Due nuove repliche dello spettacolo “Sventola l’aquilone”

SVENTOLA L’AQUILONE- Nuovo allestimento Due nuove repliche dello spettacolo “Sventola l’aquilone”, della Compagnia Teatrale “Espressioni vaganti” del Maurice glbtq,  in collaborazione con “Miraflores – La […]

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Maurice ha 30 anni. E ancora non si accontenta

Torino. I «rompiscatole» dello storico circolo lgbt italiano si raccontano. «La battaglia per i diritti di coppie e famiglie va legata a quella contro lo […]

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Partecipa al confronto! Famiglie, figli, diritti e comunità GLBTQ

All’indomani dell’approvazione al Senato del DDL Cirinnà e delle mobilitazioni nelle piazze, Margherita Giacobino ha pubblicato una riflessione sul numero di marzo di Aspirina, intitolata […]

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“Famiglie, diritti e figli” di Margherita Giacobino

All’indomani dell’approvazione al Senato del DDL Cirinnà e delle mobilitazioni nelle piazze, Margherita Giacobino ha pubblicato una riflessione sul numero di marzo di Aspirina, intitolata […]

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Tesseramento 2016

Nel 2016 il Maurice mantiene le solite tre modalità di adesione: amic@, complice e amante. Quest’anno la quota minima (comprensiva della tessera ARCI, valida in […]

PORTALE NAZIONALE LGBT: TROPPO TARDI, TROPPO POCO

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PORTALE NAZIONALE LGBT: TROPPO TARDI, TROPPO POCO

Dal 7 luglio è online il “portale di informazione antidiscriminazioni LGBT”, voluto dall’Unar all’interno della Strategia nazionale per la prevenzione e il contrasto delle discriminazioni basate sull’orientamento sessuale e sull’identità di genere 2013-2015. Portale pensato nell’ambito dell’asse comunicazione, in collaborazione con le associazioni LGBT italiane e realizzato dal Servizio LGBT della Città di Torino in qualità di segreteria della Rete Ready.
Forse però non tutti/e sanno che la nascita di questo portale era stata annunciata il 4 giugno 2015 con una conferenza stampa a Palazzo Chigi. Si era arrivati a questo appuntamento già in ritardo: secondo i programmi iniziali, il portale doveva essere reso pubblico il 17 maggio 2014 e quindi aggiornato mensilmente con la pubblicazione di una pagina tematica. Dopo più di un anno dall’annuncio ufficiale, il sito viene messo online tagliato e censurato di molti suoi contenuti e percorsi tematici. Infatti il lavoro consegnato dal gruppo di redazione creato dalla Città di Torino conteneva 12 pagine tematiche, 12 gallerie di video, 12 gallerie di immagini, 51 articoli, 1575 schede di documenti suddivisi in 12 sezioni, 8 percorsi di lettura. Il portale che invece vediamo oggi al link www.portalenazionalelgbt.it ha una struttura diversa e contenuti limitati. Non solo: per la costruzione del sito, il Servizio LGBT della Città di Torino e il gruppo di redazione hanno organizzato 2 workshop per presentare il work in progress all’Unar, a 29 associazioni, ad esperte/i e a partner della Rete Ready; è durante questi workshop che si sono costruiti in maniera condivisa i contenuti e la struttura del portale (quel portale, non quello andato online senza una condivisione dei contenuti). La premessa fatta dall’Unar sul fatto che seguiranno aggiornamenti, inoltre, non ci rassicura affatto. Tanto più che, secondo quanto riportato da un organo di stampa, in futuro «ci sarà spazio anche per coloro che sono portatori di un orientamento culturale diverso rispetto ai responsabili del portale».
Non dimentichiamo poi che il ritardo nella pubblicazione online del portale non è stato un fatto isolato: si è accompagnato alla interruzione della formazione nell’ambito dell’asse Istruzione della Strategia nazionale LGBT. Formazione che il MIUR ha limitato alle figure apicali dell’amministrazione centrale, avocandone a sé la pianificazione ed estromettendo le associazioni.
Ci chiediamo perché un portale consegnato completo abbia dovuto aspettare un anno per la messa online e nonostante questo tempo sia ancora incompiuto. Molte persone che conosciamo, esperte e studiosi della materia, hanno contribuito con articoli ai contenuti del sito web, ma oggi non li ritrovano più al suo interno.  Perché ogni volta che si parla di temi LGBT si arriva a ritardi, censure, modifiche? Come la legge Cirinnà, anche il portale, che poteva essere un grande passo in avanti per il nostro paese, si è trasformato in un pavido risultato di belle promesse.
Ci rendiamo conto che l’avvicendamento di diverse figure dirigenziali all’Unar abbia reso difficile la messa online del portale e siamo consapevoli che il nuovo direttore abbia trovato una situazione ormai in essere, ma ci sembra giusto informare correttamente rispetto a questa vicenda e chiederne conto alla politica. Chiediamo in particolare all’Unar e al Governo le ragioni del ritardo e delle censure operate e altresì che la strategia UNAR, di formazione e lotta  contro le discriminazioni, interrotta in questi anni, senza apparenti ragioni, venga ripresa e potenziata.
E chiediamo l’intervento della Città di Torino, perché faccia sentire la sua voce di fronte al mancato riconoscimento del lavoro svolto dai suoi uffici e dai suoi collaboratori.
La vice presidente del Senato Fedeli alla presentazione del portale il 4 giugno 2015 disse: “Per presentare il Portale di cui oggi viene data una anteprima, occorre riprendere con chiarezza un punto di  partenza. Bisogna dirlo in modo esplicito e senza esitazioni: la differenza è un valore. Non va tollerata, né accettata. Va riconosciuta e promossa.”
Ci chiediamo quando, oltre alle belle parole, potremo vedere i fatti.

