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Com. Stampa sulla Trans uccisa a Novara

Data: 29 Febbraio, 2012

Abbiamo appreso con grande tristezza la notizia dell'uccisione di una donna trans a  Novara.
L'Italia purtroppo ha il triste primato in Europa per gli omicidi di persone transessuali. Omicidi dettati dall'odio, dalla transfobia e legittimati dall'idea che tanto le vittime sono "solo" transessuali, spesso prostitute. Donne che vivono ai margini della società perché questa società non le vuole, le discrimina sui luoghi di lavoro, cosi come in famiglia.
La violenza trova terreno soprattutto sugli "ultimi", su chi non e' accolto, su chi e' sempre giudicato a priori. Questo e' il paese in cui viviamo come persone transessuali. Un paese in cui puoi trovare lavoro solo se non dici di essere trans, solo se hai i documenti a posto, solo se nascondi la tua identità.  Di storie come questa ne abbiamo lette e vissute tante, troppe. Vorremmo che la politica ponesse un punto fermo, una legge contro la trasfobia e l'omofobia sarebbe un buon inizio.

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Circolo di cultura e iniziativa
Gay, Lesbica, Bisessuale, Transgender e Queer
MAURICE
Via Stampatori, 10-12
10122 Torino
Tel/Fax 011.52.111.16
Cell. 335.71.67890
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Spo.T - Sportello ascolto, accoglienza ed accompagnamento
persone Trans
331.98.28.022
www.mauriceglbt.org/spot
spot@mauriceglbt.org
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AAA volontar@ cercasi

Data: 27 Febbraio, 2012

Cara socia e caro socio,
Come avrai visto il 31 marzo il Circolo Maurice e Spo.T organizzano il convegno "Chi ha paura della depatologizzazione".
Per questo evento ci serve il tuo aiuto. Cerchiamo volontar@ per l'organizzazione. Se sei disponibile mandaci una mail o chiama

segreteria@mauriceglbt.org
3357167890

Grazie.
 

Solidarietà al popolo greco

Data: 26 Febbraio, 2012

SIAMO TUTTI GRECI- chiediamo la cittadinanza greca.
L’Associazione Piemonte-Grecia “Santorre di Santarosa” si è fatta promotrice dell’appello di solidarietà con il popolo greco. L’associazione invita tutti ad aderire e a divulgare l’iniziativa pubblicata di seguito.
E’ possibile scaricare l’appello anche dal sito dell’associazione

www.piemonte-grecia.org

“SIAMO TUTTI GRECI”
Nel novembre scorso è partita dalla città di Nantes, per diffondersi poi in molti Paesi, un’iniziativa volta a promuovere la richiesta di cittadinanza greca in segno di solidarietà con il popolo greco che sta attraversando il momento più difficile della sua storia recente.
L’Associazione Piemonte-Grecia “Santorre di Santarosa” se ne fa a sua volta promotrice, nella convinzione che occorra contrastare il diffondersi in Europa – ma non solo -  di un offensivo pregiudizio a danno dell’intero popolo greco, presentato senza troppi distinguo all’opinione pubblica europea come un popolo di gaudenti imbroglioni, un caso unico insomma, la pecora nera dell’Unione Europea, come viene spesso definito.
Vogliamo ricordare all’Europa “che il primo seme di una democrazia diretta, fondata proprio sull’abolizione dei debiti e sull’emancipazione dei cittadini ridotti in schiavitù per indebitamento, 2500 anni fa” è fiorito in questa terra e che la storia recente della Grecia è contrassegnata da prove terribili e dal suo eroico e fulgido contributo alla sconfitta del nazifascismo, elemento fondante dell’Europa dei popoli che noi auspichiamo.
Il popolo greco non ha paura di sacrifici, anche dolorosi ma equi, ma rifiuta di sottoporsi a una serie senza fine di misure tanto pesanti quanto inefficaci per colpe attribuibili in massima parte a chi ha avuto il potere economico e politico. Si sente indifeso di fronte all’inettitudine e alla mancanza di immaginazione dei massimi dirigenti politici europei, che non sanno opporsi al gioco spregiudicato dei grandi interessi finanziari, offensivo e umiliante con il suo ostentato disprezzo per le condizioni di vita di uomini e donne.
Ma, soprattutto, il popolo greco sente che per l’ennesima volta gli si sta sottraendo il controllo del proprio destino, passato nelle mani di un’inflessibile triade: l’Unione Europea, egemonizzata dal “direttorio” franco-tedesco, la Banca Centrale Europea e il Fondo Monetario Internazionale. Temo le cose che si fanno per me senza di me, recita uno slogan scritto sugli striscioni nelle imponenti manifestazioni di protesta.
Il Paese, da cui ci separa solo un breve braccio di mare e a cui ci lega una storia millenaria, dove molti di noi trascorrono le vacanze apprezzandone l’ospitalità e la cultura, il piccolo Paese che non ha mai smesso di produrre eccellenze in molti campi dell’attività umana, questo Paese sta cambiando la sua fisionomia sociale a ritmi sempre più accelerati. Sotto il fuoco incrociato di recessione, disoccupazione, tagli allo stato sociale ed esosi e iniqui balzelli, ampie fasce di popolazione sono drammaticamente spinte al di sotto della soglia di povertà.
Imprigionata in un circolo vizioso, la Grecia vive un presente che potrebbe essere il nostro futuro prossimo. “Siamo cavie di laboratorio” ci avvertono i Greci, non lasciamoli soli.  La Grecia è vicina e noi “Siamo Tutti Greci”.
La nostra Associazione, che porta il nome di un Piemontese andato a combattere per l’indipendenza della Grecia e che per essa morì, non può esimersi dall’esprimere solidarietà al popolo greco e dall’invitarvi a fare altrettanto, presentando all’Ambasciata greca la richiesta della doppia cittadinanza.

