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La parola lesbica fa litigare scuola e Comune

Data: 18 Giugno, 2007

da LASTAMPA MERCOLEDÌ 13 GIUGNO 2007 Metropoli 71

La parola lesbica fa litigare scuola e Comune La media Manzoni ha censurato uno spettacolo con quel termine.

A Nichelino adesso è scontro frontale tra la scuola media Manzoni di via Moncenisio che ha censurato lo spettacolo teatrale degli studenti di una classe terza perché nel copione c’era la parola «lesbica» e il Comune, che con il sindaco Giuseppe Catizone e l’assessore all’istruzione Michele Pansini attaccano preside e gli insegnanti: «E’ stato un errore macroscopico - dicono all’unisono - vietare lo spettacolo. La scuola ha un ruolo: formazione intellettuale e spirituale dei ragazzi. Dopo le famiglie c'è la scuola. Deve insegnare ai ragazzi a comprendere la realtà, la democrazia e i valori fondamentali. Soprattutto, non discriminare».

Poi, nel merito della polemica: «Lesbica - dice Catizone - non è assolutamente una parolaccia, anzi ha una precisa e per niente volgare etimologia. E poi proprio parlare di questi temi, non coprirli, non oscurarli, aiuta a evitare la discriminazione». In conclusione: «Era giusto fare lo spettacolo, visto che l’input era arrivato proprio dai ragazzi. Ed è impensabile che nel 2007 si ragioni ancora con tutta questa serie di lacci su temi attuali come l’omosessualità». Il giorno dopo nella scuola al centro delle polemiche parla invece una delle insegnanti del laboratorio finito sotto accusa. Si chiama Giovanna Gradi, dice di esporre la posizione a nome del preside e di tutto il corpo docenti: «Sinceramente siamo molto arrabbiati perché la vicenda è stata strumentalizzata». In che senso? «La festa di fine anno è stata gioiosa.