Maurice glbtq Torino
Circolo glbte Pink Verona
Associazione Famiglie Arcobaleno
Rete Genitori Rainbow
Polis Aperta
Associazone radicale Certi Diritti
Associazione ALA Milano
Associazione Libellula  Roma
Consultorio Transgenere
Shake lgbte Conegliano (TV)

Laboratorio: Cultura del consenso e poliamore

consensoCos’è la cultura del consenso e perché è ancora più importante nel poliamore che nel mondo in generale? Può il poliamore essere uno strumento di diffusione della cultura del consenso? Chiedere il consenso non è una doccia fredda dei momenti più caldi?

Per chi vuole saperne di più, imparare modi nuovi per rispettare l’autodeterminazione altrui senza rompere l’incantesimo, ma anzi farlo diventare uno strumento che approfondisce l’intimità l’appuntamento è:
domenica 24 luglio dalle 17:00 alle 19:00 al Maurice GLBTQ, via Stampatori 10- Torino

il workshop inizierà con una parte teorica e proseguirà con dei laboratori coi quali ci metteremo in gioco (ma solo se darai il tuo consenso!) e si concluderà con una discussione condivisa.

Condurrà Luca Boschetto, attivista bisessuale e poliamoroso, curatore del sito poliamore.org.
Evento in collaborazione con il gruppo Poliamore Torino

Segue aperitivo bellavita vegan (porta quello che vorresti trovare, bevande escluse benefit Maurice GLBTQ))

Due nuove repliche dello spettacolo “Sventola l’aquilone”

Layout 1SVENTOLA L’AQUILONE- Nuovo allestimento
Due nuove repliche dello spettacolo “Sventola l’aquilone”, della Compagnia Teatrale “Espressioni vaganti” del Maurice glbtq,  in collaborazione con “Miraflores – La casa nel parco” e il Servizio lgbt della città di Torino.

*Venerdì 22 luglio  2016, ore 21.30
Casa nel Parco,  Via Panetti, 1 (Parco Colonnetti) – Torino

*Sabato 23 luglio, ore 21.45
Giardini Reali, C.so San Maurizio, 4 – Torino
All’interno dell’iniziativa “La salute in Comune”.

Alle ore 21.00 in collaborazione con l’Associazione Agedo Torino, il Coordinamento Torino Pride e il Maurice GLBTQ, il Servizio LGBT dell’Area Giovani e Pari Opportunità della Città di Torino partecipa si terrà l’incontro sul tema “Fare coming out in famiglia”, nell’ambito degli appuntamenti serali di approfondimento e informazione ”Pillole di salute”.
Oltre al Servizio LGBT interverranno:
Alessandra ed Elia, che   racconteranno il proprio coming out;
Attilio Borroni, genitore e Presidente dell’Associazione Agedo Torino;
Donata Testa, mamma e autrice del libro “Sventola l’aquilone” da cui è tratto lo spettacolo teatrale;
Alessandro Battaglia, Coordinatore del Coordinamento Torino Pride;
Erberto Rebora, della Compagnia Espressioni Vaganti.

