Comunicati stampa
C.S.: La polemica fantasma
LA POLEMICA FANTASMA
Presidente del Maurice GLBTQ
La risposta del Coordinamento Trans Sylvia Rivera alle ingiurie contro il MIT.
COMUNICATO
Appello antifascista
Appello Antifascista
Il Maurice la situazione in Val Susa
Il circolo di cultura Gay, Lesbica, Bisessuale, Transgender e Queer Maurice di Torino esprime il proprio sgomento per i recenti fatti avvenuti in Val di Susa e la propria vicinanza al movimento NoTAV e a Luca Abbà,fatto cadere da un traliccio elettrico lunedì 27 febbraio.
La riflessione su quanto accaduto e sugli eventi seguenti, sia in valleche in molte città italiane è stata vasta e ha toccato tutti i mass media ma raramente è stata oggettiva e serena partendo spesso da posizioni preconcette quando non visibilmente, e forse colpevolmente,ignoranti.
La lotta NoTAV non riguarda solo lo specifico progetto ferroviario ad alta capacità (inutile, dannoso per la valle e per le casse dello Stato,oltre che pericoloso per le pesanti infiltrazioni della malavita che sempre più sovente emergono dagli atti delle inchieste) ma ormai è divenuta una critica forte e diretta all'attuale modello di sviluppo economico ultraliberale e globale.
Il circolo Maurice, in quanto portatore di valori quali la visibilità, l'espressione di sè come singoli e come gruppo, la rivendicazione di diritti e del valore della diversità, si sente vicino alla popolazione della val di Susa e a quanti/e, in Italia e all'estero, partecipano a questa lotta.
I suddetti valori sono universali e accomunano tutte le persone, le lotte e le visioni di una fetta crescente di gente che ha altre visioni dello sviluppo e di un futuro, comune ma costruito a partire dal basso, dal territorio e dalle relazioni.
Riteniamo che la lotta NoTAV debba essere non solo una critica al TAV ma anche e soprattutto al modello di sviluppo che presuppone e alimenta, e debba essere portata su un piano politico e non di ordinepubblico.
Il circolo Maurice conferma la propria vicinanza al movimento NoTAV inquesto momento di lotta e resistenza.
Com. Stampa sulla Trans uccisa a Novara
Abbiamo appreso con grande tristezza la notizia dell'uccisione di una donna trans a Novara.
L'Italia purtroppo ha il triste primato in Europa per gli omicidi di persone transessuali. Omicidi dettati dall'odio, dalla transfobia e legittimati dall'idea che tanto le vittime sono "solo" transessuali, spesso prostitute. Donne che vivono ai margini della società perché questa società non le vuole, le discrimina sui luoghi di lavoro, cosi come in famiglia.
La violenza trova terreno soprattutto sugli "ultimi", su chi non e' accolto, su chi e' sempre giudicato a priori. Questo e' il paese in cui viviamo come persone transessuali. Un paese in cui puoi trovare lavoro solo se non dici di essere trans, solo se hai i documenti a posto, solo se nascondi la tua identità. Di storie come questa ne abbiamo lette e vissute tante, troppe. Vorremmo che la politica ponesse un punto fermo, una legge contro la trasfobia e l'omofobia sarebbe un buon inizio.
*********************************************************
Circolo di cultura e iniziativa
Gay, Lesbica, Bisessuale, Transgender e Queer
MAURICE
Via Stampatori, 10-12
10122 Torino
Tel/Fax 011.52.111.16
Cell. 335.71.67890
www.mauriceglbt.org
info@mauriceglbt.org
***********************************************************
Spo.T - Sportello ascolto, accoglienza ed accompagnamento
persone Trans
331.98.28.022
www.mauriceglbt.org/spot
spot@mauriceglbt.org
************************************************************
Permesso di soggiorno: il coniuge di un italiano sposato in Spagna ha diritto a vivere in Italia.
Permesso di soggiorno: il coniuge di un italiano sposato in Spagna ha diritto a vivere in Italia.
E' passato poco più di un anno dalla sentenza della Corte Costituzionale che sancì il diritto della Regione Emilia Romagna a scegliere i beneficiari delle proprie politiche di welfare, in particolare affermando l'uguaglianza nell’accesso ai servizi pubblici a tutte le forme di famiglia, senza distinzione di orientamento sessuale o di status giuridico. E nuovamente dall'Emilia arriva una vittoria contro le discriminazioni: il Tribunale di Reggio Emilia ha accolto il ricorso, sostenuto da Certi Diritti, di un ragazzo uruguayano sposato in Spagna con un cittadino italiano a cui era stato negato il permesso di soggiorno dalla Questura di Reggio Emilia.
