COSA É SUCCESSO IN CITTÀ

Dopo lo sgombero, abbiamo solidarizzato con l’Asilo occupato e con le compagne e i compagni che hanno subito la violenta repressione poliziesca. Una solidarietà che ribadiamo.
Poi, un paio di giorni dopo, abbiamo espresso pubblicamente su Facebook considerazioni sulla manifestazione di protesta contro lo sgombero stesso. Riconosciamo di avere fatto un errore.
Le nostre riflessioni sono state inopportune nei modi e nei tempi.
Per farsi domande, anche scomode, per praticare la critica (sempre necessaria) alla propria parte, esistono altri spazi, le sedi collettive in cui ci si incontra di persona, si sta insieme, si discute ri-conoscendosi. Facciamo nostre le parole di un’amica e compagna che ha interloquito con noi:
“La critica sulle pratiche dovrebbe essere materia di confronto in luoghi assembleari e non veicolata tramite un media come facebook che diventa fumo massmediatico e rischia di contribuire a costruire la retorica dei buoni e dei cattivi”.
In effetti,  proprio mentre parlavamo dei rischi di demonizzazione massmediatica ne siamo diventati parte e strumento.
A partire dagli effetti prodotti da quel post sbagliato, prendiamo atto della responsabilità politica della nostra presa di parola, ringraziamo per quelle critiche ricevute che rispondono a riconoscimento reciproco, rispetto e sentimento di comunanza. Il Maurice si sente pienamente coinvolto, con la sua storia e la sua specificità, insieme a tanti/e altri/e, a singole persone e a gruppi, nell’impegno a capire e a contrastare “cosa sta succedendo in città“.
Una città, la nostra, che vogliamo aperta, solidale e accogliente. Una città in cui le forme di vita collettiva che non rispondono alla “normalità” che piace alla sindaca Appendino possano liberamente esistere, esprimersi, agire. Arricchendo, anche nelle differenze e nelle contraddizioni, la lotta  di tutti/e noi per un mondo più giusto.
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