Tesseramento 2017: Per continuare a guardare oltre il nostro ombelico


Locandina-A3-tesseramento-2017Per continuare a guardare oltre il nostro ombelico.

Questo é l’auspicio con cui apriamo la campagna di tesseramento Maurice glbtq 2017.
Per continuare a guardare oltre il nostro ombelico. Lo puoi fare da amic@, complice o amante: sostieni il Maurice GLBTQ a partire da 15 euro, quota comprensiva della tessera ARCI, valida in tutto il circuito nazionale.

Per continuare a guardare oltre il nostro ombelico.

L’immagine della campagna, realizzata da Gianni Zardini, richiama le lotte che rappresentano il DNA del Maurice GLBTQ. Il tesseramento é un momento importante per la vita dell’associazione, per finanziarne i progetti e sentirci parte di un progetto collettivo.

La tessera ti darà la possibilità di partecipare alle attività del Maurice GLBTQ e di usufruire delle convenzioni riservate a soci e socie (vedi Convenzioni).

N.B.: quest’anno l’ARCI ha modificato le modalità del tesseramento che avrà validità dal 1 Ottobre (2016) al 30 settembre 2017.

P.S. Le foto riportate in questa campagna di tesseramento sono prese dalla rete, nel loro uso non c’è nessuna volontà di appropriazione.

Due repliche dello spettacolo “Sventola l’aquilone”

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SVENTOLA L’AQUILONE
“Due nuove repliche dello spettacolo Sventola l’aquilone in collaborazione con le Biblioteche Civiche Torinesi, con il patrocinio del Comune di Torino, il Comune di Collegno e in collaborazione con il progetto europeo JCVG”

*Venerdì 5 febbraio 2016, ore 21.00
Cecchi Point
Via Antonio Cecchi 17 – Torino

*Giovedì 18 febbraio, ore 21.00
Auditorium Giovanni Arpino
Via Bussoleno, 50 – Collegno (TO)

Questo è il percorso dell’anima di una madre alla scoperta di un figlio alla ricerca della propria identità, all’inseguimento di un rapporto maltrattato dagli eventi e dall’iniziale incomprensione. Conoscerete la difficoltà della madre e la sua sofferenza fino a dire: “Ma grazie figlio, grazie per la fatica che hai fatto fare alla nostra famiglia.
Grazie per gli ostacoli che hai sparpagliato sulla mia strada.
Senza di te, di me non avrei capito certi aspetti profondi, compreso quello fondamentale che prima d’alzare una bandiera bisogna toccarne la stoffa, guardarne con attenzione l’ordito, sfiorarne l’asta, misurarne la lunghezza e poi, soltanto poi, alzarla, farla sbattere al vento.
Prima, sì, stava su lo stesso, è chiaro, ma no, non avrebbe sventolato come si deve, non sarebbe diventata davvero un aquilone colorato che volteggia in cielo.”

Liberamente tratto dal romanzo di Donata Testa “Sventola l’aquilone” ed. SUI.
Regia: Paola Frascarolo, Erberto Rebora, con: Silvana Allasia, Sonia Bertinat, Enzo Caruso, Laura Caspani, Bruno D’Alessandro, Pier Luigi Gallucci, Luigi Infantino, Jacopo Milano, Armando Molari, Luisa Pagani, Francesa Piccone.

Tesseramento 2016

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Nel 2016 il Maurice mantiene le solite tre modalità di adesione: amic@, complice e amante. Quest’anno la quota minima (comprensiva della tessera ARCI, valida in tutto il circuito nazionale) è di 15 €, mentre rimane a 20,00 euro quella complice e quota libera e superiore l’amante.

Il tesseramento ti darà la possibilità di partecipare alle attività del Maurice GLBTQ e di usufruire delle convenzioni riservate a soci e socie (vedi Convenzioni).

Riceverai come al solito la tessera ARCI, circuito al quale il Maurice GLBTQ, come associazione di promozione sociale, è affiliato anche nel 2016.

Come riportato anche nel banner, quest’anno potrai invece scegliere la tessera Maurice: se preferisci quella propositiva chiedi quella con il SI’, se preferisci quella oppositiva, chiedi quella con il NO!

