, riorganizzata e svenduta in funzione dei pellegrini, messa a tacere e tenuta sotto controllo con metodi autoritari sempre più incompatibili con la necessità di far sentire chiara la nostra voce.

Ognuna delle nostre realtà ha trovato nel Vaticano e nella sua ingerenza, politica ed economica, un ostacolo alle nostre lotte, alle nostre richieste di diritti ed al nostro bisogno di autodeterminazione.

Recentemente, grazie alla strumentalizzazione di quel corpus di discorsi filosofico/politici denominati per semplicità “teoria del gender”, trasformati in “ideologia/dittatura del gender” per travisare esageratamente, appunto, gli studi di genere e sull’identità di genere, il Vaticano ha creato un nuovo strumento per metterci contro l’opinione pubblica e seminare ulteriore odio a discapito di tutt* noi che viviamo la nostra vita liber* di essere noi stess*, fuori dal rigido binarismo eteronormato e/o fuori dai rigidi schemi dei ruoli di genere previsti dalla loro visione totalizzante della realtà.

Secondo la chiesa cattolica noi non siamo liber* di vivere la nostra vita in piena libertà di decidere cosa farcene della nostra identità e dei nostri desideri, ma dobbiamo sottostare ai loro rigidi schemi per poter perpetrare il loro potere giudicante sulle nostre esistenze.

Ed è così che ogni persona che dice ad alta voce che l’amore è amore in ogni sua forma diventa una “pericolosa minaccia per la società”.

Ed è così che ogni famiglia che non rispetta i canoni da loro previsti diventa “sbagliata” o peggio ancora “non esiste”.

Ed è così che ogni donna che vuole vivere la sua vita libera di non avere figli diventa una pericolosa nemica della “sopravvivenza dell’umanità”.
Ed è così che ogni persona che non si riconosce nel binarismo uomo-donna o vuole vivere il proprio genere anche se non allineato “alla norma” del suo sesso biologico diventa “pazza” e “confusa”.
Ed è così che qualunque persona viva liberamente la propria sessualità senza sensi di colpa e in piena pace con il suo essere diventa “perversa”.
Per questi esempi e per tanti altri motivi, quest’anno, vogliamo proporre a tutte le realtà, collettivi e individualità lgbt/femministe/queer/anticlericali di organizzarci in una rete in occasione del Pride per portare compatt* il messaggio che non accettiamo più tutta questa ingerenza del vaticano sulle nostre vite, che nessun* ha il diritto di associarci ad idee e parole che non sono nostre e che non accettiamo assolutamente che il nostro diritto all’autodeterminazione possa essere messo in discussione.
Maurice glbtq

PROPONIAMO UN PRIMO MOMENTO DI CONFRONTO
MERCOLEDI’ 13 MAGGIO 2015 ALLE 20,45
PRESSO LA CAVALLERIZZA OCCUPATA
VIA VERDI 9, TORINO

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Giu
11
Gio
Torino Pride 2015: proiezione di “Felice chi è diverso” @ Sala Circoscrizione 1
Giu [email protected]:15–22:30

felice-chi-e-diverso


Giovedì 11 giugno 2015 ore 20.30 proiezione del film di Gianni Amelio “Felice chi è diverso” (Doc. Italia, 2014, 93 min.) presso la sala della Circoscrizione 1 in via Dego, 6 – Torino

Primo film a tematica gay del pluripremiato regista Gianni Amelio, che ha colto l’occasione per un coming out che aspettavamo da molto tempo. Il film è stato invitato alla Berlinale nella sezione Panoramica perchè rappresenta “uno studio antropologico che diventa una storia culturale del Paese, una storia d’Italia dai tempi del fascismo fino agli anni ’80. La sua analisi delle condizioni sociali è sia commovente che furiosa e non permette al pubblico di restare indifferente”. Amelio descrive così il suo film: “E’ un viaggio in un’Italia segreta, raramente svelata dalle cineprese, l’Italia del mondo omosessuale. Un viaggio fatto di storie raccolte dal sud al nord del Paese, di chi ha vissuto sulla propria pelle il peso di essere un ‘diverso’. Racconti di repressione, censura, dignità, coraggio, e felicità”. Conosciamo così una coppia di gay anziani che vivono in una città del nord che ci raccontano la storia del loro rapporto pluridecennale; un uomo parla di come sia stato abusato dal padre a causa della sua identità sessuale; un’altro, che è riuscito a fare una carriera di alto livello, spiega di aver avuto una sessuale soddisfacente e cita numerosi omosessuali politici italiani. Sentiamo diversi gay provenienti da diversi ceti sociali e regioni che raccontano come hanno vissuto la loro condizione, ricordando la solitudine, la discriminazione, la sofferenza e le violenze subite, ma rivelano anche i loro progetti per una vita felice. L’autore mette in rilievo la discrepanza sconcertante tra la realtà di queste vite vissute e la copertura mediatica offerta per decenni al grande pubblico. Manipolazione, ironia pungente, battute al vetriolo, rappresentazioni grottesche o maledette, vengono usate con la massima indifferenza, soprattutto quando i soggetti appartengono alla classe intellettuale. Il titolo del film è derivato da una poesia di Sandro Penna.