 L’incontro introduce e prepara alla visione dello spettacolo teatrale delle 21.45 che la Compagnia Espressioni Vaganti ha tratto dal libro Sventola l’aquilone di Donata Testa.

Questo è il percorso dell’anima di una madre alla scoperta di un figlio alla ricerca della propria identità, all’inseguimento di un rapporto maltrattato dagli eventi e dall’iniziale incomprensione.
Conoscerete la difficoltà della madre e la sua sofferenza fino a dire:
“Ma grazie figlio, grazie per la fatica che hai fatto fare alla nostra famiglia. Grazie per gli ostacoli che hai sparpagliati sulla mia strada. Senza di te, di me non avrei capito certi aspetti profondi, compreso quello fondamentale che prima d’alzare una bandiera bisogna toccarne la stoffa, guardarne con attenzione l’ordito, sfiorarne l’asta, misurarne la lunghezza e poi, soltanto poi, alzarla, farla sbattere al vento. Prima, sì, stava su lo stesso, è chiaro, ma no, non avrebbe sventolato come si deve, non sarebbe diventata davvero un aquilone colorato che volteggia in cielo.”

Liberamente tratto dal romanzo di Donata Testa “Sventola l’aquilone” ed. SUI
Messa in scena: Erberto Rebora ed Espressioni Vaganti.

Con: Sonia Bertinat, Enzo Caruso, Pier Luigi Gallucci, Luigi Infantino, Jacopo Milano, Armando Molari, Luisa Pagani, Henni Rissone.

Maurice ha 30 anni. E ancora non si accontenta

Torino. I «rompiscatole» dello storico circolo lgbt italiano si raccontano. «La battaglia per i diritti di coppie e famiglie va legata a quella contro lo smantellamento dello stato sociale»

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Compie trent’anni un gruppo di «rompiscatole». Così si autodefinisce il Circolo Maurice di Torino, ovvero una delle tessere più preziose del variegato mosaico del movimento lgbt italiano. Un collettivo di persone abituate a disturbare non solo l’ordine etero-normativo, quella «normalità» oppressiva in base alla quale «tutti nascono eterosessuali» e come tali vengono naturalmente educati, ma anche il mainstream (vero o presunto che sia) dello stesso movimento per i diritti civili di gay e lesbiche. Piantagrane, ma non per il gusto di essere bastian contrari: a muovere il collettivo del Maurice, oggi come trent’anni fa, è lo spirito di ricerca, la curiosità verso le infinite differenze, e un istinto di critica verso ogni ingiustizia socialmente prodotta.

Rivisitiamo la storia del circolo insieme a Christian Ballarin, Cristian Lo Iacono e Roberta Padovano, attivisti di differenti generazioni che incontriamo nella sede via Stampatori. Siamo nel pieno centro storico di Torino, al piano terra di un edificio di proprietà comunale rimasto, per ora, al riparo dalla gentrification, il «risanamento» a uso di chi se lo può permettere. «Il Maurice nasce nel difficile periodo della diffusione dell’Aids, che i giornali definivano ‘la peste gay’. In origine è un gruppo informale di soli uomini, quasi tutti ex componenti del Collettivo omosessuale della sinistra rivoluzionaria (Cosr). Poi arriva l’affiliazione ad Arcigay e, nel 1989, la scelta di darsi un nome, ricavato dal film tratto dal romanzo di Edward M. Forster».

L’impegno degli inizi è soprattutto nella difesa dell’identità omosessuale dallo stigma della malattia, ma a orientare l’azione del circolo è anche l’interesse politico verso il femminismo. Che porta all’ingresso di alcune donne, le prime di una componente femminista e lesbica destinata a crescere in fretta, parallelamente all’aumento del protagonismo delle donne all’interno del movimento omosessuale nazionale. Nel quale, però, la condivisione degli stessi spazi regge solo fino al ’96, quando Arcigay e Arcilesbica si separano.

Al Maurice non succede: meglio la mixité. Donne e uomini scelgono di continuare il loro percorso comune, e il circolo esce dal circuito di Arcigay. «Rompemmo con l’associazione nazionale perché volevamo tenere insieme ‘la g e la l’, ma anche in polemica con pratiche troppo verticistiche». Ecco, i (e le) rompiscatole. Che nel frattempo intrecciano il loro cammino con quello del sindacato — la Cgil ma anche i Cobas -, del Comitato di solidarietà con la Palestina, delle lotte contro i Centri di detenzione dei migranti, e dei centri sociali torinesi. Un legame, quest’ultimo, che ancora resta, come testimonia la festa dei trent’anni («pestiferi», ça va sans dire), sabato scorso, ospitata dal csoa Gabrio a Borgo San Paolo, storico quartiere operaio della città.