Tesseramento Maurice 2016! Un piccolo sostegno per continuare a rompere le scatole anche nei prossimi 30 anni!

PER INFO: 3357167890, segreteria@mauriceglbt.org

TDoR 2015

Il 20 novembre è il Transgender Day of Remembrance, la giornata che commemora le vittime trans in tutto il mondo. Questo l’elenco da novembre 2014 ad oggi. Probabilmente non saranno tutte ma vogliamo ricordare almeno i loro nomi.

Mi chiamavo KEYSHIA BLIGE avevo 33 anni e vivevo ad Aurora in Illinois. Mi hanno sparato mentre ero alla guida della mia auto che conseguentemente si è schiantata. Mi hanno dichiarata morta in ospedale il 7 marzo 2015.

Mi chiamavo TAMARA DOMINGUEZ avevo 36 anni. Il 15 agosto 2015 mi hanno dichiarata morta in ospedale a Kansas City. La polizia dice che un suv mi ha investita e poi è passato ripetutamente sul mio corpo.

Il mio nome era KANDIS CAPRI avevo 35 anni, mi hanno sparato fuori da un complesso di appartamenti a Phoenix in Arizona. All’arrivo in ospedale sono stata dichiarata morta, l’11 agosto 2015. La polizia ha diffuso un video nella speranza di trovare il mio assassino.

Mi chiamavo AMBER MORE, mi hanno sparato a Detroit durante l’estate del 2015. La data della mia morte non è certa e non si hanno altre informazioni. La polizia sta ancora cercando il colpevole. Avevo 20 anni.

Mi chiamavo ASHTON O’HARA, avevo 25 anni. Mi hanno investita e pugnalata a morte in un campo a Detroit. Il sospetto Larry B. Gaulding è accusato di omicidio di primo grado.

Il mio nome era SHADE SCHULER, hanno ritrovato il mio cadavere in avanzato stato di decomposizione in un campo a Dallas in Texas il 29 Luglio 2015. Forse mi hanno sparato, la causa della morte non è chiara. Avevo 22 anni.

Il mio nome era KC HAGGARD, avevo 66 anni e vivevo a Fresno in California, dove il 24 luglio sono stata accoltellata. Una telecamera di sorveglianza ha ripreso l’omicidio, nonostante le mie suppliche nessun passante mi ha soccorsa. La polizia sta cercando il colpevole.

Mi chiamavo INDIA CLARKE, avevo 22 anni, mi hanno ritrovata morta per colpi di pistola alla testa e alle braccia a Tampa in Florida, il 21 Luglio 2015. La polizia ha arrestato un sospetto.

Ero MERCEDES WILLIAMSON e vivevo in Alabama. L’esame del dna ha confermato che il corpo accoltellato e bruciato in Mississippi sarebbe il mio. La polizia ha arrestato un sospetto, Josh Brandon Vallum, un mio conoscente. Io avevo 17 anni.

Mi chiamavo PENNY PROUD, avevo 21 anni, mi hanno sparato il 10 febbraio a New Orleans. La polizia crede che potrebbe essere stato un tentativo di rapina. Due sospetti sono ricercati.

Mi chiamavo TAJA GABRIELLE DE JESUS, avevo 36 anni, sono morta a San Francisco l’8 febbraio a causa di ripetute coltellate. Il sospettato, James Hayes, si è suicidato prima che la polizia potesse trovarlo.

Il mio nome era BRI GOLEC, sono stata uccisa da mio padre che, durante un litigio domestico, mi ha accoltellata a morte ad Akron in Ohio il 13 febbraio 2015.

Mi chiamavo LAMIA BEARD, avevo 30 anni e sono morta in ospedale a Norfolk in Virginia, per ferite da arma da fuoco, il 17 gennaio 2015.

Mi chiamavo PAPI EDWARDS, avevo 20 anni e mi hanno sparato a Louisville in Kentucky, il 9 gennaio 2015. Un sospetto, Henry Richard Gleaves, è stato accusato del mio omicidio.

Il mio nome era NEPHI LUTHERS, mi hanno sparato in testa delle persone con cui stavo parlando a Georgetown in Guyana, il 21 luglio 2015. La polizia ha arrestato un sospetto e ne sta cercando un secondo. Avevo 20 anni.