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Giu
19
Ven
Torino Pride 2015: proiezione di “Pride” @ Più Spazio 4
Giu [email protected]:30–22:45

pride


Venerdì 19 giugno 2015 ore 20.30 proiezione del film “Pride” di Matthew Warchus  (Dram., G.B. 2014,  120 min.) presso la sala di Più Spazio 4 della Circoscrizione 4 in via Saccarelli 18 – Torino

Basato su una storia vera. Estate 1984. Margaret Thatcher è al potere e il sindacato nazionale dei minatori è in sciopero. Durante il gay pride di Londra, un gruppo di attivisti gay e lesbiche decide di raccogliere fondi per aiutare le famiglie dei minatori impegnati nella protesta. Il sindacato, però, manifesta imbarazzo nel ricevere quei sostegni. Senza lasciarsi scoraggiare, gli attivisti decidono allora di ignorare il sindacato e di raggiungere da soli un villaggio di minatori nel profondo Galles per consegnare di persona la donazione. Prende avvio così una storia che porterà due diverse comunità, all’apparenza differenti, a rendersi conto di lottare per la stessa cosa: l’orgoglio. Il film, in concorso a Cannes 2014 nella Quinzaine des réalisateurs ed in gara per la Queer Palm, è diretto dal regista Matthew Warchus, già vincitore del Tony Award (Matilda: The Musical, God of Carnage, The Norman Conquests), che ha dichiarato: “E’ stato un copione al quale non potevo dire di no, mi ha fatto ridere ad alta voce e mi ha deliziato in ogni passaggio, e alla fine mi ha commosso fino alle lacrime. E’ una storia forte e stimolante, divertente e commovente insieme, sicuramente onesta. Alla fine si vorrebbero mandare dei pugni nell’aria dall’allegria.” La sceneggiatura è di Stephen Beresford, autore che ha debuttato in teatro nel 2012 con un grande successo, “The Last of the Haussmans”.

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Giu
27
Sab
[email protected] al Pride! @ Via Cibrario/Piazza Statuto
Giu [email protected]:00–19:00

cover-FB definitivaTorino Pride Documento Politico 2015

[email protected] [email protected],
Sabato troverete le bandiere e lo striscione del Maurice nello spezzone DE-GENERE,  costruito con altre realtà femministe, antagoniste, queer torinesi. Uno spezzone che vuole rivendicare l’orgoglio della diversità e la lotta contro gli inventori della “ideologia gender” che cercano di insinuarsi in uno spazio prezioso della nostra comunità, quello della cultura, per infettarlo con consapevoli menzogne. Senza le frocie, le femministe, le travestite non saprebbero neppure che esiste il genere! 

Dobbiamo difendere i nostri spazi di libertà così faticosamente conquistati, la nostra cultura, la nostra storia. Da Stonewall al 27 giugno 2015.
L appuntamento é alle ore 15.00 al Maurice o alle 16.00 in via Cibrario nello spezzone Degenere.

Nello spirito di Stonewall,
Buon Pride a [email protected]


Carissim*,
anche quest’anno ci sarà il Pride a Torino (vedi doc. politico in allegato) e anche quest’anno la comunità LGBTQI* sarà in piazza il 27 giugno per rivendicare i diritti che da decenni le sono stati negati e per dire ad alta voce che ognun* di noi ha il diritto di vivere la propria vita, la propria identità ed i propri legami secondo i principi dell’autodeterminazione e senza che nessuno possa discriminarli perché considerati “minoritari” o “fuori dalla norma”.