Signor Ambasciatore,
per solidarietà con il suo Paese, il sottoscritto/a chiede personalmente di essere registrato/a tra i Greci e le Greche e di acquisire diritti e doveri della doppia cittadinanza.

La ringrazio in anticipo per la Sua risposta.
In fratellanza con il suo popolo.

NOME……………………………………… COGNOME……………………………………………………
PAESE …………………..
PROFESSIONE /  STATUS …………………………………………………………………………………..
Fate un copia/ incolla di questo testo o inviate una vostra lettera personale all’Ambasciata di Grecia
gremb.rom@mfa.gr fax: 068415927
Ambasciata di Grecia , via G. Rossini 4, 00198 Roma        tel. 068537551

Permesso di soggiorno: il coniuge di un italiano sposato in Spagna ha diritto a vivere in Italia.

Data: 16 Febbraio, 2012

Permesso di soggiorno: il coniuge di un italiano sposato in Spagna ha diritto a vivere in Italia.

E' passato poco più di un anno dalla sentenza della Corte Costituzionale che sancì il diritto della Regione Emilia Romagna a scegliere i beneficiari delle proprie politiche di welfare, in particolare affermando l'uguaglianza nell’accesso ai servizi pubblici a tutte le forme di famiglia, senza distinzione di orientamento sessuale o di status giuridico. E nuovamente dall'Emilia arriva una vittoria contro le discriminazioni: il Tribunale di Reggio Emilia ha accolto il ricorso, sostenuto da Certi Diritti, di un ragazzo uruguayano sposato in Spagna con un cittadino italiano a cui era stato negato il permesso di soggiorno dalla Questura di Reggio Emilia.
La sentenza poggia su altre, che incominciano a essere numerose e a costruire letteratura.
Colpisce nella sentenza il riferimento alla tutela della vita famigliare che esprime un'idea laica della famiglia: famiglia come costruzione sociale, espressione delle relazioni, degli immaginari e dei rapporti di potere, storicamente collocati. Come è con ogni umana evidenza, contro la quale ancora c'è chi difende a spada tratta l'idea di famiglia come società naturale basata sul matrimonio tra un uomo e una donna, con impossibile ossimoro taroccato come valore universale.
Noiosi/e e annoiati/e, ripetiamo che il potere governativo e legislativo di questo paese persistono nella difesa della cosiddetta famiglia naturale, esprimendo non certamente un valore universale, ma la particolare visione del mondo delle gerarchie vaticane e negando diritti e calpestando la dignità di quelle che sono realmente le numerose, irriducibili forme in cui gli esseri umani si scambiano stabilmente amore, cura, progettazione, genitorialità, etc.  Per ora lo stato confessionale sembra vacillare solo a colpi di sentenze, non certo di dibattito politico.
Ci sarebbero molte altre cose da dire: ad esempio che le leggi che regolamentano i permessi di soggiorno sono in sè intrise di odiose discriminazioni, che le persone dovrebbero poter vivere dove possono e vogliono a prescindere dall'esistenza o meno di vincoli matrimoniali.
Forse che questo è un altro discorso? Crediamo di no, Per noi non esistono diritti di serie A e di serie B. I diritti o sono per tutt@ o si chiamano privilegi. Per quei ragazzi questa sentenza sarà la cosa più bella del mondo perché permette loro di vivere insieme: condividendo la loro gioia, non dimentichiamo neanche un minuto le famiglie di immigrati/e che sono spezzate, e a cui  viene tolta la possibilità di stare vicine.