La sentenza poggia su altre, che incominciano a essere numerose e a costruire letteratura.
Colpisce nella sentenza il riferimento alla tutela della vita famigliare che esprime un'idea laica della famiglia: famiglia come costruzione sociale, espressione delle relazioni, degli immaginari e dei rapporti di potere, storicamente collocati. Come è con ogni umana evidenza, contro la quale ancora c'è chi difende a spada tratta l'idea di famiglia come società naturale basata sul matrimonio tra un uomo e una donna, con impossibile ossimoro taroccato come valore universale.
Noiosi/e e annoiati/e, ripetiamo che il potere governativo e legislativo di questo paese persistono nella difesa della cosiddetta famiglia naturale, esprimendo non certamente un valore universale, ma la particolare visione del mondo delle gerarchie vaticane e negando diritti e calpestando la dignità di quelle che sono realmente le numerose, irriducibili forme in cui gli esseri umani si scambiano stabilmente amore, cura, progettazione, genitorialità, etc. Per ora lo stato confessionale sembra vacillare solo a colpi di sentenze, non certo di dibattito politico.
Ci sarebbero molte altre cose da dire: ad esempio che le leggi che regolamentano i permessi di soggiorno sono in sè intrise di odiose discriminazioni, che le persone dovrebbero poter vivere dove possono e vogliono a prescindere dall'esistenza o meno di vincoli matrimoniali.
Forse che questo è un altro discorso? Crediamo di no, Per noi non esistono diritti di serie A e di serie B. I diritti o sono per tutt@ o si chiamano privilegi. Per quei ragazzi questa sentenza sarà la cosa più bella del mondo perché permette loro di vivere insieme: condividendo la loro gioia, non dimentichiamo neanche un minuto le famiglie di immigrati/e che sono spezzate, e a cui viene tolta la possibilità di stare vicine.
Comunicato stampa del Coordinamento Trans Sylvia Rivera
Comunicato stampa del Coordinamento Trans Sylvia Rivera
20 NOVEMBRE, GIORNATA INTERNAZIONALE PER LE VITTIME TRANSESSUALITRANSGENDER - TdoR -Il 20 novembre si celebra il Transgender Day of Remembrance (TDoR),la Giornata Internazionale per le Vittime Transessuali, che ricorda lepersone transessuali e transgender uccise dalla miscela letalecomposta dall'odio che arma la mano che le ha colpite e dalpregiudizio che può trasformare certe indagini in fascicoli di serieB, insoluti e archiviati per destino.Così fu per Rita Hester, assassinata nel 1998, nel cui nome si celebròa San Francisco il primo Candle Light, il 20 novembre 1999: da allora,questa data è divenuto il simbolo internazionale della lotta contro latransfobia, il pregiudizio contro le persone transessuali etransgender, che può nutrire la violenza assassina, nelle sue punteestreme, così come il disprezzo, la diffidenza, la discriminazione chemortifica la vita delle persone T* nella vita di tutti i giorni.Le persone transessuali e transgender testimoniano con le loroesistenze, per il solo fatto di essere se stesse/i/*, ciò di cuisempre più ampie parti della comunità scientifica e della societàstanno lentamente prendendo atto: la logica binaria che divide ilmondo in maschile e femminile, normale e patologico, sanità e malattiaè una gabbia che segrega e insieme rinuncia a comprendere lacomplessità degli esseri umani.La logica binaria, maschio-femmina, omosessuale-eterosessuale,uomo-donna lascia fuori la ricchezza delle differenze tra esseriumani. A chi serve realmente? Quale ordine difende, se non quellofondato sul dominio e sulla paura del diverso, quello stesso cheinforma il razzismo, il sessismo, l'omofobia.Le armi per combatterlo crediamo siano le stesse, la lotta perl'autodeterminazione, la conoscenza contro l'ignoranza e ilpregiudizio. In questa direzione, il TdoR quest'anno assume con forzala campagna europea STOP 2012 per la depatologizzazione el'eliminazione del transessualismo dal DSM, così come da tutti imanuali diagnostici.
Segue programma eventi:




