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Merkel spiazza: nozze gay subito

Merkel spiazza: nozze gay subito. Germania. Sul finale della legislatura, il matrimonio egualitario diventa legge anche a Berlino. Cambio di rotta della cancelliera tedesca come […]

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Un messaggio dal Pride di Siviglia ai pride italiani

Un messaggio dal Pride di Siviglia ai pride italiani. Le riflessioni sul Siviglia Pride di Antonio Soggia, attivista del Maurice di Torino. Con l’occhio rivolto […]

Tesseramento 2017: Per continuare a guardare oltre il nostro ombelico

Per continuare a guardare oltre il nostro ombelico. Questo é l’auspicio con cui apriamo la campagna di tesseramento Maurice glbtq 2017. Per continuare a guardare […]

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In memoria di Luki Massa

Car@, due notti fa  Luki Massa se n’è andata. Vogliamo ricordarti così, cara Luki, sorridente guerriera al Torino Pride del 2006. E vogliamo ringraziarti per […]

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Maurice ha 30 anni. E ancora non si accontenta

Torino. I «rompiscatole» dello storico circolo lgbt italiano si raccontano. «La battaglia per i diritti di coppie e famiglie va legata a quella contro lo […]

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Partecipa al confronto! Famiglie, figli, diritti e comunità GLBTQ

All’indomani dell’approvazione al Senato del DDL Cirinnà e delle mobilitazioni nelle piazze, Margherita Giacobino ha pubblicato una riflessione sul numero di marzo di Aspirina, intitolata […]

Piemonte Pride 2017 a Torino e Alba

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A corpo libero, come una danza, un esercizio o una nuotata. Il visual e il claim del Piemonte PRIDE LGBTQI 2017  creano una specie di cortocircuito. La liberazione del corpo e la liberazione delle menti, hanno non solo il fattore comune di un atto di liberazione appunto, ma sono strettamente legate in un sistema di conseguenze: da una possiamo passare nell’altra, una la conseguenza dell’altra, sia che si proceda in un senso, sia nell’altro. Liberare i nostri corpi SIGNIFICA, nei fatti, liberare la mente da costrizioni, pregiudizi e mancate autonomie. Significa in buona sostanza affermare noi stessi/e come persone, come insieme di relazioni complesse ma in grado di rivendicare autodeterminazione. Liberare i corpi, tutti i corpi, significa sottrarli alla logica commerciale indotta da altri, significa partire dalla mente libera per sciogliere le catene che anche la comunità LGBTQI spesso costruisce attorno ai corpi: il superamento dello stereotipo del corpo atletico, giovane e prestante che, nei fatti, rende marginale o invisibile chi non corrisponda a questi criteri. Il corpo e la mente, nelle nostre battaglie, devono riacquistare la propria REALTA’; liberare la mente perché si liberi essa stessa dagli elementi di esclusione al nostro interno che si sovrappongono ai forti elementi di discriminazione che la società ancora tollera o, addirittura, esaspera. Se sappiamo liberare, alzare la mente, cambiare dall’alto le prospettive e guardare oltre i muri che sempre più spesso si alzano nel mondo, sapremo anche includere il corpo disabile che altrimenti non risponde ai criteri utilitaristici dominanti, includere il corpo intersex e quello transessuale che non sono corpi difettosi, da correggere.

Esistono corpi da liberare, come le nostre menti. E un atto politico rivendicare il diritto di esistere e di mostrarsi esattamente come si è. Liberare la mente è un atto politico, liberare i corpi è un atto politico. Questo è l’inizio antico di una piccola rivoluzione.

Documento Politico Definitivo 2017

Merkel spiazza: nozze gay subito

29soc1-gay-pride-berlinoMerkel spiazza: nozze gay subito.
Germania. Sul finale della legislatura, il matrimonio egualitario diventa legge anche a Berlino. Cambio di rotta della cancelliera tedesca come contromossa a Martin Schulz
di Jacopo Rosatelli, edizione del 29.06.2017 de Il Manifesto

Finale di legislatura con sorpresa: il matrimonio egualitario diventa legge anche in Germania. Uno straordinario risultato che si deve ai decenni di lotte del forte movimento lgbt tedesco, ma anche a un’accelerazione politica figlia delle strategie elettorali di leader e partiti in vista delle urne del prossimo 24 settembre.

