Comunicato stampa: La volpe nel pollaio

La volpe nel pollaio

Sono state fatte le nomine per il Comitato Regionale per i Diritti Umani. Scorriamo i nomi e non possiamo non essere felici per alcune persone che si sono spese per i diritti civili, tra cui Alessandro Battaglia ed Eleonora Artesio. Ma continuando nell’elenco abbiamo un sobbalzo al nome di Massimo Introvigne. Chi è costui?
Introvigne è un ultra cattolico, fondatore nel 1988 a Torino il CESNUR (Centro Studi sulle Nuove Religioni). Vice responsabile nazionale di Alleanza Cattolica, nota organizzazione di laici cattolici della quale molti esponenti fanno parte delle “Sentinelle in piedi” che, guarda caso, è un marchio registrato nel 2013 presso l’Ufficio Italiano Brevetti e Marchi da tale Emanuele Rivarossi, con sede legale alla Jacobacci & Partners spa di Torino, che ha la stessa sede di Studio Legale Jacobacci & Associati presso cui lavora Introvigne. Nel sito di Forza Nuova, organizzazione di estrema destra che appoggia le sentinelle, si legge che gli esponenti di Alleanza Cattolica sono fra i principali responsabili delle “Sentinelle in piedi”.
Presidente del Comitato “Sì alla famiglia” il cui manifesto recita: “No al riconoscimento giuridico delle unioni omosessuali, né come «matrimonio», perché il matrimonio è solo quello tra un uomo e una donna, né come «unioni civili»” e ancora: “No all’indottrinamento obbligatorio all’ideologia del gender, secondo la quale uomini o donne non si nasce ma si diventa e, liberandosi dai «condizionamenti» dell’anatomia, ogni ragazzo o ragazza sarebbe chiamato a scegliere liberamente se vuole essere uomo o donna – e no, certamente, a iniziative grottesche come quelle che, per non offendere vere o presunte sensibilità omosessuali, in diverse città italiane aboliscono la Festa della Mamma o la Festa del Papà, o sostituiscono «padre» e «madre» con «genitore 1» e «genitore 2» e simili.”
Nel 2010 lancia la campagna “Alleanza Cattolica per Cota” schierandosi con la Lega Nord per la Regione Piemonte, sull’appello si legge: “il piano immigrati della Bresso esalta un multiculturalismo che mette tutte le culture sullo stesso piano e in nome dei diritti delle minoranze misconosce i diritti della maggioranza” e ancora si dichiara contro l’aborto, contro la RU486, contro i matrimoni omosessuali e per la famiglia formata da uomo e donna.
Dulcis in fundo ha più volte difeso le “terapie riparative” che, citiamo: “mirano ad aiutare le persone che percepiscono come un problema il loro orientamento omosessuale e desiderano cambiarlo.”
Ci chiediamo: come può una persona con questo curriculum sedere in una commissione per i diritti umani? Sia l’Onu, sia l’Unione Europea hanno sancito che i diritti delle persone lgbt sono diritti umani e allora come può difendere la totalità dei diritti umani una persona che non difende i diritti delle persone lgbt?
Certo non sarà solo in questo Comitato, potrà contare su altre sentinelle come Giampiero Leo… Queste nomine hanno un ché di farsa… come a mettere una volpe a guardia di un pollaio.

Maurice glbtq

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