Mi chiamavo DIOSVANY MUNOZ ROBAINA, soprannominata La Eterna. La mia vita si è conclusa a 24 anni a Pinar del Rio, Cuba. Alcuni ragazzi mi hanno tirato delle pietre fino ad uccidermi. Quello che ha confessato di avermi tirato la pietra mortale aveva 17 anni.

Mi chiamavo ALVES DE MATOS JR., avevo 21 anni, sono stata pugnalata e smembrata a San Paolo del Brasile, il 25 settembre 2015.

Il mio nome resta sconosciuto, avevo 41 anni e sono morta ad Alicante in Spagna a causa di un grave trauma alla testa e al collo, era il 21 luglio 2015.

Mi chiamavo L.A. DE SOUSA, avevo 22 anni mi hanno ritrovata il 30 settembre in una discarica a San Paolo con un coltello nel collo.

Mi chiamavo WALESKA RAYALA mi hanno uccisa a Rio Grande do Norte in Brasile con 27 coltellate. Avevo 21 anni.

Il mio nome era PAULINHA, la mia età non si è saputa, mi hanno ucciso dei colpi di pistola alla testa e al petto, a Rio Grande do Norte l’8 settembre 2015.

Mi chiamavo FLOWER e avevo 39 anni, mi hanno picchiata a morte il 27 agosto ad Amazonas Brasile.

Mi chiamavo VHA DOS SANTOS e avevo 25 anni, sono morta a causa di multipli colpi di arma da fuoco, a Rio de Janeiro il 24 agosto.

Il mio nome era PATRICIA, avevo 29 anni, la causa della mia morte è rimasta sconosciuta. hanno ritrovato il mio cadavere in un cespuglio a santa Terezinha in Brasile.

Nome sconosciuto, circa 45 anni, mi hanno sparato in testa il 25 luglio a Alta Floresta d’Oeste in Brasile.

Il mio nome era GABI, avevo 26 anni e mi hanno picchiata a morte a Valparaiso de Goias in Brasile, il 19 luglio 2015.

Mi chiamavo ERIKA AGUILERA vivevo a Dourados in Brasile, il 16 luglio un cliente mi ha sparato alla schiena, uccidendomi. Arrestato in flagranza ha dichiarato di aver perso il controllo dopo aver scoperto che non ero una donna. Avevo 25 anni.

Mi chiamavo INDIA NASCIMENTO. Avevo 29 anni. Sono morta dopo 3 giorni di agonia in ospedale a Pernambuco in Brasile a causa delle percosse subite.

Il mio nome era L.R.O. DORTA, avevo 26 anni sono morta a Pernambuco in Brasile, il 12 luglio, sono stata decapitata.

Mi chiamavo VANESSA CALACA, il 12 luglio a Goias in Brasile due uomini, dopo aver avuto un rapporto sessuale con me, mi hanno impiccata e uccisa colpendomi in testa con due grosse pietre. I colpevoli sono stati arrestati. Io avevo 27 anni.

La mia identità è sconosciuta, mi hanno sparato alla schiena e all’addome a Manaus in Brasile, il 30 giugno 2015.

Anche la mia identità è sconosciuta, sono morta a causa di una coltellata al collo a Cacoal in Brasile, 5 giorni dopo.

Mi chiamavo BRUNA J. MENDES, avevo 27 anni, sono stata uccisa il 29 giugno con diversi colpi di pistola a Italpebi in Brasile.

Il mio nome era SIDNEY ARAÚJO CLAUDINO e avevo 19 anni, mi hanno sparato nel petto a Dourados in Brasile, il 23 giugno 2015.

Il mio nome era LAURA VERMONT, sono morta in ospedale a San Paulo a causa di ferite non meglio specificate. Due ufficiali della polizia militare sono stati arrestati per il loro coinvolgimento nella mia morte. Io avevo 18 anni.

Mi chiamavo KAUANE DA SILVA, avevo 35 anni, sono morta a Santa Maria in Brasile per un colpo di pistola alla testa.

La mia identità e la causa della mia morte sono rimaste sconosciute, hanno trovato il mio corpo bruciato a Serra in Brasile.

Mi chiamavo KELLY SILVA, avevo 31 anni. Sono morta a Uberaba in Brasile a causa di coltellate al collo e alle braccia.

Mi chiamavo ANDRÉIA AMADO, sono stata uccisa 29 anni da un colpo di pistola il 4 giugno a Porto Alegre in Brasile.

Il mio nome era CAROL MELO, avevo 30 anni. Il 3 giugno 2015 a Manaus in Brasile sono stata strangolata.

Mi chiamavo PRISCILLA DA SILVA, avevo 23 anni. Mi hanno sparato, uccidendomi, il 30 maggio a Dois Riachos in Brasile.

Mi chiamavo BARBARA SODRE sono morta a 29 anni accoltellata a Sergipe in Brasile, il 25 maggio 2015.

Mi chiamavo MICHAEL LUCAS DE ALMEIDA REGINALD, avevo 13 anni e vivevo a San Paolo. Ero tossicodipendente e mi prostituivo. Mi hanno ritrovata con il cranio rotto e 13 coltellate in tutto il corpo il 18 marzo 2015. La polizia ha arrestato 5 persone per il mio delitto, una di queste era una mia amica.

Mi chiamavo JEAN WALTRICK, avevo 27 anni quando sono stata uccisa da numerosi colpi di arma da fuoco alla testa, abitavo a Lages in Brasile.

Il mio nome era VANDRESSA VINNITT mi ha ucciso un colpo di pistola a Realengo Brasile, il 18 maggio 2015.

Il mio nome era TICIANE ABRAVANEL, avevo 21 anni mi ha uccisa un colpo di pistola a Pernambuco in Brasile, 18 maggio 2015.

Mi chiamavo LA MONIQUE DE ROMA, avevo 43 anni, mi ha uccisa un colpo di pistola a San Paolo il 14 maggio 2015.

La mia identità resta sconosciuta mi ha ucciso un colpo di pistola a Cutriba in Brasile il 3 maggio 2015.

Mi chiamavo STEFANNY, il 30 aprile a Caucaia mi ha ucciso un colpo di pistola.

Mi chiamavo JOB RODRIGUES DA SILVA, avevo 46 anni quando un colpo di pistola mi ha ucciso a Porto Velho in Brasile.

Il mio nome non si conosce, sono stata picchiata e strangolata a Manaus il 17 aprile 2015.

Ero BRUNA, avevo 47 anni, mi ha uccisa un colpo di pistola a Vitoria in Brasile il 16 aprile 2015.

Mi chiamavo BRUNA QUÉRCIA, avevo 15 anni, due uomini su una moto mi hanno seguita e uccisa con diversi corpi di pistola la notte del 15 aprile a Vila Velha in Brasile.

Il mio nome era VICTÓRIA CAMARGO, avevo 29 anni, mi ha uccisa un colpo di pistola a Venancio in Brasile il 13 aprile 2015.

Il mio nome era BRUNA MICHELE, mi hanno picchiata a morte a Belo Horizonte in Brasile. Avevo 20 anni.

Mi chiamavo VANESSA GANZAROLI, avevo 18 anni, vivevo a Petrolina in Brasile. Il 3 aprile mi hanno uccisa con multiple coltellate.

Il mio nome era DEBORA, il 2 aprile a San Paolo sono morta a causa di colpi di pietre.

Mi chiamavo LOTINHA, vivevo a Manaus, mi hanno uccisa accoltellandomi.

Mi chiamavo ADRIANA, avevo 22 anni, diversi colpi di pistola mi hanno uccisa a Campo Grande in Brasile, il 22 marzo 2015.

Il mio nome era BIANCA ARAUJO, sono morta a 21 anni a causa di colpi di arma da fuoco a Fortaleza in Brasile.

Il mio nome era PIU DA SILVA, avevo 25 anni. Il mio corpo sfigurato è stato trovato il 24 gennaio a Rio de Janeiro. Il giorno dopo un video ha mostrato come ero stata torturata.

Mi chiamavo NATÁLIA FERRAZ, avevo 21 anni, sono stata uccisa con numerosi colpi di pistola a San Paolo, il 27 febbraio 2015.

Il mio nome era YGOR FERNANDO OLIVEIRA SANTOS, avevo 20 anni, sono stata uccisa a Marechal Deodoro in Brasile con numerosi colpi di pistola sparati da alcuni balordi su un’auto.

Mi chiamavo KEITY, avevo 23 anni, sono morta a Salvador in Brasile in seguito a numerose coltellate.

Mi chiamavo LARA, il mio corpo è stato ritrovato per strada a Parauapebas in Brasile. Avevo la testa fracassata da una pietra, avevo 16 anni.

La mia identità è sconosciuta, mi hanno uccisa con multipli colpi di pistola a Salvador in Brasile il 20 febbraio 2015.

Il mio nome era RAÍSSA, avevo 19 anni. Sono stata accoltellata a morte al collo e al petto il 16 febbraio a Campina Grande in Brasile.

Il mio nome era CAPITÚ SANTOS, avevo 31 anni, sono stata pugnalata a Manaus in Brasile il 16 febbraio 2015.

Mi chiamavo JOYCE AKIRA, ero una ragazzina, mi hanno sparato ripetutamente a Mangabeira in Brasile, l’8 febbraio 2015.

Mi chiamavo PATA, sono morta strangolata a 35 anni a Macapà in Brasile il 7 febbraio 2015.

Mi chiamavo DIDINHA, avevo 18 anni. Mi hanno sparato ripetutamente a Vitória de Santo Antão in Brasile, il 1 febbraio 2015.

La mia identità è sconosciuta, mi hanno sparato a Lorena in Brasile il 17 marzo 2015.

Ero LÉO e avevo 26 anni quando mi hanno sparato a Vitoria da Conquista in Brasile.

Mi chiamavo ZELLA ZIONA, avevo 21 anni mi hanno attirata e sparato vicino a Gaithersburg, in Maryland. Un sospetto è stato accusato del mio omicidio.

Il mio nome era DIANA SACAYÁN ero un’attivista transgender argentina, leader di ILGA. Il mio corpo è stato trovato nel mio appartamento in Buenos Aires, legato al letto e accoltellato a morte. Sono ricercate due persone.

Mi chiamavo RAFAELA CAPUCCI, sono stata uccisa nel mio posto di lavoro a Vogtsburg in Brasile il 7 ottobre 2015.

Mi chiamavo MELVIN e avevo 30 anni, mi hanno sparato a Detroit il 5 ottobre 2015.

Il mio nome era KIESHA JENKINS, avevo 22 anni. Un gruppo di uomini mi ha aggredita e poi uno di questi mi ha sparato alla schiena 2 volte. Sono morta in ospedale a Filadelfia il 6 ottobre 2015. Un sospetto è stato arrestato.

Mi chiamavo CHOCOBAR MARCELA, avevo 26 anni. Il mio corpo è stato trovato bruciato e smembrato, dai resti del mio scheletro hanno identificato il mio dna un mese dopo. Vivevo a Santa Cruz in Argentina.

Il mio nome era JASMINE COLLINS, avevo 32 anni. Sono stata pugnalata a morte a Kansas City nel giugno 2015. La mia assassina Tia Townsel è stata arrestata.

Mi chiamavo ELISHA WALKER ero scomparsa da un anno quando hanno ritrovato il mio corpo in una buca in Nord Carolina. Il mio assassino, Angel Dejesus Arias, è stato arrestato, mi aveva sepolto nel suo giardino.

Ero DAYA RANI KINNAR, avevo 65 anni e vivevo a Uttar Pradesh in India. Ero un’attivista transgender. Mi hanno sparato nel mio appartamento con un colpo di pistola alla testa, probabilmente esploso dall’esterno.

Mi chiamavo FRANCELA MÉNDEZ RODRÍGUEZ, avevo 29 anni, ero una nota attivista trans in Salvador. Alle prime ore del 31 maggio sono stata uccisa da un gruppo di ignoti mentre facevo visita a un mio amico. Si sospetta che il mio omicidio sia avvenuto a causa della mia attività politica.

Mi chiamavo LONDON CHANEL e avevo 21 anni. Sono morta in ospedale a Filadelfia a causa delle ferite alla schiena e al collo che il mio fidanzato mi ha procurato con un temperino.

Il mio nome era ALMAROOF BIJLI, avevo 30 anni, i miei resti mutilati e carbonizzato sono stati ritrovati 10 giorni dopo la mia scomparsa vicino a una fermata di autobus a Gungal in Pakistan il 5 maggio 2015.