A fare la prima mossa era stato il numero uno della Spd Martin Schulz nel congresso dello scorso fine settimana: «Non firmerò nessun accordo di governo che non preveda il matrimonio per tutti». Finalmente un argomento che divide chiaramente socialdemocratici e democristiani, finalmente un tema che può mettere in difficoltà la cancelliera conservatrice di fronte a una società aperta e tollerante: così pensavano Schulz e i suoi. Macché.

Tempo un giorno e Angela Merkel compie una delle sue spregiudicate svolte che le valgono il nomignolo Merkiavelli: ad un dibattito pubblico organizzato dalla rivista femminile Brigitte dà un sostanziale via libera al matrimonio fra persone omosessuali, riconoscendo che si tratta di «una questione di coscienza personale». Non c’è più nessun veto da parte sua.

Un cambio di rotta che ha lasciato di stucco i suoi stessi colleghi di partito, divisi fra una maggioranza contraria e una minoranza che, sul modello dei Tories britannici, ormai da tempo vuole riconoscere anche a gay e lesbiche il diritto di sposarsi. Tornata forte e con il vento in poppa dei sondaggi, Merkel non ha ritenuto di dover interpellare nessuno, fidandosi del fiuto politico che non le manca. Capendo che quella del matrimonio egualitario poteva davvero diventare un’arma pericolosa nelle mani di Schulz, ha pensato bene di lasciarla senza munizioni.

Esattamente come fece con il nucleare o con il salario minimo, la leader democristiana è pronta a sacrificare qualunque posizione pur di centrare l’obiettivo della «smobilitazione asimmetrica» degli avversari: la sua stella polare è non suscitare reazioni di rifiuto che convincano l’elettorato progressista a votare in massa contro di lei. A costo di suscitare mugugni nelle proprie file (e nella Chiesa cattolica), l’importante è non farsi odiare dagli altri.

Spiazzati dalla mossa della cancelliera di lunedì sera, i socialdemocratici hanno però subito rilanciato: da punto all’ordine del giorno per la prossima legislatura, il matrimonio egualitario lo è diventato di questa, ormai al termine. Schulz ha dunque annunciato, l’altro ieri, che la Spd, violando per la prima volta il patto di grande coalizione, avrebbe fatto ciò che si è rifiutata di fare nei quattro anni precedenti, e cioè portare nell’aula del Bundestag la proposta di legge con l’accordo di Verdi e Linke: i tre partiti hanno la maggioranza numerica della camera bassa. Contromossa a stretto giro: Merkel dichiara ufficialmente di fronte al suo gruppo che i deputati democristiani possono votare come vogliono. Ieri, l’ultimo passaggio: la commissione parlamentare competente dà luce verde al passaggio della proposta in aula.

Domani lo storico voto, che sarà nominale, poi qualche formalità al Bundesrat, la camera dei Länder, e – salvo imprevisti – entro la fine di luglio la Germania sarà il quattordicesimo Paese europeo (il dodicesimo nella Ue più Norvegia e Islanda) in cui le coppie fra omosessuali non sono in alcun modo legalmente discriminate. Le unioni civili stipulate dal 2001 a oggi potranno trasformarsi in matrimonio con una dichiarazione di fronte all’ufficiale di stato civile. Le coppie potranno così acquisire anche il diritto pieno all’adozione: finora valeva solo la stepchild adoption.

Un messaggio dal Pride di Siviglia ai pride italiani

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Un messaggio dal Pride di Siviglia ai pride italiani.
Le riflessioni sul Siviglia Pride di Antonio Soggia, attivista del Maurice di Torino. Con l’occhio rivolto all’Italia

di Andrea Maccarrone pubblicato il 28 giugno 2017

Sono le settimane dei pride, che tra giugno e luglio animano sempre più città in Italia – quest’anno ben 24 – e in Europa. Quando parliamo di pride abbiamo in mente un’idea generale, ma siamo consapevoli che poi ognuno, ogni città, ha le sue caratteristiche uniche, le sue abitudini organizzative, le sue parole d’ordine. Un prodotto unico che nasce dall’interazione tra le realtà associative che li organizzano con le specificità sociali, politiche e storiche dei vari territori.

Sicuramente il confronto tra le varie e diverse esperienze, italiane e internazionali, può essere utile spunto di riflessione e di crescita. Per questo riteniamo utile pubblicare le note di confronto tra il Pride di Siviglia e quello di Torino proposte da Antonio Soggia, attivista del Maurice GLBTQ di Torino.

