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Permesso di soggiorno: il coniuge di un italiano sposato in Spagna ha diritto a vivere in Italia.

Data: 16 Febbraio, 2012
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Permesso di soggiorno: il coniuge di un italiano sposato in Spagna ha diritto a vivere in Italia.

E' passato poco più di un anno dalla sentenza della Corte Costituzionale che sancì il diritto della Regione Emilia Romagna a scegliere i beneficiari delle proprie politiche di welfare, in particolare affermando l'uguaglianza nell’accesso ai servizi pubblici a tutte le forme di famiglia, senza distinzione di orientamento sessuale o di status giuridico. E nuovamente dall'Emilia arriva una vittoria contro le discriminazioni: il Tribunale di Reggio Emilia ha accolto il ricorso, sostenuto da Certi Diritti, di un ragazzo uruguayano sposato in Spagna con un cittadino italiano a cui era stato negato il permesso di soggiorno dalla Questura di Reggio Emilia.
La sentenza poggia su altre, che incominciano a essere numerose e a costruire letteratura.
Colpisce nella sentenza il riferimento alla tutela della vita famigliare che esprime un'idea laica della famiglia: famiglia come costruzione sociale, espressione delle relazioni, degli immaginari e dei rapporti di potere, storicamente collocati. Come è con ogni umana evidenza, contro la quale ancora c'è chi difende a spada tratta l'idea di famiglia come società naturale basata sul matrimonio tra un uomo e una donna, con impossibile ossimoro taroccato come valore universale.
Noiosi/e e annoiati/e, ripetiamo che il potere governativo e legislativo di questo paese persistono nella difesa della cosiddetta famiglia naturale, esprimendo non certamente un valore universale, ma la particolare visione del mondo delle gerarchie vaticane e negando diritti e calpestando la dignità di quelle che sono realmente le numerose, irriducibili forme in cui gli esseri umani si scambiano stabilmente amore, cura, progettazione, genitorialità, etc.  Per ora lo stato confessionale sembra vacillare solo a colpi di sentenze, non certo di dibattito politico.
Ci sarebbero molte altre cose da dire: ad esempio che le leggi che regolamentano i permessi di soggiorno sono in sè intrise di odiose discriminazioni, che le persone dovrebbero poter vivere dove possono e vogliono a prescindere dall'esistenza o meno di vincoli matrimoniali.
Forse che questo è un altro discorso? Crediamo di no, Per noi non esistono diritti di serie A e di serie B. I diritti o sono per tutt@ o si chiamano privilegi. Per quei ragazzi questa sentenza sarà la cosa più bella del mondo perché permette loro di vivere insieme: condividendo la loro gioia, non dimentichiamo neanche un minuto le famiglie di immigrati/e che sono spezzate, e a cui  viene tolta la possibilità di stare vicine.

Da Circolo Maurice- Pubblicato il16 February 2012

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