La Via del Cuore

Data: 7 Febbraio, 2012

La Via del Cuore
Crescere nella meditazione vuol dire anche mettersi in discussione su alcuni punti che la nostra mente fa fatica a comprendere, i passi fatti nel qui e ora a volte ci sembrano relativamente veri o spesso non percepiamo totalmente il vero significato. Ci si scoraggia e ci si sente impotenti davanti alla forza della mente.  Cosi il significato di libertà spesso viene percepito come qualcosa da raggiungere e non da vivere nell’immediato, ecco che nasce il bisogno di approfondire alcuni punti importanti da comprendere affinché il “Qui e Ora” sia sinonimo di Libertà. Il primo passo è l’accettazione di se stessi nella totalità e degli altri proprio partendo da qui da dove ci troviamo e non dal ricordo del passato, da ora, che cosa posso fare?
Accettati: perché solo accettandoti accetterai il fatto di essere accettato.
Amati per ciò che sei, cosi come sei perfetto nella tua imperfezione, cosi come sei.
Perdonare è il passo successivo, il perdono ha un potere enorme affinché la nostra percezione di noi stessi sia reale e non una proiezione del passato. Perdonare è un atto che compiamo nel nostro cuore non un pensiero espresso a parole. Quando é il cuore che parla ha un’intensità diversa ci si sente totalmente colmi d’amore per se stessi e per gli altri. Non l’amore che ci hanno inculcato fin da piccoli dove l’amore veniva se rispecchiavi le aspettative degli altri ma l’amore universale che ha più a che fare con il rapporto che abbiamo con la vita stessa che con un rapporto tra due persone. La relazione amorosa è solo un bagliore  di quanto amore siamo colmi, sarebbe meglio dire che siamo fatti d’amore una sostanza una qualità che recepiamo di solito in base a quanto siamo riusciti a fare cadere tutte quelle credenze e condizionamenti che ci tengono legati a un’immagine distorta di noi stessi.
Il lavoro della meditazione dovrebbe essere accompagnato dalla celebrazione alla vita riconoscendo quanto sia importante potersi esprimere in modo creativo cantando e suonando le proprie emozioni  facilitando cosi lo spazio della meditazione e lasciare che emerga dall’oscurità la luce e dal dolore la gratitudine.
In questo processo sperimenteremo tecniche e metodi per poterci addentrare sempre più in profondità in noi stessi e scoprire quanto sia facile poter guardare la vita con occhi che sanno ancora stupirsi e riconoscere che siamo amore, a quel punto la vita è nelle tue mani solo tu sei responsabile di ciò che ti accade, smetti di accusare te stesso e gli altri dei tuoi malesseri e delle tue disgrazie. Il cammino continua.
Ho strutturato un percorso diviso in 4 week-end d’ incontri residenziali dei quali i primi 3 sono essenziali, il 4° incontro invece è più rivolto a chi vuole sperimentare alcune vie iniziatiche di shamanesimo che se accostati alla meditazione diventano strumento essenziale nel proprio processo evolutivo.

 

Messa in scena de La Traviata Norma?

Data: 2 Febbraio, 2012

 

Cari soc@
Marco, il nostro archivista ci ha proposto di partecipare all'evento MaggioLibri che si terrà a Pinerolo in primavera e comprenderà anche un focus sull'omofobia.
Ci sembra importante - anche in linea con la politica del nostro Circolo - uscire da Torino e "contaminare" la provincia.
Ci è stato anche promesso un rimborso per le spese di viaggio e un piatto di spaghetti (a testa). Per questo abbiamo detto di sì.

La nostra presenza sarebbe così articolata:

1) il classico banchetto con i libri in vendita e altro materiale informativo, e fin qui...

2) e qui vi vogliamo: mezz'ora/un'ora di spazio sul palco per improvvisazione/declamazione/recitazione/lettura di testi.
Paola e io abbiamo pensato di iniziare lavorare su un vecchio progetto, mai partito, di riscrittura e messa in scena della pièce teatrale del Collettivo Nostra Signora dei Fiori: La Traviata Norma, ovvero: Vaffanculo, ebbene sì.  Come saprete, si tratta di un testo molto vecchio (1977) che sarebbe interessante riscrivere e "aggiornare", pur preservando la scelta narrativa di fondo, che cosiste nel rappresentare un mondo alla rovescia in cui gli omosessuali lottano contro i loro pregiudizi contro la minoranza eterosessuale.

Se qualcuno/a è interessato/a a partecipare si presenti martedì prossimo in Biblioteca o ci scriva: cristian.loiacono@tin.it, pam.dima@gmail.com

Baci e abbracci
I bibliotecomani
Cristian, Paola

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