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APPELLO CONTRO LA PRIVATIZZAZIONE DI GTT

Data: 24 Luglio, 2010
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L'amministrazione comunale di Torino intende procedere alla privatizzazione di GTT, il trasporto pubblico locale. Lo fa in modo irreversibile, in piena estate, proprio nel momento in cui oltre 1.400.000 persone, firmando il referendum sull'acqua, si sono espresse contro il decreto Ronchi, che costituisce la base giuridica della privatizzazione. Per contrastare questa decisione si è costituito un Comitato Cittadino per il Trasporto Pubblico che ha redatto l'appello che invio. L'appello, che chiede di non privatizzare GTT, sarà reso pubblico oggi con un comunicato stampa. Abbiamo raccolto in poche ore quasi 70 firme rappresentative, ma speriamo di aggiungerne molte altre nei prossimi giorni, nonostante le vacanze rendano difficili i contatti. Dato che l'approvazione della delibera per la "messa a gara" di GTT è imminente (si parla di lunedì prossimo) vi chiedo di aderire e di divulgare il più possibile.   La privatizzazione del trasporto pubblico è una decisione troppo delicata per essere presa senza alcuna partecipazione della cittadinanza, e i suoi effetti saranno pesanti per la vita di tutte/i noi. Per questo spero in un vostro impegno di adesione e diffusione.   Resto disponibile ad ogni chiarimento e ringrazio di cuore,   Antonio Soggia per il Comitato Cittadino per il Trasporto Pubblico   Per adesioni inviare una mail a:

nonprivatizziamoGTT@gmail.com

Prego di specificare la qualifica con la quale si desidera essere indicati (professionale, associazionistica, di cittadinanza, ecc.) Il Trasporto Pubblico Locale è un Servizio Essenziale
Non privatizziamo GTT
 

Nella nostra città i trasporti pubblici urbani ed extraurbani, costituiti di autobus, tram e metropolitana, così come i trasporti per i disabili e per le scuole, i parcheggi pubblici, la cremagliera per Superga, la navigazione fluviale sul Po, sono stati finora gestiti da GTT (Gruppo Trasporti Torinesi), una società interamente di proprietà del Comune di Torino.
Dallo scorso novembre il decreto Ronchi ha imposto che entro il 31 dicembre 2011 la gestione dei servizi pubblici locali sia messa a gara, oppure che sia affidata a società miste, realizzate cioè attraverso la cessione di almeno il 40% delle azioni oggi possedute dai Comuni a soggetti privati. Il Decreto Ronchi impone una vera e propria privatizzazione di risorse comuni.
Il Comune di Torino, senza che vi sia alcuna urgenza di farlo, sta mettendo in atto quanto prescritto dal decreto Ronchi, cioè sta predisponendo la gara per affidare il servizio di trasporto a un gestore e, successivamente, venderà una parte delle azioni di GTT in suo possesso: si tratta di un processo sbagliato e irreversibile, sulle cui modalità ha espresso riserve l’Agenzia per i servizi pubblici locali del Comune di Torino (un organismo indipendente di consulenza giuridico-amministrativa).
 
L'esperienza degli ultimi vent’anni e gli studi più recenti (si veda ad esempio Mattei, Reviglio e Rodotà, Invertire la rotta. Idee per una riforma della proprietà pubblica, Il Mulino, 2007) hanno dimostrato che tutte le società pubbliche cedute ai privati hanno rincarato i prezzi, diminuito il personale e aumentato gli stipendi dei managers, le spese per la pubblicità e per le consulenze: la qualità del servizio reso alle/i cittadine/i è stato penalizzato a favore di un profitto che ricade nelle mani di società e gruppi finanziari privati. Lo spazio dei Beni Comuni e dei diritti di cittadinanza ad essi connessi è stato ridotto, e la logica aziendalistica tesa al profitto è risultata incompatibile con l’elemento pubblico che dovrebbe caratterizzare i servizi di interesse generale. La crisi economica in atto ha reso ancora più evidente il fallimento di una simile logica.
 
Questa consapevolezza è sempre più condivisa e oltre un milione di cittadine/i hanno firmato contro la privatizzazione dell'acqua e contro il decreto Ronchi. Il referendum sull’acqua attacca alla base la logica aziendalistica-privatistica del decreto Ronchi, che non riguarda il solo servizio idrico, ma tutti i servizi pubblici locali.
La visione politica del movimento referendario è quella di far rivivere in Italia le condizioni per una piena attuazione dell’ art. 43 della Costituzione, che prevede la possibilità di riservare “agli enti pubblici o a comunità di utenti e lavoratori (…) i servizi pubblici essenziali”.
 
A Torino l’amministrazione comunale muove passi irreversibili verso la privatizzazione di un servizio pubblico essenziale quale il trasporto locale (che andrebbe governato con la stella polare dell’ecologismo e non certo dell’aziendalismo), proprio mentre è in corso un processo referendario volto a cancellare il presupposto fondamentale (decreto Ronchi) che legittima questa azione
Il referendum ha come obiettivo l’abrogazione dell’art.15 del decreto Ronchi. Inoltre, tale norma è sotto giudizio costituzionale indipendente dal referendum, essendo stata impugnata da cinque Regioni, fra cui il Piemonte, poiché viola l’autonomia delle amministrazioni regionali.
 

Da Circolo Maurice- Pubblicato il24 July 2010

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