“Alcune riflessioni a caldo sul Pride di Siviglia, che magari possono tornarci utili in Italia e a Torino in particolare:

La testa del corteo, e lo striscione in particolare, erano presidiati dal movimento. In apertura stavano i messaggi con maggiore contenuto politico. Non so nelle altre città, ma a Torino negli ultimi anni lo striscione è stato retto da sindaci, assessori e consiglieri, trasformando di fatto l’apertura del corteo in una vetrina per la politica locale. Le istituzioni erano fortemente presenti, ma in forma discreta. La bandiera arcobaleno sventolava orgogliosa sul tetto del municipio, il Comune aveva curato una campagna di affissioni e distribuiva bandierine e palloncini. Ma era chiaro che il centro della manifestazione era il movimento LGBT.
Il messaggio centrale del Pride era internazionalista (“per l’uguaglianza lgbti nel mondo”), nonostante il corteo di Siviglia fosse tutto sommato periferico e Madrid ospiti in questi giorni il World Pride. Morale: non solo “la nostra patria è il mondo” e ci sono sempre buone ragioni per manifestare, ma l’omofobia e la transfobia non si sconfiggono solo con una legislazione avanzata come quella spagnola, che pure sta dando un contributo essenziale.
Impressionante lo spezzone del PSOE. Non solo, credo, perché i socialisti hanno qui la loro roccaforte, ma forse perché, da Zapatero in avanti, il Partito ha fatto propria senza ambiguità la causa Lgbti. Certo, c’erano gli spezzoni di Podemos e di Izquierda Unida, persino quello di Ciudadanos (centrodestra), ma il carro e lo spezzone del PSOE erano il settore politico più vivace. Avete presente la triste presenza del PD al Pride? Ecco, tutto il contrario. Musica, allegria, bandiere e striscioni rainbow con i simboli socialisti (il pugno e la rosa). Le parole d’ordine: “il socialismo è libertà” e orgoglio. Ecco: tutte parole e idee che il PD ha messo in soffitta da tempo, sempre che le siano mai appartenute.

Infine una chicca: due donne musulmane velate (magari ci saranno stati altri credenti musulmani, ma non erano riconoscibili), una anziana e una giovane. La prima, seduta, seguiva con curiosità e attenzione il corteo. La seconda era partecipe e filmava la parata. Mi hanno commosso, confermandomi che la visibilità, anche nelle forme colorate e disinibite del Pride, può generare incontro tra differenze”.

IDAHOT 2017 a Torino

idahotimmagine-2~s400x400IDAHOT 2017
GIORNATA INTERNAZIONALE CONTRO L’OMOFOBIA, LA TRANSFOBIA E LA BIFOBIA 2017

La Città di Torino, con la collaborazione della Città Metropolitana di Torino, del Coordinamento Torino Pride, degli Enti e delle Associazioni del territorio promuove un ricco programma di eventi per celebrare il 17 maggio, la Giornata Internazionale contro l’omofobia, la transfobia e la bifobia.
Sulle pagine del Servizio LGBT, maggiori info e il Calendario delle iniziative:

 

AAA cercasi articoli per pesca di autofinanziamento Maurice!

moseHai a casa delle cose che non ti servono? Hai la cantina piena di memorabilia? Te ne vuoi liberare servendo una causa giusta?
Metti tutto in una scatola e portale al Maurice, ci serviranno per la pesca di autofinanziamento che si terrà sabato 1 luglio in occasione della festa d’estate: il ricavato servirà a sostenere  le attività dell’associazione.

Per le eventuali consegne la sede  è aperta tutti i pomeriggi, meglio però contattare prima la segreteria.
Grazie.

info e contatti: segreteria@mauriceglbt.org
0115211116
3357167890

Ultimo appuntamento del Cinefrocium 2017 al Maurice

toomuchpussyEcco arrivato anche Aprile e con lui l’ultimo appuntamento di questa stagione cineFrociograFica (attenzione però, c’è la possibilità di sporadiche quanto queerose Troiezioni estive…stay tuned). (Soc) chiudiamo il Cinefrocium, domenica 9 aprile 2017, ore 21.30, c/o Maurice glbtq, Via Stampatori, 10 – Torino

con Too Much Pussy!
documentario franco-tedesco, anno 2010, diretto da Emilie Jouvet. 98 minuti, che vedono protagoniste 7 performers impegnate in un tour su 4 ruote in giro per l’Europa, da Berlino a Malmö.
I contenuti di questo road movie sono muy interessanti (tanto che il film è VM18; se ne avete, tenete i minori a casa): le artiste, durante il loro “Queer X Show”, mettono in scena uno spettacolo che unisce scrittura, musica, attualità e sesso dal vivo, coinvolgendo anche il pubblico… non mancano le riflessioni artistiche e politiche che completano questo accattivante manifesto politico femminista e sex-positive.