Ma quest’anno Torino, poco prima del Pride 2015, ospiterà l’ostensione della Sindone e la nostra città, in particolare per la visita di Bergoglio il 21 giugno, è stata militarizzata, riorganizzata e svenduta in funzione dei pellegrini, messa a tacere e tenuta sotto controllo con metodi autoritari sempre più incompatibili con la necessità di far sentire chiara la nostra voce.

Ognuna delle nostre realtà ha trovato nel Vaticano e nella sua ingerenza, politica ed economica, un ostacolo alle nostre lotte, alle nostre richieste di diritti ed al nostro bisogno di autodeterminazione.

Recentemente, grazie alla strumentalizzazione di quel corpus di discorsi filosofico/politici denominati per semplicità “teoria del gender”, trasformati in “ideologia/dittatura del gender” per travisare esageratamente, appunto, gli studi di genere e sull’identità di genere, il Vaticano ha creato un nuovo strumento per metterci contro l’opinione pubblica e seminare ulteriore odio a discapito di tutt* noi che viviamo la nostra vita liber* di essere noi stess*, fuori dal rigido binarismo eteronormato e/o fuori dai rigidi schemi dei ruoli di genere previsti dalla loro visione totalizzante della realtà.

Secondo la chiesa cattolica noi non siamo liber* di vivere la nostra vita in piena libertà di decidere cosa farcene della nostra identità e dei nostri desideri, ma dobbiamo sottostare ai loro rigidi schemi per poter perpetrare il loro potere giudicante sulle nostre esistenze.

Ed è così che ogni persona che dice ad alta voce che l’amore è amore in ogni sua forma diventa una “pericolosa minaccia per la società”.

Ed è così che ogni famiglia che non rispetta i canoni da loro previsti diventa “sbagliata” o peggio ancora “non esiste”.

Ed è così che ogni donna che vuole vivere la sua vita libera di non avere figli diventa una pericolosa nemica della “sopravvivenza dell’umanità”.
Ed è così che ogni persona che non si riconosce nel binarismo uomo-donna o vuole vivere il proprio genere anche se non allineato “alla norma” del suo sesso biologico diventa “pazza” e “confusa”.
Ed è così che qualunque persona viva liberamente la propria sessualità senza sensi di colpa e in piena pace con il suo essere diventa “perversa”.
Per questi esempi e per tanti altri motivi, quest’anno, vogliamo proporre a tutte le realtà, collettivi e individualità lgbt/femministe/queer/anticlericali di organizzarci in una rete in occasione del Pride per portare compatt* il messaggio che non accettiamo più tutta questa ingerenza del vaticano sulle nostre vite, che nessun* ha il diritto di associarci ad idee e parole che non sono nostre e che non accettiamo assolutamente che il nostro diritto all’autodeterminazione possa essere messo in discussione.
Maurice glbtq

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De-genere Queer party @ Maurice
Giu [email protected]:00–23:45

degenere party


[email protected] di imbatterti in pellegrini e riproduzioni di santini a ogni angolo della strada?
[email protected] dalla trasformazione del significato della ”teoria del gender” in una dittatura creata apposta dalla comunità glbtq per omosessualizzare l’intero pianeta?
[email protected] di vivere in una città militarizzata, riorganizzata e svenduta in funzione dell’ostensione della Sindone?
Non ti senti [email protected] di vivere la tua identità, la tua vita e i tuoi desideri a causa della costante presenza della chiesa cattolica in tutte le sfere della società?

Al Pride di Torino del 27 giugno cerca il carro dell’Orgoglio De-Genere e lasciati travolgere!
Partenza alle h.16 da via Cibrario

La festa proseguirà tutta la notte, terminata la sfilata vieni alla Cavallerizza Reale di via Verdi 9 e scatena balli e ormoni al DegenderQueerParty!
*Drag performance  a cura di Saturnia Galattica  & friends
*Laboratorio di drag queen e drag king
*Djset:
Fra Sbaglio
Lola Sbrock
Mobbing Party
Gambo
The recommended

NON MANCARE!

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Gen
23
Sab
Il 23 gennaio. Facciamoci sentire! @ Piazza Carignano
Gen [email protected]:30–17:30

23gennaio2016

Il 23 gennaio. Facciamoci sentire!