I nostri nomi erano SAIMA, ZAIB and BILLI, eravamo con altre persone transgender in una via affollata di Rawalpindi in Pakistan quando due motociclisti hanno aperto il fuoco verso di noi. Due di noi sono morte subito, l’altra in ospedale. Altre due trans che si trovavano lì hanno riportato solo ferite.

Il mio nome era VANESSA SANTILLAN avevo 33 anni e vivevo a Londra. Il mio corpo è stato ritrovato semi nudo sul pavimento del mio appartamento con forti traumi alla testa e al collo. E’ stato accusato dell’omicidio mio marito Joaquin Gomez-Hernandez.

I nostri nomi sono sconosciuti. Eravamo due transgender pakistane. Il 6 aprile di ritorno da una festa di matrimonio un gruppo di uomini ci ha sparato.

Il mio nome era KRISTINA GRANT INFINITI avevo 46 anni. Hanno ritrovato il mio corpo nella mia casa a Miami. Dopo aver classificato la mia morte come suicidio, la polizia ha aperto una indagine per omicidio.

Il mio nome era SUMAYA DALMAR, ero una donna trans di origini somale di 26 anni. Il mio corpo è stato ritrovato il 22 febbraio a Toronto, non sono chiare le circostanze della mia morte.

Mi chiamavo MARIASOL ALMEIDA, avevo 39 anni. Mi hanno pugnalata 6 volte e avvolta in un lenzuolo nel mio salone di bellezza a Guayaquilin Equador. Era la vigilia di Natale.

Il mio nome era MICHELLE VASH PAYNE, avevo 33 anni. Sono stata pugnalata a Los Angeles dal mio fidanzato che poi ha dato fuoco all’appartamento.

Mi chiamavo TY UNDERWOOD, avevo 24 anni. Mi hanno sparato in Texas mentre cercavo di fuggire con la mia auto che però è andata contro un albero. Del mio omicidio è stato accusato Carlton Champion con cui avevo una relazione.

Il mio nome era GIZZY FOWLER, avevo 24 anni, mi hanno sparato nella mia auto a Nashville il 12 novembre 2015. Il colpevole si è consegnato alla polizia.

Il mio nome era DESHAWANDA SANCHEZ, avevo 21 anni. Mi hanno sparato nella veranda della mia casa a Los Angeles il 3 dicembre 2015. Ho chiamato la polizia e sono morta poco dopo. Un sospetto è stato arrestato.

Il mio nome era KEYMORI SHATOYA JOHNSON mi hanno sparato nella mia casa di Albany il 6 dicembre 2015. Avevo 24 anni. Un sospetto è stato arrestato.

Mi chiamavo HANDE Ö, avevo 35 anni ed ero un’attivista trans di origini turche. Sono stata ritrovata con le mani legate e strangolata con un asciugamano nel mio appartamento di Vienna il 19 gennaio 2015.

Il mio nome era FERNANDA “COTY” OLMOS, avevo 59 anni e vivevo a Santa Fe in Argentina. Sono stata uccisa nella mia casa con coltellate al collo, alla schiena e all’addome e uno sparo al petto.

On line il nuovo sito!

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Negli ultimi trent’anni sono cambiate le persone, i volti, le storie che hanno popolato il Maurice. E con loro è cambiata anche l’associazione pur mantenendo quei capisaldi che hanno unito e fatto avvicinare persone, volti e storie.

Nuovo logo e nuovo sito nati, entrambi, da una rivisitazione dei precedenti con l’intento di far conoscere la storia che ci ha fatto arrivare qua senza perdere la voglia di cambiare e intraprendere nuovi percorsi.

In occasione dei nostri “trent*anni” vi presentiamo la nuova versione del sito che potete trovare allo stesso indirizzo di sempre: www.mauriceglbt.org

Serate Transversali 2015

SERATE TRANSVERSALI 2015 – INCONTRI CON L’IDENTITA’ DI GENERE

Le Serate Transversali – giunte quest’anno alla loro quarta edizione – si propongono ancora una volta di rappresentare un ‘occasione di incontro e confronto per tutti coloro che, a vario titolo, si trovano a volersi o doversi confrontare con le problematiche di genere: diretti interessati, familiari, operatori sanitari e sociali, rappresentanti delle istituzioni, studenti, o anche semplici cittadini desiderosi di “capire” meglio un mondo ormai troppo spesso inadeguatamente descritto dai media tradizionali.