La stagione dei social forum vede il Maurice presente: Genova, Firenze, Parigi. «Era ed è fondamentale, per noi, lo sguardo glocal, cioè pensare globalmente, ma agire localmente: a Torino in quegli anni otteniamo un piccolo grande risultato, la nascita del servizio lgbt del Comune». All’interno del «movimento dei movimenti» si sviluppa la riflessione intorno al nesso fra soggettività lgbt e neoliberismo. E qui trova spazio l’analisi critica del significato dell’affermazione dei diritti civili. Una causa giusta, naturalmente, ma che porta con sé insidie che non possono essere sottovalutate. «Abbiamo riflettuto molto sulla figura paradigmatica di Pim Fortuyn, il politico liberal-populista olandese capostipite dell’islamofobia europea, assassinato nel 2002 quando mieteva consensi crescenti. Omosessuale, difendeva i diritti lgbt come ‘diritti occidentali’ che contrapponeva al ‘pericolo dell’islamizzazione’: esempio emblematico di ciò che chiamiamo ‘omo-nazionalismo’».

Il rifiuto della strumentalizzazione dei diritti di gay e lesbiche per legittimare politiche discriminatorie nei confronti dei migranti è un tema caro alla filosofa americana Judith Butler, fra le referenti teoriche del Maurice («ma non abbiamo ortodossie»). All’interno del circolo un ricco centro di documentazione testimonia dell’impegno culturale: se si deve usare un’etichetta, l’orientamento è queer, che significa, fra l’altro, non accettare l’immagine della comunità lgbt «appiattita sui nativi e sui loro bisogni». «Il nostro circolo — raccontano gli attivisti — è stato tra i primi a supportare le richieste di asilo di omosessuali migranti, rifiutando però la retorica dell’accoglienza ‘neocoloniale’: noi non diciamo ‘vieni da noi perché nel tuo Paese sono dei barbari’».

La mixité che contraddistingue il Maurice si nutre anche di una forte componente transessuale e transgender, che è venuta nel corso degli anni sempre più aumentando la propria visibilità, ma anche contaminandosi con le altre, come reso evidente dalla recente seconda edizione della Trans Freedom March per le strade torinesi — appuntamento vissuto come proprio da tutto il movimento lgbt riunito nel «Coordinamento Torino pride». Al circolo, il primo spazio di condivisione, al di là dell’assemblea generale, dalla fine degli anni ’90 è la serata del martedì, quella delle donne: «Uno spazio separato ma non separatista, dove le donne trans furono da subito le benvenute, perché la visione ‘essenzialista’ dell’essere donna non ci è mai appartenuta». Uno dei fiori all’occhiello del circolo è lo sportello per le persone trans che necessitano consulenza psicologica, medica o legale, per affrontare la transizione, ma anche i problemi della vita quotidiana.

Cosa vive, oggi, delle origini rivoluzionarie del gruppo? «Ad esempio il non riconoscersi in un’idea astratta dell’identità lgbt: viviamo in un mondo dove ci sono primi ministri dichiaratamente gay, ma il livello di libertà di ciascuna persona omosessuale o trans è condizionato dalle differenze economiche, dal retroterra sociale, dall’essere nativi o migranti». Accenti diversi da quelli di chi, nel movimento, insiste solo sui diritti delle coppie e delle famiglie omo-parentali. «Intendiamoci: è giusto rivendicare il matrimonio egualitario, ma non bisogna fermarsi a quello. Da un lato, occorre mettere in relazione questa battaglia per i diritti di coppie e famiglie con tutte le forme di resistenza allo smantellamento dello stato sociale, perché il rischio è ottenere qualcosa che esiste sulla carta ma, nella realtà, viene cancellato dalle politiche neoliberiste. E dall’altro serve pensare a tutele per relazioni affettive di tipo diverso, praticate nella nostra comunità, che non sono riducibili al modello matrimoniale della coppia ‘unita per sempre’».