Nel momento in cui il Parlamento Italiano si accinge a discutere una legge sulle unioni civili – il DDL Cirinnà – come in altre città in tutta Italia scendiamo anche noi in piazza per sensibilizzare cittadinanza e istituzioni, per fare insieme un passo verso un’Italia più civile e con meno discriminazioni.

Prendiamo la sveglia dal comodino, stacchiamo l’orologio dal muro, ritiriamo fuori quello da polso, settiamo la sveglia sullo smartphone e portiamo tutto in piazza per un flash mob che sveglierà l’Italia sul tema dei diritti. Faremo suonare nello stesso momento tutto quello che avremo, batteremo il tempo con le mani sulle lancette e alzeremo i nostri cuori egualitari per far capire a chi ci governa che il tempo è davvero scaduto. Perché è davvero ora che in Italia ogni amore venga riconosciuto e che i figli di tutte e tutti siano tutelati. È ora, insomma, di essere civili e di fare un primo passo verso la piena uguaglianza. È ora, ed è già troppo tardi.

#SVEGLIATITALIA

Il Coordinamento Torino Pride GLBT vi aspetta in Piazza Carignano dalle 15:30 con la forza, l’allegria, le sveglie, la voce, gli occhi, il cuore e il costante impegno nella battaglia dei diritti civili.

SIATECI! E FATEVI SENTIRE INSIEME A NOI! FACCIAMO RISUONARE I NOSTRI DIRITTI.

“L’Italia è uno dei pochi paesi europei che non prevede nessun riconoscimento giuridico per le coppie dello stesso sesso. Le persone gay, lesbiche, bisessuali e transessuali non godono delle stesse opportunità degli altri cittadini italiani pur pagando le tasse come tutti. Una discriminazione insopportabile, priva di giustificazioni. Il desiderio di ogni genitore è che i propri figli possano crescere in un Paese in cui tutti abbiano gli stessi diritti e i medesimi doveri. Chiediamo al Governo e al Parlamento di guardare in faccia la realtà, di legiferare al più presto per fare in modo che non ci siano più discriminazioni e di approvare leggi che riconoscano la piena dignità e i pieni diritti alle persone gay, lesbiche, bisessuali e transessuali, cittadini e cittadine di questo Paese. La reciproca assistenza in caso di malattia, la possibilità di decidere per il partner in caso di ricovero o di intervento sanitario urgente, il diritto di ereditare i beni del partner, la possibilità di subentrare nei contratti, la reversibilità della pensione, la condivisione degli obblighi e dei diritti del nucleo familiare, il pieno riconoscimento dei diritti per i bambini figli di due mamme o di due papà, sono solo alcuni dei diritti attualmente negati. Questioni semplici e pratiche che incidono sulla vita di milioni di persone. Noi siamo sicuri di una cosa: gli italiani e le italiane vogliono l’uguaglianza di tutte e di tutti.”

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Lug
9
Sab
Torino Pride 2016: Il domani ci appartiene @ Via San Donato e Piazza San Carlo
Lug [email protected]:00–23:45

topride2016

Quest’anno il Pride piemontese, che nel 2015 ha coinvolto circa 70.000 persone, confermandosi come la più partecipata manifestazione del territorio dedicata al riconoscimento dei diritti di tutte e tutti, compie 10 anni.

Il Torino Pride, che si svolgerà il 9 luglio 2016 e il cui claim 2016 è “il domani ci appartiene”, per festeggiare l’importante anniversario, avrà un respiro e una visibilità nazionali e non si risolverà nella sola parata ma, grazie anche al convinto supporto di tutte le istituzioni e di diversi sponsor privati, prevederà un importante happening in piazza San Carlo con la partecipazione di ospiti di fama internazionale.

Fra gli eventi collegati al Pride 2016 anche una mostra alla Fondazione Merz, un’asta benefica il cui ricavato andrà a Casa Oz, la conferenza internazionale “The march towards equality. Celebrating Prides in Eastern Europe” e il Rights Village a Torino Esposizioni.

Il Torino Pride 2016, organizzato dal Coordinamento Torino Pride, fa parte dell’Onda Pride che prevede lo svolgimento di molte parate in varie città d’Italia per reclamare il riconoscimento dei diritti civili.