E si spera riescano nel contempo a fornire utili spunti di riflessione, soprattutto in un momento storico particolare come quello contemporaneo, in cui le ben note difficoltà economiche, sociali, politiche ed internazionali facilitano e/o amplificano inquietanti tendenze discriminatorie rispetto tutte le minoranze, e in cui la lotta per l’affermazione del fondamentale ed ineludibile principio dell’autodeterminazione si rivela ancora più difficoltosa e probabilmente lontana dal pervenire ai suoi obiettivi.

Christian Ballarin, Piero Cantafio

Com. stampa: Rae Spoon unica data italiana

A quattro anni di distanza dal suo ultimo tour italiano e dopo la premiazione al MIX Milano Film Festival come “Miglior Documentario” per il suo film autobiografico My Prairie Home (selezione ufficiale al Sundance Festival 2014) il cantautore canadese Rae Spoon torna in Italia per una data unica a Torino.

Venerdì 23 Gennaio – ore 21:00 – Birrificio Metzger, via Bogetto 4/g Torino

La data è organizzata in collaborazione con il centro Maurice GLBTQ.

Compositore di colonne sonore, produttore, polistrumentista e autore di libri, il cantautore transgender Rae Spoon ha una storia come nessun altro.Torna in Italia con una data unica per presentare il suo ultimo album My Prairie Home, un lavoro che esplora il significato di “casa” quando questa non è più un posto in cui si può tornare.

Da piccolo Rae usava la musica come fuga e per creare un mondo in cui poteva vivere al sicuro. Canzoni che parlano di morte, del fare coming out come queer alle superiori, del sopravvivere agli abusi, vengono tutte cantante da una voce che può spezzare il cuore e riempirlo di speranza allo stesso tempo.

L’album My Prairie Home, che spazia da influenze folk e gospel all’indie rock,è anche la colonna sonora del pluripremiato documentario omonimo, prodotto dal Canada Film Board e diretto da Chelsea McMullan, che racconta di com’è stato per Rae crescere e sopravvivere in una famiglia cristiano evangelica.

Il documentario My Prairie Home è stato selezionato l’anno scorso dal prestigioso Sundance Festival e premiato in vari festival internazionali tra cui il MIX Milano Film Festival che gli ha conferito il premio “Miglior Documentario”.

Vincitore del Galaxy Rising Star Award nel 2004, Rae è stato anche nominato ai Polaris Music Prize nel 2009 e nel 2014, e ai CBC Radio 3 Bucky Awards.

In undici anni ha pubblicato otto album propri e tre in collaborazione con altri artisti, accompagnati da lunghi tour in Canada, America, Europa e Australia.

Nel 2012 Rae Spoon ha pubblicato il suo primo libro, First Spring Grass Fire, finalista al Lambda Award e premiato con un Honour of Distinction al premio letterario LGBT canadese Dayne Ogilvie Prize.

Il suo secondo libro, co-scritto con Ivan E. Coyote e pubblicato nel 2014, s’intitola Gender Failure.

Sito ufficiale / Booking / RAE SPOON unica data italiana 2015

Gruppo di lettura: Desiderio Omosessuale, Guy Hocquenghem

HocquenghemIl Centro di Documentazione del Maurice presenta:

Un gruppo di lettura e una lettura di gruppo. Libri corsari, che ci parleranno di autodeterminazione, ma anche indeterminazione. Ecco il primo gruppo di lettura di disorientamento sessuale!
Per iniziare a disorientarci cosa c’è di meglio che il desiderio? E così leggeremo “Il desiderio omosessuale”, di Guy Hocquenghem (1972), uno dei libri fondativi della critica omosessuale e considerato precursore del queer.

5 incontri per un gruppo composto da 5 a 15 persone, di età compresa tra i 15 e i 105 anni, di qualsivoglia genere e dis/orientamento sessuale.
La domenica, alle 5 del pomeriggio, presso il Maurice GLBTQ, in via Stampatori 10, gratis.