Nelle parole degli attivisti si riconosce l’eco del pensiero della differenza: vanno bene i diritti, ma non solo quelli che «rendono uguali». Nessuna paura di venire confusi con i fautori delle unioni civili come «specifica formazione sociale»: «Il problema del ddl Cirinnà, in discussione al Senato, è che crea un istituto ad hoc al solo scopo di non concedere il matrimonio egualitario. Noi invece vogliamo il matrimonio e altre forme di riconoscimento dei nostri legami affettivi e di solidarietà». Difficile accontentarli, questi rompiscatole.

JACOPO ROSATELLI 03 DICEMBRE 2015 Il Manifesto

Partecipa al confronto! Famiglie, figli, diritti e comunità GLBTQ

mumbleAll’indomani dell’approvazione al Senato del DDL Cirinnà e delle mobilitazioni nelle piazze, Margherita Giacobino ha pubblicato una riflessione sul numero di marzo di Aspirina, intitolata FAMIGLIE, DIRITTI E FIGLI. E’ un testo che pone molte questioni e offre più piani di riflessione.
Per noi può rappresentare un concreto spunto da cui partire, per confrontare visioni fuori dalle pastoie e dalle agende imposte dalla politica istituzionale che da tanti, troppi anni condizionano il non-dibattito all’interno del movimento GLBTQ.
L’invito è a leggerlo innanzitutto, e speriamo anche che susciti in molt* la voglia di rispondere, di scrivere.
Al momento la riflessione di Margherita Giacobino (Aspirina, marzo 2016), ha stimolato i contributi che pubblichiamo. 
Aspettiamo anche il tuo!
(inviateli a segreteria@mauriceglbt.org)

“Ho letto con sollievo il testo di Margherita Giacobino, anche i passaggi più spinosi, anche quelli che mi hanno irritata. E’ riuscita a appassionarmi e emozionarmi, pur discorrendo di questioni che mi danno nausea, perché da anni e anni inchiodano la mia vita di attivista glbtq: diritti, matrimonio omosessuale, coppia, famiglia, figli, uguaglianza.” di Roberta Padovano [Padovano_Riflessioni post Misantropa]

“La riflessione di Margherita, molto stimolante, parte proprio dal concetto di diritto e lo rimette radicalmente in discussione. Certamente non perché non ne riconosca il valore, ma perché sottolinea come di questi tempi la confusione regni sovrana su alcuni principi che ci sembravano indiscutibili e quindi spesso venga usato questo termine a sproposito, facendo un bel guazzabuglio tra diritto, possibilità ed affermazione di potere.” di Gigi Malaroda [Malaroda_Riflessioni post Misantropa]

“Sono da pochi anni una militante lesbica e la partecipazione alla vita di questa comunità è troppo recente per avere vissuto tempi migliori e ricchi di suggestioni, contaminazioni, lotte. Il senso di appartenenza anche a me a tratti fa bene e a tratti soffoca e sta stretto.” di Veronica Vennettilli [Vennettilli_Riflessioni post Misantropa]

“Stimolato dall’articolo di Margherita Giacobino, di seguito un semplice riordino – con leggera rivisitazione – di alcune riflessioni precedenti sul tema coppia/matrimonio, meno rispetto invece “quell’oscuro oggetto del desiderio” che è la genitorialità.” di Maurizio Nicolazzo [Nicolazzo_Riflessioni post Misantropa]

Presentazione de “La vita a rovescio”

la-vita-a-rovesciomartedì 7 giugno 2016, ore 21.00
Maurice GLBTQ
Via Stampatori, 10 – Torino

“La vita a rovescio”
Appuntamento con l’ultimo romanzo di Simona Baldelli
Giunti Edizioni.

“Anno 1735: la storia vera di Caterina Vizzani che sfugge al suo destino fingendosi uomo e innamorandosi di una donna”.
*Dialoga con l’Autrice Paola Guazzo
*Letture e sonorità
a cura dell’AltraMartedì e Centro Documentazione Maurice GLBTQ

Simona Baldelli è nata a Pesaro e vive a Roma. Ha esordito nella narrativa nel 2013 con Evelina e le fate romanzo finalista al Premio Calvino 2012 e vincitore Premio John Fante opera prima. Nel 2014 ha pubblicato, sempre per Giunti, il suo secondo romanzo, Il tempo bambino. La vita a rovescio è il suo terzo romanzo uscito nel 2016.

Torino Pride 2016: Il domani ci appartiene

topride2016

Quest’anno il Pride piemontese, che nel 2015 ha coinvolto circa 70.000 persone, confermandosi come la più partecipata manifestazione del territorio dedicata al riconoscimento dei diritti di tutte e tutti, compie 10 anni.

