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Nel cuore della città di Napoli, nella sua provincia e nelle provincie limitrofe, gli omosessuali effeminati, più o meno esplicitamente travestiti, sono detti, da tempo immemore, femminelle (o femminielli). Nello spazio sociale dei Quartieri questi soggetti trova(va)no una loro naturale collocazione, potendo agire in piccoli spazi di creatività durante “riti” come il matrimonio, la figliata o la juta a Montevergine. L’omologazione ai modelli dominanti di omosessualità e transessualità, i processi di istituzionalizzazione e medicalizzazione dei soggetti trans hanno minacciato l’identità culturale dei femminielli napoletani, mettendo a rischio la loro stessa esistenza. Non più costrette in un tragico corpo maschile che incarna una sensibilità femminile le femminelle si sarebbero trasformate in altre identità. Eppure l’antropologa le trova ancora lì, protagoniste di un vero e proprio processo di patrimonializzazione, soggetti resistenti e contesi, figure leggendarie e polimorfe, come le sirene.

Maria Carolina Vesce, Ph.D. in Antropologia e studi storico-linguistici (Università di Messina), ha svolto ricerche sul campo a Napoli e in Samoa. I suoi interessi si concentrano sui temi del corpo, del genere e della persona, con particolare riguardo per le esperienze di genere non eteronormative e per l’impatto delle categorie biomediche di genere sui contesti locali. È autrice di saggi comparsi in libri e riviste, tra cui Corpi che cambiano. Una ricerca etnografica sulle femminelle napoletane.

ALTRI TRANSITI. Corpi, pratiche, rappresentazioni di femminielli e transessuali

di Maria Carolina Vesce


lgbti-emanuele-maschi-opera-1I protagonisti del teatro musicale di Benjamin Britten sono esempi di una maschilità che deraglia: sono emarginati, “mezzi morti” ed eccentrici. Per questo, nel libro si parla di musica, omosessualità e identità di genere. Si parla in particolare del maschile in musica. Come fa la musica a costruire un discorso sulle identità di genere e sessuali? È possibile che anche un compositore, con gli strumenti del suo mestiere, esprima la sua posizione, offrendo una rappresentazione dell’omosessualità, o della mascolinità eccentrica? Come fa la musica, come fanno le note a parlarci di tutto ciò?

Marco Emanuele si è diplomato in Musica corale e in Composizione. Nel 2013 ha conseguito il dottorato in Culture classiche all’Università di Torino. Come compositore è interessato alla voce umana e al teatro da camera (Edoardo II, da Marlowe e Brecht, 2000; Jacques, da Ionesco, Premio Fedora 2009), e ha musicato testi di Cernuda, García Lorca, Kavafis e Testori. Come musicologo ha scritto: L’ultima stagione italiana (1997), sulle opere serie di Rossini; Commedie in musica, pastorali e piscatorie alla corte dei Savoia (2000); Opera e riscrittura (2001); Voci, corpi, desideri (2006), sull’identità di genere nel melodramma.

Maschi all’opera. Soggetti eccentrici nel teatro di Benjamin Britten

di Marco Emanuele


 

umberto grassi l'offizio sopra l'onestà

Incontri omoerotici lungo il fiume nei caldi pomeriggi estivi. Donne di strada che vivevano la loro sessualità in maniera spregiudicata. Relazioni non consacrate dal vincolo del matrimonio. Ma anche stupri e violenze a danno di minori. Tutti questi comportamenti furono passati al vaglio, nella Lucca del XVI secolo, dai giudici dell’Offizio sopra l’Onestà, una delle principali magistrature istituite in Italia per perseguire il “nefando vizio” della sodomia. L’accurata indagine qui compiuta non individua solo il nesso profondo tra controllo politico e disciplinamento della sessualità, ma consente anche di riportare alla luce il vissuto quotidiano di questa misteriosa sfera dell’esperienza umana. Il grande affresco che ne risulta rivela una realtà conflittuale e carica di contraddizioni. La necessità di rispondere agli imperativi morali della religione cristiana, cemento essenziale della vita civile e politica, si scontrava con il bisogno di governare una realtà sociale difficile da irreggimentare, in cui comportamenti ufficialmente riprovati non solo erano tollerati, ma anche, in alcuni casi, considerati funzionali al mantenimento dell’equilibrio complessivo della comunità.

Umberto Grassi è un ricercatore indipendente. Durante il suo percorso di formazione accademica si è dedicato al controllo della sodomia e al vissuto dell’omosessualità (e di altri tipi di sessualità “non conforme”) nell’Italia del Cinquecento. Nel contesto del progetto FIRB “Beyond the Holy War”, coordinato da Giuseppe Marcocci, ha esteso gli orizzonti della sua ricerca, studiando le relazioni omosessuali tra cristiani e musulmani nella prima età moderna.

L’offizio sopra l’onestà. Il controllo della sodomia nella Lucca del Cinquecento

di Umberto Grassi


ballarin padovano eschimesi in amazzonia

Come Esquimesi in Amazzonia, le persone transgender e transessuali vivono in un contesto che non le ha previste, in continuo contrasto con le regole sociali e le convenzioni culturali dell’habitat. Ad ogni latitudine e in ogni tempo sono esistite persone con un genere non conforme, definite con vari nomi, le Hijras in India, le Vergini Giurate nei Balcani, i Due Spiriti nativi americani, i Femminielli napoletani… Le realtà delle esistenze trans, liberate dallo stigma della patologizzazione, può mettere in gioco una ridefinizione complessiva di ciò che siamo, come donne, uomini, trans, lesbiche, gay, intersessuali. Affermare che le persone trans non sono malate psichiatriche destabilizza il modello binario sesso/genere, omosessuale/eterosessuale, maschio/femmina e l’impianto normante che ne deriva. Dunque la condizione transgender può rappresentare la punta di un iceberg, che minaccia secolari certezze scientifiche, culturali e sociali. Questo volume raccoglie i preziosi contributi del convegno “Chi ha paura della depatologizzazione?” svoltosi a Torino nel marzo 2012. Esponenti del mondo accademico e della ricerca indipendente si interrogano a partire dagli ambiti disciplinari di riferimento, insieme a protagonisti del mondo dell’associazionismo e del movimento gay, lesbico, transgender e queer. Un dialogo caleidoscopico e puntuale che mette in gioco i saperi della sociologia, antropologia, filosofia, giurisprudenza, medicina, psicologia, teologia.

Christian Ballarin (1977), vive e lavora a Torino, attivista del movimento trans, è responsabile di SpoT, sportello trans dell’associazione Maurice GLBTQ di Torino. Ha curato Elementi di critica trans (Roma, 2010) ed è autore di alcuni contributi sulla realtà transessuale.

Roberta Padovano (1964), vive e lavora a Torino, dagli anni ’90 è attivista nel movimento GLBTQ. Ha pubblicato Dove sorge l’arcobaleno (Milano, 2002), oltre a contributi in riviste e volumi collettanei dedicati alle tematiche GLBTQ. Svolge attività di gestalt counseling e di supervisione dei volontari per lo sportello SpoT dell’associazione Maurice GLBTQ di Torino.

Eschimesi in Amazzonia. Dialoghi intorno alla depatologizzazione della transessualità

a cura di Christian Ballarin e Roberta Padovano


 

lia viola al di la del genereAl di là del genere. Modellare i corpi nel Sud Africa urbano è un viaggio tra gli esclusi dal sistema dicotomico di genere, tra gli emarginati dalla categorizzazione scientifica: le persone transessuali e intersessuate. Esse, con la loro sola esistenza, mettono in dubbio la dicotomia e spalancano le porte a nuove prospettive sul genere. Il panorama attraversato da questo viaggio è quello del Sud Africa urbano, delle strade di Cape Town e dei grattacieli di Johannesburg. È un ambiente complesso e pieno di contraddizioni, eppure è il luogo dove nuove speranze vengono plasmate e la diversità trova la sua strada di esistenza. Le storie sud africane divengono dunque fonte di riflessione per mettere in dubbio le nostre certezze e superare i nostri stessi pregiudizi. Cuore di questo libro è la ricerca sul campo condotta in Sud Africa a cavallo tra il 2009 e il 2010 ed elaborata all’interno della cornice teorica formata da antropologia culturale e gender studies.

Lia Viola è nata a Palermo nel 1985. Ha studiato antropologia culturale ed etnologia a Torino dove attualmente svolge un dottorato di ricerca con un progetto di tesi sull’omofobia in Kenya.

Al di là del genere. Modellare i corpi nel Sud Africa urbano

di Lia Viola

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