Il film sarà in lingua originale con sottotitoli in italiano

FREE HUGS! FREE ENTRY! FREE POPCORN!
BUONA VISIONE!
https://www.youtube.com/watch?v=nnXls9u7d2E

Presentazione de “Il prezzo del sogno” di Margherita Giacobino

PATMartedì 14 febbraio 2017, ore 20,30
Maurice glbtq, Via Stamapatori, 10- Torino
l’AltraMartedì presenta:

l’atteso, bellissimo, fresco di stampa, ultimo libro di Margherita Giacobino, “Il prezzo del sogno”, ispirato alla vita, agli amori, alle storie scritte e vissute da Patricia Highsmith, scrittrice poliedrica e donna dalla personalità fortissima.

“Il suo mestiere era scrivere. Socchiudere le porte del sogno e raccoglierne le voci. Ma scrivere, quest’ansia continua che è la sola medicina a se stessa, è una perenne fuga in avanti, verso il limite e oltre il limite.” “Uccidere è come fare l’amore”.
Trascorreremo felicemente il più antiromantico San Valentino, in compagnia di Margherita Giacobino e dalla sua terribile, amata Pat. In loro onore circoleranno super alcolici e snack rigorosamente poco salutari!

Dalla quarta di copertina:
Pat ha 25 anni, è insicura e spavalda, e solca a grandi passi le strade pulsanti di NewYork, il cuore che batte per Carol. Carol è a New York e New York ha un senso solo perché esiste intorno a Carol – la bella, temeraria e fragile Carol.
Nell’America degli anni Quaranta, Pat è una fuorilegge: ambiziosa e ferocemente indipendente, ama le donne e non intende nascondersi dietro un matrimonio di facciata. Pat è Patricia Highsmith, scappata dal Texas e da una madre dispotica ed egoista per inseguire il sogno di diventare scrittrice: nei salotti intellettuali si sente goffa ed inadeguata, ma ha una intelligenza ed una sensibilità uniche ed un talento eccezionale. La vita e la scrittura – che è gioia pura fa correre scintille nelle vene – si compenetrano e si nutrono l’una dell’altra, senza che la fame sia mai appagata.
È il prezzo del sogno: l’ansia, la fatica,l’insoddisfazione. Pat è divorata dall’inquietudine, insofferente all’ipocrisia dell’American dream, lascia l’America per l’Europa, cambia case, editori, Paesi, amori, scrive romanzi e racconti che avvincono e turbano i lettori di tutto il mondo. Scrivere è il suo modo di vivere tante vite, di essere tante persone diverse. Di cercare di raggiungere l’irraggiungibile.

Con una scrittura straordinaria, carezzevole ed aspra, ironica ed accorata, capace di vibrare in risonanza con le corde più profonde dell’animo umano, Margherita Giacobino ripercorre le appassionanti vicissitudini di Patricia Highsmith, una delle più pungenti ed interessanti scrittrici contemporanee, i cui romanzi hanno ispirato registi come Alfred Hitchcook, Wim Wenders e Tod Haynes. Ma soprattutto Giacobino ci consegna la storia di una donna dalla personalità fortissima, sincera fino a farsi male, che non ha mai ceduto alle pressioni della cosiddetta normalità e non ha mai tradito se stessa.

Margherita Giacobino, Il prezzo del sogno, Mondadori, 2017

serata aperta a tutt*!

Primo incontro seminario antispecismo queer

antispecismo.squeertoPrimo incontro del seminario autogestito antispecismo queer.
L’incontro, organizzato dall’assemblea AhSqueerto, assemblea torinese queer, è anche indirizzato a mettere le basi per un gruppo di lettura sulla scia di quelli organizzati dal Centro Documentazione del Maurice.
Martedì 24 gennaio 2017,
dalle 19.00 alle 22.00
con Aperitivo Bellavita!

Maurice glbtq, Via Stampatori, 10- Torino
Nel corso di questo primo appuntamento verranno mostrati alcuni filmati per introdurre la critica al sistema di dominio che assoggetta i corpi animali, umani e non umani, e a partire dalla lettura di alcuni estratti dal libro di Jacques Derrida “L’animale che dunque sono” e dalla rivista di critica antispecista “Liberazioni” si darà ampio spazio alla discussione collettiva.