Il Torino Pride, che si svolgerà il 9 luglio 2016 e il cui claim 2016 è “il domani ci appartiene”, per festeggiare l’importante anniversario, avrà un respiro e una visibilità nazionali e non si risolverà nella sola parata ma, grazie anche al convinto supporto di tutte le istituzioni e di diversi sponsor privati, prevederà un importante happening in piazza San Carlo con la partecipazione di ospiti di fama internazionale.

Fra gli eventi collegati al Pride 2016 anche una mostra alla Fondazione Merz, un’asta benefica il cui ricavato andrà a Casa Oz, la conferenza internazionale “The march towards equality. Celebrating Prides in Eastern Europe” e il Rights Village a Torino Esposizioni.

Il Torino Pride 2016, organizzato dal Coordinamento Torino Pride, fa parte dell’Onda Pride che prevede lo svolgimento di molte parate in varie città d’Italia per reclamare il riconoscimento dei diritti civili.

Coordinamento Torino Pride GLBT www.torinopride.itufficiostampa@torinopride.it
Ufficio Stampa Torino Pride: con.testi + 39 011 5096036 +39 347 7726482 +39 333 4442790

Manifesto Politico 2016

AltraMartedì presenta: Quando dietro una grande donna c’è una grande donna. Eleanor Roosevelt e Lorena Hickok

eleonorlorenaL’AltraMartedì presenta: Quando dietro una grande donna c’è una grande donna. Eleanor Roosevelt e Lorena Hickok
Martedì 14 giugno, ore 20,45
presso il Maurice GLBTQ

Via Stampatori, 10

Mariangela Rosolen, attivista per i beni comuni, saggista e già deputata, ci parlerà della storia d’amore e del sodalizio intellettuale tra la First Lady degli Stati Uniti Eleanor Roosevelt (1884-1962) e Lorena Hickok (1893-1963), una delle giornaliste più note nella storia del Paese, prima donna americana ad acquisire un ruolo di rilievo nella professione. Seguiremo il singolare percorso di vita di Lorena, dalla povertà nel nativo Wisconsin alla collaborazione con la Casa bianca, dove arrivò nel 1933 da affermata giornalista, fino al racconto della Grande depressione e dell’età rooseveltiana. In particolare, vedremo come Lorena abbia contribuito a creare il personaggio “Eleanor Rosevelt”.

Antonio Soggia, storico americanista, condurrà l’incontro.

NON PERDETEVI QUESTA SERATA DAVVERO SPECIALE!!!

Presentazione di “Maschi all’opera: soggetti eccentrici nel teatro di Benjamin Britten”

soggettieccentriciMartedì 28 giugno 2016
h. 21:00

Maurice glbtq
Via Stampatori, 10 – Torino
Il Centro Documentazione del Maurice, in occasione della Giornata dell’orgoglio LGBTQ, è lieto di presentare l’ultimo libro di Marco Emanuele, “Maschi all’opera: soggetti eccentrici nel teatro di Benjamin Britten”, vincitore del premio studi LGBTQ “Maurice” (Milano, Mimesis, 2016).​F​aremo incursioni tra letteratura, opera e “vita” di personaggi storici o inventati che ci parlano della deviazione dalla mascolinità normata, dei rapporti tra opera e sessualità/omosessualità, e di come la musica può rappresentare le identità di genere.Intervengono:
*l’Autore (musicologo e compo​sitore)​
*Luca Valentino​ (​regista e docente di “Teoria e tecnica dell’interpretazione scenica” al Conservatorio “Vivaldi” di Alessandria)
*Modera Cristian Lo Iacono
La presentazione del libro sarà intercalata dall’ascolto di brani musicali dal vivo, con la partecipazione del trio Debonair (Marina Degrassi, soprano, Laura Culver, violoncello, Stefanina Priotti, violino).

Al termine, come nella migliore tradizione italica, un brindisi: “libiamo ne’ lieti calici!”.

Serate TranSversali, “Varianza di genere e terapia ormonale: recenti acquisizioni”

volantino-10-giugnoMaurice glbtq presenta:
Serate TranSversali, incontri con l’identità di genere, organizzate da Christian Ballarin e Piero Cantafio, in collaborazione col Servizio lgbt della Città di Torino.

Venerdì 10 giugno 2016
Via stampatori, 10- Torino
ore 21.00

Varianza di genere e terapia ormonale: recenti acquisizioni.
Interviene la dr.ssa Adriana Godano, endocrinologa.