CALENDARIO
1 febbraio: una introduzione sul libro e sul metodo.
Negli incontri successivi del gruppo di lettura: considerazioni frivole e serie sul capitolo letto durante le due settimane. Lettura di gruppo: qualcun/a presenta il capitolo a tutte e ne legge le parti più disorientanti.

Sempre alla domenica alle cinque, ecco quando affronteremo “Il desiderio omosessuale”:
8 febbraio – cap. 1 La paranoia antiomosessuale
22 febbraio – cap. 2 Svergognati, perversi, pazzi
1 marzo – cap. 3 Famiglia, capitalismo, ano
15 marzo – cap. 4 <<Scelta oggettuale>> e <<comportamento omosessuale>>
29 marzo – cap. 5 La lotta omosessuale e Conclusione

Accorrete, noi abbiamo già perso la bussola!

Nota Bene: il materiale di lettura sarà distribuito dopo il primo incontro.

 

Laboratorio teatrale: Queer o non queer, questione di riflessi

QUEER O NON QUEER… QUESTIONI DI RIFLESSI..
Vi propongo un laboratorio teatrale dove, ludicamente e seriamente, l’attraversare uno spazio scenico conduca ad attraversare il proprio corpo in modi inattesi, o da lungo tempo attesi.
Affidandoci a tecniche teatrali e performative ci avvicineremo fisicamente a Questioni su cui solitamente ci scervelliamo intellettualmente!!
Chi sono? Da dove vengo? Perchè proprio io? Chi mi ha mangiato la merenda?!??
Possiamo pensare al teatro come a un luogo della possibilità di essere? Possiamo usare la forza comunicativa della maschera per essere atto comunicativo? Cosa vogliamo urlare? Vogliamo urlare?
O forse balbettare? O cantare?
Marta, che sarei io, ha radici nel teatro fisico e nella comicità clownesca poi si affaccia ad altri percorsi, in particolare alla performatività drag, prosegue, s’inciampa, s’illumina e propone un laboratorio …
…aperto a tutt* in cui dal lavoro fisico possa emergere, a mo di companatico, una riflessione su corpi e generi variamenti intesi.
IL GIOVEDÌ DALLE 20:30 ALLE 22:30
MAURICE GLBTQ,
VIA STAMPATORI 10, TORINO
Da 120 a 160 euro per venti lezioni, a seconda del numero di iscritti/e, parte del contributo andrà a finanziare il Maurice.
La data di inizio corso e il conseguente numero di lezioni verrà definito insieme ai/alle partecipanti.
PER INFO e PRENOTAZIONI: martatrive@yahoo.it tel 3202160522

Regala un libro alla biblioteca del Centro Documentazione

Nella tua biblioteca ci sono libri che hai già divorato e che ora languono per avere un nuovo lettore/lettrice? Ti è capitato per le mani qualche saggio o qualche testo di narrativa pubblicato di recente e vorresti che tutt* potessero leggerlo e trarne ispirazione come hai fatto tu? Che aspetti? Questo è un ottimo periodo per fare un dono al Centro Doc!

Regalaci uno o più libri che siano attinenti ai temi dei generi e delle sessualità e che giacciono nella biblioteca di casa tua ma che pensi che potrebbero essere più utili se fossero da noi.
Oppure, condividi con noi uno o più libri recenti di narrativa, saggistica, poesia, ecc., magari quello che stai leggendo proprio adesso.
Puoi verificare che il titolo (o i titoli) che hai in mente manchi dal nostro catalogo.
Vienici a trovare!
L’orario di apertura della Biblioteca è Martedì e Venerdì 17.00-19.30 (chiuso dal 22 dic. al 6 gen.).
Puoi lasciarci un plico anche durante le altre occasioni di apertura dell’associazione (il calendario è su http://www.mauriceglbt.org).
O spedisci a: Centro Documentazione GLBTQ – Maurice – Via Stampatori 10 – 10122 Torino (To)
Insomma, volere è potere!
La biblioteca si occuperà della catalogazione e se vorrai, indicheremo che è un tuo dono, e lo metteremo a disposizione dei lettori e delle lettrici.
Per ulteriori informazioni contattaci a questo indirizzo email: centrodoc@mauriceglbt.org
Puoi trovarci anche su Facebook.

Grazie!
Il Gruppo del Centro di Documentazione