Coordinamento Torino Pride GLBT www.torinopride.it[email protected]
Ufficio Stampa Torino Pride: con.testi + 39 011 5096036 +39 347 7726482 +39 333 4442790

Manifesto Politico 2016

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Nov
3
Gio
Presentazione di Over60- Men @ Maurice
Nov [email protected]:30–23:00

coverover60men445x610Giovedì 3 novembre 2016, ore 20.30
Maurice glbtq
Via Stamaptori, 10- Torino
Il centro documentazione del Maurice presenta:

Over60 -Men
AA.VV.
Ed. Elmi’s World

Intervengono Giorgio Ghibaudo, Andrea Demarchi e Gianluca Polastri,  modera Basilio Sciacca del  Maurice glbtq

Trama: Un tempo, quando ci si inoltrava negli “-anta”, era la volta del momento critico in cui si tiravano le somme di una vita e ci si prepararava agli anni della vecchiaia. Oggi si vive di più e meglio, e spesso i sessantenni odierni sono molto più in forma dei cinquantenni di una volta. Non è raro vedere un sessantenne che viaggia per il mondo con l’entusiasmo di un ventenne. In questo mutamento di prospettiva si sta verificando una trasformazione di quello che era stato per secoli l’archetipo della persona anziana. Stiamo inventando un nuovo modo d’invecchiare. L’approdo alla terza età presenta però importanti peculiarità nel mondo LGBT, dove l’assenza di una legge che consenta il matrimonio (e nemmeno il riconoscimento della coppia con annessi diritti e doveri) crea ancora disagi e complicazioni. Se poi, per un giovane, il coming out è ormai una sorta di rito d’iniziazione alla vita adulta, per chi ha vissuto “altri tempi”, la coscienza di sé non sempre è così presente. Tutte le opere qui raccolte forniscono, quindi, in modo accattivante, importanti spunti di lettura per una seria riflessione su cosa voglia dire “over60”. Il coinvolgimento di alcuni dei nomi più importanti della letteratura LGBT italiana, inoltre, garantiscono il miglior approccio narrativo al tema.

Autori: Franco Buffoni, Ivan Cotroneo, Andrea Demarchi, Gianni Farinetti, Giorgio Ghibaudo, Stefano Paolo Giussani, Stefano Moretti, Giancarlo Pastore, Angelo Pezzana, Gianluca Polastri, Eduardo Savarese, Roberto Schinardi, Enzo Cucco. Per la sceneggiatura: Lorenzo Romolo, Veronica Coppo, Michele Prencipe, Alessio Posar, Francesca Nizzolillo.

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Nov
23
Gio
Presentazione de “Il manicomio dei bambini” @ Maurice
Nov [email protected]:45–23:00
banner-verticaleGiovedì 23 novembre 2017, ore 20:45
Maurice glbtq, Via Stampatori, 10- Torino
Presentazione de “Il manicomio dei bambini- Storie di istituzionalizzazione” di Alberto Gaino;
interviene l’autore, modera Jacopo Rosatelli.

«Avevo tre anni quando un’assistente sociale mi portò a Villa Azzurra che di quel colore non aveva proprio nulla. Ci finii perché quella buona donna di mia mamma mi aveva avuto da un uomo che della paternità se ne infischiò allegramente, non l’ho mai incontrato. Lei era giovane e sola…».
Comincia così, con una storia terribilmente simile a molte altre, questo libro scritto per non dimenticare. Raccogliendo le cronache e le testimonianze di chi ha passato la propria infanzia dentro i manicomi, Alberto Gaino costruisce un racconto di quello che avveniva fra gli anni ’60 e ’70, prima della Legge Basaglia del 1978, senza tuttavia trascurare il presente e il futuro del disagio psichico, spostando l’analisi sui tagli ai servizi pubblici, sulla metamorfosi dei vecchi istituti, fino agli abusi degli interventi psichiatrici. In questo scenario, si allarga lo sguardo sulle odierne forme di disagio psichico giovanile e sull’adeguatezza ed efficacia degli interventi da parte della società.

Alberto Gaino, giornalista. Ha lavorato a il Manifesto nei primi anni Settanta, dal 1981 è stato cronista prima a Stampa Sera, poi a La Stampa. Negli ultimi 24 anni del suo lavoro si è occupato essenzialmente di cronaca giudiziaria. Ha seguito le principali inchieste della magistratura svoltesi a Torino.
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